Più coerenza nel portare avanti la proposta del “centrodestra puro” in campagna elettorale ma, soprattutto, meno decisioni calate “dall’alto”. Ecco cosa è mancato per vincere, secondo Massimiliano Di Cuia, alla coalizione che ha sostenuto Luca Lazzaro alle scorse amministrative.

Il consigliere regionale di Forza Italia, prossimo a rientrare nel Consiglio comunale tra i banchi delle opposizione, traccia un bilancio della campagna elettorale terminata da poco e parla della necessità di una politica “meno avvelenata” per il futuro della città.

A distanza di una settimana dal ballottaggio, Di Cuia aveva pubblicato un post sul suo profilo Facebook in cui rivendicava la forza del progetto politico originario.

La coalizione di centrodestra, come noto, ha comunicato con notevole ritardo il nome del candidato sindaco: se Forza Italia e Fratelli d’Italia, insieme a Noi Moderati e Partito Liberale Italiano, hanno mostrato convergenza su Luca Lazzaro, la Lega ha preferito distaccarsi e confluire, all’interno della lista civica Prima Taranto, a sostegno di Francesco Tacente, insieme a numerosi ex melucciani.

Una decisione che ha provocato non poco imbarazzo al momento della “sfilata” dei big della politica nazionale, con Matteo Salvini a cena con Tacente e i ministri a sostegno di Lazzaro. Un empasse che da Roma hanno cercato di superare con un apparentamento finale tra le due coalizioni che, a detta di Di Cuia, si è trasformato in un vero e proprio boomerang. L’errore commesso a monte, però, sarebbe da ricercare nella mancata coesione delle forze di centrodestra.

Di Cuia, perchè il centrodestra non riesce più a vincere a Taranto? Cosa non ha funzionato nella scorsa campagna elettorale?

“Il primo errore, a mio avviso, è stato dividere il fronte del centrodestra nelle due coalizioni, spezzettando così anche i consensi, a tutto beneficio del centrosinistra. Credo, poi, che la scelta operata dopo il primo turno, ovvero l’apparentamento con la coalizione che sosteneva Francesco Tacente, abbia disorientato il nostro elettorato. 

Abbiamo impostato un’intera campagna elettorale sulla contrapposizione del nostro progetto alla vecchia Amministrazione comunale, che io stesso ho contribuito a mandare a casa firmando le mie dimissioni da consigliere comunale, per poi decidere di unire i due progetti politici, così diversi tra loro, nelle ultime due settimane, in virtù di una decisione presa a Roma e della necessità di riunire il centrodestra.

Io ero tra coloro che avevano proposto un’alleanza di centrodestra puro, anche azzerando tutte le candidature: il mio nome era già stato fatto, ma sono stato disposto ad un passo indietro pur di favorire la coesione delle forze.”

A chi si riferiva, in particolare, quando scriveva nel post apparso qualche giorno fa, di non essere d’accordo con le “scelte calate dall’alto”?

“Ritengo che chi è lontano dal territorio non abbia percezione del sentire, dell’umore della città: non per malafede, sia chiaro, ma l’idea che una coalizione costruita a Roma sia poi calata sul territorio produce gli effetti che abbiamo visto. Sarebbe necessario, invece, provare ad operare in senso contrario, con un progetto che parta dal basso.

Certo, Taranto è una città strategica a livello nazionale per i motivi che tutti sappiamo, ma Roma deve dare l’avallo finale ad un progetto che abbia già incassato consenso sul territorio, non viceversa. Con questo, ovviamente, mi riferisco non alle forze con cui ho condiviso la campagna elettorale ma a coloro che hanno scelto di staccarsi dal fronte comune. Insomma, gli elettori ci hanno dimostrato una volta in più che scelte di questo tipo non premiano”.

Che tipo di opposizione farà Massimiliano Di Cuia in Consiglio comunale?

“Assolutamente costruttiva e collaborativa sui grandi temi che interessano il futuro di Taranto: basta con le polemiche e i veleni che hanno caratterizzato la politica degli ultimi tempi. Saremo intransigenti sui punti del nostro programma elettorale, ma non ottusi. La città ha bisogno di un’opera di pacificazione, il che non significa venir meno ai propri ruoli, ma cooperare per una politica sana e responsabileCi sono tante questioni strategiche e di ampio respiro da affrontare, per cui la collaborazione è fondamentale.”

Progetti per le elezioni regionali?

“Innanzitutto siamo ancora in attesa di comprendere se l’ipotesi del terzo mandato (dell’attuale presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ndr) sia ancora in piedi, perchè mi pare di capire che su questo la partita non sia ancora chiusa. Come centrodestra, tuttavia, metteremo in campo la migliore proposta possibile sia come candidato alla presidenza della Regione che come programma: ritengo fondamentali, a tal proposito, le questioni della sanità e della trasparenza. Saranno questi i nostri cavalli di battaglia alle regionali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *