Nell’ultimo rapporto della Valutazione del Danno Sanitario per l’area di Taranto (2024), si fornisce un aggiornamento del profilo di salute delle popolazioni residenti nell’area SIN di Taranto e Statte, attraverso la produzione di un quadro epidemiologico basato sulle stime più aggiornate di mortalità, di ospedalizzazione e di incidenza dei tumori, sulla base della metodologia illustrata nel progetto Sentieri per il SIN di Taranto, con l’obiettivo di produrre elementi di valutazione circa il quadro epidemiologico dell’area.
Piccola premessa: la pubblicazione di tutti questi articoli sulle relazioni di ARPA Puglia e sulla Valutazione del Danno Sanitario, è strettamente legate al procedimento di riesame AIA in corso e all’Accordo di Programma Interistituzionale in discussione tra gli enti locali e il governo. Argomenti sui quali a breve ritorneremo per fornire ai lettori un quadro quanto più cihiaro e veriterio possibile su quanto sta accadendo. E su quello che potrà accadere.
Tornando alla VDS d’area del 2024, l’analisi condotta riguarda la mortalità, l’ospedalizzazione, l’incidenza neoplastica per patologia dei residenti del Sito d’Interesse Ambientale di Taranto (che include il comune capoluogo e di Statte) e la mortalità e l’ospedalizzazione per patologia dei residenti nell’area a rischio di Taranto, che include anche i comuni di Massafra, Montemesola e Crispiano.
Il periodo di studio comprende per l’area a rischio gli anni dal 2016 al 2020 per la mortalità e gli anni dal 2019-2023 per l’ospedalizzazione; per il SIN gli anni dal 2006 al 2020 per la mortalità, gli anni dal 2006 al 2023 per l’ospedalizzazione, e gli anni dal 2006 al 2021 per l’incidenza neoplastica.
Con riferimento al SIN di Taranto, si presentano anche i dati relativi alle registrazioni di anomalie congenite del Registro Malformazioni Congenite della Puglia nel periodo 2015-2018.
L’aggiornamento del quadro epidemiologico è funzionale alla valutazione della presenza di eventuali criticità nell’area, che configurino una condizione di vulnerabilità sanitaria: sono quindi specificamente esaminate le patologie che, in base alla metodologia dello studio Sentieri coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), risultano potenzialmente associate – in funzione delle evidenze scientifiche disponibili – ai fattori di rischio ambientali di origine industriale specifici dell’area tarantina.
La fonte di dati è rappresentata dall’ISTAT per la mortalità; per l’ospedalizzazione dalle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO) regionali ed extraregionali; per l’incidenza neoplastica il Registro Tumori Puglia; per le malformazioni congenite il Registro regionale dedicato.
La valutazione del quadro epidemiologico descritto attraverso le stime di mortalità e ospedalizzazione indica la permanenza di alcune criticità sanitarie rispetto a quanto già noto sulla base di precedenti studi realizzati sia nell’area a rischio che nel comune di Taranto, con una sostanziale convergenza delle indicazioni che provengono dall’analisi della mortalità, dell’ospedalizzazione e dell’incidenza tumorale che riguardano il tumore del polmone, le malattie respiratorie e le malattie del sistema circolatorio.
Perché se è vero che nella Valutazione del Danno Sanitario 2024 sull’impatto del siderurgico si legge che “le misure delle concentrazioni nella matrice ambientale aria dei contaminanti di interesse per il rischio inalatorio non superano i livelli fissati dalle norme per tutti gli anni considerati, ovvero compresi tra l’anno 2014 e l’anno 2023” e che “per quanto riguarda i dati di qualità dell’aria, in provincia di Taranto nel 2023, come già negli anni precedenti non è stato superato nessuno dei limiti di legge indicati dal D. Lgs. n.155/2010. Dal 2017 al 2023 si è osservata una generale stabilità dei livelli medi annui di inquinamento in tutti i siti di monitoraggio”, è altrettanto vero che “con riferimento agli aspetti sanitari, la valutazione del quadro epidemiologico indica la permanenza di criticità nel profilo di salute a carico dei residenti nel SIN di Taranto, nel confronto con i dati provinciali e regionali, che depone per una persistenza della vulnerabilità della popolazione residente”.

In particolare, si ricorda che le patologie per le quali Sentieri indica un’evidenza a priori (sufficiente o limitata) di associazione con le esposizioni ambientali nel SIN sono il tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni; mesotelioma della pleura; malattie dell’apparato respiratorio (acute e croniche). Nel SIN si registrano eccessi rispetto al dato provinciale o regionale di mortalità e ospedalizzazione per diverse patologie oncologiche (fra cui il tumore maligno della trachea, dei bronchi e del polmone, e il tumore maligno della pleura) e non oncologiche (in particolare le malattie cardiovascolari e le malattie respiratorie)”.
Sempre all’interno della valutazioni del quadro epidemiologico si legge anche che “le stime nei soggetti di età 0-14 nel SIN risentono molto della instabilità legata ai bassi numeri. Per la mortalità sembrano esserci eccessi per la mortalità da tumori maligni del sistema emolinfopoietico. Il dato delle malformazioni congenite suggerisce alcuni eccessi di rischio rispetto all’atteso, raggiungendo la significatività statistica solo per il totale dei casi osservati”.
Si rileva pertanto una concordanza tra risultati del risk assessment – secondo l’approccio tossicologico e quadro epidemiologico. Risulta, perciò, confermata la presenza di una criticità per l’area di Taranto.
Anche nei rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità si sottolinea che il “Rapporto di valutazione del danno sanitario per Acciaierie d’Italia (ex ILVA) 2024” analizza la qualità dell’aria e il profilo di salute della popolazione di Taranto segnalando che, fermo restando che le misure delle concentrazioni nella matrice ambientale aria dei contaminanti di interesse per il rischio inalatorio non superano i livelli fissati dalle norme, persistono criticità sanitarie significative.
Dall’analisi dei dati epidemiologici emerge un quadro dove si registrano eccessi di mortalità e ospedalizzazione per patologie oncologiche e non oncologiche, in particolare per malattie respiratorie e cardiovascolari e per la popolazione residente nel SIN di Taranto si considera una vulnerabilità sanitaria persistente.
Ricordiamo che lo stato di salute di una popolazione non dipende da un solo fattore, ma da una serie di fattori determinanti, e quindi va valutato attraverso quelli che sono gli indicatori e i parametri di eccesso e difetto di patologia, tassi di frequenze delle stesse e quant’altro.
In relazione allo stato di salute della popolazione del SIN di Taranto realizzato dall’ASL di Taranto, si parte dai dati della mortalità. Nel 1949 i dati Istat nelle cinque provincie pugliesi confrontando con i dati del censimento del 1951, la provincia di Taranto aveva il tasso di proporzione più basso di mortalità per turmore al polmone. Nel 1965, quando veniva inaugurato il centro siderurgico, il quadro di salute come testimoniato da una ricerca dell’INAM (Istituto Nazionale sulle Malattie) portava Taranto come maggiore prevalenza di malattie neoplastiche, ovvero della pelle, perché dedita all’agricoltura e alla pesca.
Vent’anni dopo nel 1985, il comune di Taranto nominava un commissione d’inchiesta per fotografare lo stato di salute della popolazione in relazione all’attività del siderurgico e delle altre aziende insediatesi sul territorio ionico, dove risultarono eccessi di mortalità per neoplasie di tumori e mammelle e di cirrosi e diabeti. Motivo per il quale il ministero dell’Ambiente appena nato identificherà Taranto come Sito di Interesse Nazionale, mentre nel 1995 l’Organizzazione Mondiale Sanità nel suo secondo rapporto identificava Taranto come area di inquinamento ambientale diffuso e di malattie croniche in particolare da amianto.
Nel corso del tempo gli studi si sono rafforzati sempre più, sino ad arrivare alle attuali Valutazioni del Danno Sanitario.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/07/11/il-rischio-sanitario-ce-e-va-eliminato/)


