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L’edizione 2025 del Medimex, da poco terminata, e l’arrivo delle navi da crociera “Fascinosa” e “Mein Schiff 5” (rispettivamente di Costa Crociere e Tui Cruises) hanno segnato ufficialmente l’inizio della stagione turistica estiva di Taranto.
Se l’International Festival & Music Conference ha garantito un notevole afflusso di turisti in città tra concerti, mostre ed eventi, altrettanto rilevante è stato l’approdo dei crocieristi nel capoluogo ionico.
Nello scorso weekend le pittoresche strade di Taranto vecchia sono state fotografate, insieme a chiese, monumenti, ponte girevole e Castello Aragonese, da tutti i turisti giunti in città: vere e proprie carovane di cittadini stranieri, affascinati dalla bellezza della parte più antica di Taranto, che hanno garantito il sold out anche a strutture ricettive, bar e ristoranti.
Immagini che fanno bene al cuore, insieme a quelle della Rotonda affollata dai concerti e del MArTA brulicante di visitatori.
Ma quali sono le ricadute reali di questi eventi sulle attività commerciali della città e su quali aspetti c’è ancora margine di miglioramento? Ne abbiamo parlato con Giuseppe Spadafino, vice presidente vicario di Confcommercio.
Medimex: bilancio positivo, ma perchè chiudere le strade?
“Il Medimex è un appuntamento importante per la città – spiega Spadafino – in quanto ha una capacità attrattiva notevole e provoca un afflusso di visitatori di cui beneficiano anche le attività commerciali, ricettive e non. Tuttavia, vorremmo introdurre, di comune accordo con la nuova amministrazione, alcuni miglioramenti. Mi riferisco in particolar modo alla chiusura di alcune strade cruciali del Borgo: ne conseguono tre giorni di disagi per i cittadini, ma anche per i commercianti. Bastano poche accortezze per rendere il tutto meno traumatico”.
In effetti, la chiusura alla circolazione dei veicoli di alcune delle vie principali del centro cittadino ha provocato non poche polemiche tra i residenti. C’è anche da considerare che il commercio ne risente, dal momento che in quei giorni sono tanti i cittadini che preferiscono “tenersi alla larga” dai negozi del Borgo piuttosto che avventurarsi in file interminabili nel traffico.
“Lo ribadisco: siamo assolutamente favorevoli al Medimex – precisa Spadafino – ma siamo altrettanto convinti che sia doveroso perfezionare, anche in vista della prossima edizione (che si svolgerà sempre a Taranto a giugno 2026, ndr) alcuni aspetti, ascoltando tutti gli attori chiamati in causa nell’ambito di eventi di questa portata. Contiamo molto sulla collaborazione con la nuova amministrazione comunale, con cui abbiamo già intrapreso proficue interlocuzioni anche in tal senso”.
Turismo crocieristico: serve un desk di accompagnamento al Borgo
“Per il primo anno non abbiamo un punto di accoglienza che dirotti i crocieristi verso il Borgo – spiega il vice presidente vicario di Confcommercio – Negli anni passati abbiamo lavorato molto in tal senso, creando percorsi che, nonostante il caldo, invogliassero i turisti non solo verso le bellezze e le attività commerciali di Taranto vecchia, ma anche verso il centro”.
Un’esigenza, quest’ultima, nata in concomitanza con le prime esperienze di turismo crocieristico: nella maggior parte dei casi, infatti, coloro che sbarcano dalle navi preferiscono soffermarsi nella parte più antica della città, oltrepassando il ponte girevole più che altro per fruire della magnifica vista offerta dal Lungomare e dalla Rotonda e avventurandosi, al massimo, al Museo archeologico.
Una situazione che già qualche anno fa provocò malcontento tra le attività ricettive e commerciali del Borgo e portò alla creazione di un punto accoglienza, gestito da operatori commerciali ed interpreti, che indirizzasse i turisti anche all’interno delle strade centrali.
“Per continuare su questa linea, grazie alla quale abbiamo ottenuto uno splendido ritorno – afferma Spadafino – anche in questo caso abbiamo dato inizio ad un percorso di condivisione con l’amministrazione locale, finalizzato al prossimo anno. Consentitemi di dire che questo territorio non ha bisogno di forzature e azioni violente, ma di unione di intenti, mirata al bene comune”.
Spadafino esplicita la dicotomia che si viene a creare all’interno della città: “Gli esercenti di Città Vecchia sono soddisfattissimi del ritorno economico di questi giorni – afferma – mentre è più difficile convincere quelli del Borgo ad aprire di domenica, soprattutto perchè, in queste condizioni, sono più le perdite dei guadagni. Ma vi garantisco che, se lavoriamo sull’accoglienza in modo da garantire un ritorno equilibrato, saranno i primi ad alzare la saracinesca. Occorre rispetto per tutti”.
Decoro e bagni pubblici: c’è ancora da lavorare
Alle parole del vice presidente vicario di Confcommercio vogliamo aggiungere alcuni aspetti su cui è necessario riflettere: innanzitutto la presenza di bagni pubblici, in particolare tra Borgo e Taranto vecchia.
Al momento sono solo due, non sempre funzionanti e a pagamento, ma l’offerta deve essere implementata a beneficio di tutti, su modello delle città della riviera romagnola, ad esempio: impensabile non trovare bagni pubblici a Riccione, distretto della moda e del divertimento estivo per eccellenza.
Infine, le immagini che hanno affollato le pagine social in questi giorni hanno restituito un quadro impietoso e indecoroso per una città che vuole puntare anche sul turismo: cassonetti traboccanti di spazzatura, cattivo odore, strade sporchissime. Un biglietto da visita poco invitante per i turisti, che già in passato hanno lamentato alla stampa locale le pessime condizioni igieniche della città, che mal si accompagnavano alla ricchezza paesaggistica, artistica e storica di Taranto.
Ma c’è di più: una città sporca non può ambire a diventare anche meta della provincia. “I maggiori fruitori del Borgo – chiosa Spadafino – sono da sempre coloro che provengono dai comuni del Tarantino. Dobbiamo ricreare quell’appeal che ci metta al centro del territorio e porti linfa al nostro commercio”.
*foto Paolo Occhinegro





