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Un collega di redazione continua ad invitarmi a non sorprendermi di quanto sta accadendo nella politica tarantina da febbraio a oggi. “Sono strategie, fanno parte del gioco”, mi ripete.

Io, però, ho tutto il diritto di indignarmi di fronte alla totale incoerenza e sfacciataggine di chi ha ceduto ad apparentamenti fuori da ogni logica in vista di questo turno di ballottaggio per l’elezione a sindaco (8-9 giugno prossimi) tra Piero Bitetti (centrosinistra senza M5S, 37,3% al primo turno) e Francesco Tacente ( 26,2% al primo turno, moderati, civici, leghisti+ centrodestra).

Abbiamo assistito tutti alla la clamorosa inversione a U del centrodestra (FdI e FI), che adesso corre unito per vincere con ex melucciani sotto il simbolo di Riformisti-Socialisti e leghisti del sud…

E se da Forza Italia c’era da attenderselo, essendo sempre stato più centrista ed avvezzo alle alleanze, profonda delusione giunge da Fratelli d’Italia.  I Meloniani si era dichiarati, magari anche a ragione, unica forza politica coerente. In realtà gli unici coerenti si sono rivelati Mirko Di Bello con la sua coalizione civica (“Adesso”) ed il Partito Liberale.

 

Al contrario di quelli che al primo turno dicevano mai con gli ex melucciani? Dopo l’ennesimo striminzito risultato (8,61%) ottenuto a Taranto i vertici regionali, provinciali e cittadini, avrebbero dovuto dimettersi in blocco ma evidentemente la voglia di governare fa turare il naso. E ovviamente negli ultimi giorni c’è la corsa a cancellare post social invecchiati subito e male…

Intanto giunge l’invito a votare il volto nuovo di Taranto, Tacente, appoggiato dal suo ex competitor Lazzaro (il 27 maggio scriveva: ”Taranto, ha scelto la continuità. Ha premiato chi ha amministrato fino ad oggi”).

Un nuovo che è assibilabile alla tinteggiata di una facciata di un vecchio palazzo se si pensa che alle spalle ci sono dei veterani della politica nostrana: Tribbia, Ciraci, Stellato, Brisci, Azzaro, Vietri e Di Cuia, oltre allo spin doctor Pelillo.

“Oggi nasce la nuova coalizione civica e di centrodestra per il cambiamento! Non siamo qui per difendere vecchie rendite di posizione, ma per offrire ai tarantini un’alternativa vera e credibile dopo anni di immobilismo amministrativo”, dicono…In caso di affermazione di Tacente sarebbero in 14 gli esponenti della vecchia consiliatura, assessori compresi (8 se diventasse sindaco Bitetti).

Nel frattempo la campagna elettorale è passata dal fair play della prima fase alle baruffe social dei soliti noti, tra i quali una spanna su tutti si erge colui che ha fatto più volteggi in politica che Roberto Bolle in uno spettacolo di danza. Uno che si meriterebbe la stella ma ce l’ha già nel cognome.

Fatto sta che il candidato Bitetti, in un video, ha pregato di abbassare i toni. Bitetti che non ha mai nascosto di avere un lungo passato politico, fatto anche di diversi cambi di casacca.

Di lui avevamo già scritto che avrebbe dovuto guardarsi in casa ( alcuni big del Pd non si sono visti proprio al suo fianco pubblicamente, si sono fatti la loro bella campagna elettorale e hanno portato a casa una nuova elezione) piuttosto che spendere tempo ed energie dietro l’apparentamento con il M5S che spaccia il suo quasi 11% come dato da mettere sul tavolo. Ma è una percentuale lorda che netta fa poco più del 7%, considerato che molti hanno votato soltanto per Angolano sindaca.

E veniamo dunque al M5S che o non è in grado di farsi comprendere bene oppure ha un uditorio (compreso noi) poco attento, se ci vogliono addirittura tre passaggi pubblici per far comprendere che loro al ballottaggio andranno a votare (ma non per chi sta con la Lega) senza apparentarsi con Bitetti e senza nemmeno stipulare alcun accordo politico. Di fatto allungando la serie di no. Quindi no a Bitetti (“fa parte di una maggioranza che non ci rappresenta”), no alle poltrone, no ad incarichi, no a seggi, no all’Aia, no al rigassificatore, no al comparto 32, no al dissalatore.

Le idee appaiono chiare, però, continuano ad interpellare l’assemblea degli iscritti un giorno sì e l’altro no. Perché? Per farsi sentire dire che loro sono diversi, coerenti, che sono l’unico modello di politica sana?

Hanno scelto da tempo cosa fare ma chiedono lo stesso a Bitetti, che risponde, l’impegno pubblico su temi come la chiusura delle fonti inquinanti ex Ilva, l’Aia, l’impianto di trattamento dei fanghi nel porto, il Comparto 32, il dissalatore, gli asili nido, l’azienda partecipata dei rifiuti. Diciamo, il piano case popolari. il reddito di cittadinanza comunale.

Appare strano, però, che poche ore prima dell’assemblea di venerdì scorso era giunto l’appoggio a Bitetti da parte di tre sindaci pentastellati del Tarantino; quello di Crispiano, Luca Lopomo, quello di Ginosa, Vito Parisi, e quello di Mottola, Giampiero Barulli.

In tutto questo teatrino, il primo nemico che i due pretendenti alla poltrona di sindaco dovranno affrontare sarà l’astensionismo. Infatti,  si fa sempre più avanti la convinzione che domenica prossima saranno in tanti a non andare a votare (sbagliando e lasciando la città in mano a qualcuno che governerà grazie al consenso di appena il 25% degli aventi diritto al voto) per un ballottaggio che potrebbe decidersi per poche centinaia di voti.

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