Tutto tace, si lavora sottotraccia come dei sottomarini. Il calcio a Taranto attende una svolta, che tra l’altro potrebbe tardare ad arrivare.

Dopo l’esclusione dalla Serie C del 7 marzo, il club (Taranto FC1927 srl) non è stato radiato e mantiene, quindi, la propria matricola ed anche la situazione debitoria da sanare. Giugno è alle porte e per ora la palla (sgonfia) resta in mano alla vecchia proprietà che per potersi iscrivere ad un campionato dovrà saldare i debiti esistenti.

La decisione sulla categoria d’appartenenza spetterà al Consiglio federale. Se dovesse intervenire la Procura con un fallimento d’ufficio, la società perderebbe matricola e affiliazione FIGC.

Ecco perché la situazione è in stand-by, considerato anche che per avviare la nuova fase del calcio tarantino occorrerà attendere l’insediamento del nuovo sindaco che dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di lanciare un bando per raccogliere manifestazioni di interesse che in realtà non sono mancate, considerato che diversi gruppi coinvolti sono andati a bussare alla porta del presidente della FIGC Gravina per chiedere informazioni, così come altri sono andati dal presidente del Comitato regionale della Lega Nazionale Dilettanti, Tisci.

Stando a delle indiscrezioni da noi raccolte nei giorni scorsi ci sarebbero almeno due gruppi pronti con dei business plan già stilati: il primo vedrebbe come facilitatore il senatore Turco (investimento pare del gruppo Ferretti di 10 milioni di euro per 5 anni), il secondo gruppo (piano industriale di 3 anni con investimento di 5 milioni di euro) farebbe riferimento ad un manager del settore immobiliare.

Sullo sfondo la Fondazione del Mediterraneo per lo Sport, costituita da Massimo Ferrarese, il quale ci ha tenuto a sottolineare, ancora una volta, che non è mediatore di alcuna cordata :”Sebbene in passato, nel mio ruolo di Commissario straordinario dei Giochi, abbia ascoltato alcuni imprenditori interessati al discorso stadio e di conseguenza al club calcistico, il mio unico apporto in questa vicenda è quello noto a tutti, ossia come imprenditore mi sono fatto promotore della creazione di una Fondazione che possa essere di supporto ad una nuova realtà calcistica in grado di convincerci della bontà del suo progetto a favore di uno sport che a Taranto è molto seguito e vissuto con un coinvolgimento emotivo difficilmente riscontrabile in altre città”.

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