Strade sporche, i “vecchi” cassonetti per la differenziata traboccanti di rifiuti, marciapiedi invasi da spazzatura, mobili rotti, cartoni e addirittura tricicli per bambini.
No, stavolta non siamo nelle periferie o in campagna, ma nel cuore del Borgo umbertino: via Nitti, via Principe Amedeo, via Duca degli Abruzzi.
Esercizi commerciali, scuole, abitazioni: nulla è risparmiato da questo spettacolo indecoroso e osceno.
Decine e decine le segnalazioni giunte alla nostra redazione in questi giorni: chi lamenta il cattivo odore dei rifiuti abbandonati al sole, chi afferma che i mezzi di Kyma Ambiente non passino da almeno tre giorni.
E se è vero che i crocieristi che affollano in questi giorni la città non si spingono oltre Taranto vecchia e il Lungomare, c’è da dire che non tutti i mali vengono per nuocere: un biglietto da visita decisamente poco invitante per i turisti, ma anche per il territorio circostante.
In simili condizioni, il capoluogo ionico rischia infatti di perdere l’attrattiva di meta serale turistica, a dispetto dei locali e degli eventi organizzati.
Chi tesse la tela da un lato e chi la disfa, insomma.
Ma ecco che, a seguito del martellante tam tam sui social e sulla stampa locale, finalmente una spiegazione ufficiale: sulla pagina Facebook di Kyma Ambiente, ferma in precedenza ad un post del 5 giugno, appare un messaggio chiarificatore (?).
“Kyma Ambiente informa che nei giorni scorsi – si legge – a seguito di fermi tecnici che hanno interessato alcuni mezzi aziendali presso l’impianto di conferimento, non dipendenti da fattori ascrivibili alla nostra Società, si sono registrati, purtroppo, rilevanti ritardi nella raccolta dei rifiuti nel Borgo.
Kyma Ambiente è impegnata senza sosta a ripristinare le normali condizioni di decoro e igiene”.
Centinaia i commenti dei cittadini nello spazio sottostante: chi lamenta il mancato ritiro della differenziata anche negli altri quartieri della città, affermando che a Lama e ai Tamburi alcuni residenti sono stati costretti a riportare in casa le pattumelle dell’organico per evitare ulteriori disagi e problemi, aggravati dal caldo torrido di questi giorni, chi deplora il fallimento dell’ennesima modalità di raccolta dei rifiuti.
L’aumento della Tari (tassa rifiuti, ndr), recapitata puntualmente in questi giorni ai tarantini, contestualmente ai disservizi registrati un po’ ovunque probabilmente proprio a causa delle motivazioni sopra esposte dalla partecipata, contribuisce ad inasprire non poco il clima di una città esausta dal permanere, ormai incancrenito, degli stessi problemi.
C’è da aggiungere, come molti cittadini fanno notare, che il senso civico continua a latitare: solo così, infatti, e non certo per disservizio della municipalizzata, si possono spiegare le condizioni disastrose in cui versa, ad esempio, piazza Marconi, ormai più simile ad una discarica che ad uno spazio pubblico aperto ai bambini, costretti a giocare quotidianamente tra i rifiuti abbandonati nell’erba.
Scene che fanno capire, una volta di più, quanto alle nostre latitudini sia necessaria anche una robusta opera di rieducazione, magari con l’ausilio iniziale di multe salate, unitamente al risanamento di eventuali criticità all’interno dell’azienda preposta.
Il ripristino del decoro urbano e dell’igiene è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale dell’attuale sindaco, Piero Bitetti: ora, l’auspicio è che, al netto di problematiche temporanee, la situazione possa tornare definitivamente (e prontamente) alla normalità.
*foto Paolo Occhinegro


Sinceramente a noi cittadini utenti paganti
cosa ci può interessare di queste giustificazioni.
Tardive peraltro visto che siamo in queste condizioni da mesi.
Ora mi chiedo se e quando avremo una giunta insediata, finiti i giochi degli assessori, potremo avere il rispetto da questi signori dirigenti e politici mestieranti dell’ ipocrisia.
Se il giorno si vede dal mattino…avremo 5 anni di inconsistenza totale.
Nel frattempo nelle pattumelle si annidano scarafaggi che portiamo a casa.
Mai scelta fu più scellerata.
La finisco qua perché la voglio di imprecare contro questo nichilismo totale è troppa.
Siamo al limite dell’ esposto alla Procura per disservizio totale, se si potesse.