Lo stato dell’arte dei lavori che riguardano gli impianti che ospiteranno i Giochi del Mediterraneo (dal 21 agosto del prossimo anno) ci dice che delle 40 strutture (erano 41 ma il Commissario straordinario Ferrarese ne ha revocata una al Comune di Laterza per gravi ritardi) dislocate su 4 province (Taranto, Bari, Brindisi e Lecce), solo due cantieri (Centro Nautico, unico progetto fornito dal Comune di Taranto che è stato poi rifatto e secondo lotto stadio di Lecce), non sono stati avviati (partono a settembre). Gli altri sono in linea con i tempi previsti ridimensionando quindi quelle che erano state le criticità evidenziate in una recente lettera della Corte dei Conti.
Dunque il semaforo non è ancora verde ma non è per nulla rosso. E’ un giallo tendente al verde. Ci troviamo di fronte comunque ad un’impresa miracolosa considerati i ritardi accumulati, il poco tempo avuto a disposizione dalla struttura commissariale (18 mesi appena, il 23 dicembre 2024 è stato presentato il masterplan definitivo) che ha ripreso per i capelli un evento che stava per essere dirottato altrove.
In sei mesi sono stati redatti e validati tutti i progetti, sono state fatte le gare d’appalto, sono stati affidati i lavori ed aperti i cantieri.
Inoltre, sono stati risparmiati circa 20 milioni su tutti i lavori grazie ai ribassi della gare d’appalto. Soldi che non possono essere utilizzati se non prima del collaudo dei relativi impianti anche se il Commissario Ferrarese sta premendo con i ministeri per poterli utilizzare prima della manifestazione su opere che necessitano di essere implementate. A cominciare dalla struttura principale dei Giochi, lo stadio Iacovone per il quale sono previsti, proprio da quella specie di tesoretto (4-5 milioni di euro), l’installazione di due MaxiLed e l’allestimento di due parcheggi (totale di 3-4 mila posti auto). Uno di questi sorgerebbe nell’area dove c’è un rudere edilizio abbandonato da molti anni, di fronte la tribuna laterale nel punto in cui si congiunge alla Curva Sud.
Non solo, in questa specie di riqualificazione del quartiere Salinella sorgerebbe un polo sportivo che vedrebbe accanto ai previsti skatepark e quattro campi da tennis, la realizzazione anche di cinque campi da padel con una tribunetta da 1000 posti su dei terreni di proprietà del Comune.
Senza dimenticare il protocollo d’intesa firmato poco più di un mese fa con il Comune di Taranto che prevede la realizzazione di una serie di opere di contesto (piazze, strade, aiuole, piccoli parchi gioco) finanziati, appunto, attraverso i fondi residui, derivanti dai ribassi d’asta delle gare aggiudicate.
Ferrarese è riuscito, sinora, in questa impresa che non ha eguali in situazioni simili (considerato l’handicap di partenza), dove i fondi stanziati (in questo caso 275 milioni di euro) non sarebbero bastati e ci sarebbe voluto un ulteriore intervento economico del governo.
In questo caso, invece ci sono circa 20 milioni di risparmio da riutilizzare. Di questi 1,8 milioni sono rappresentati dal ribasso del primo lotto dei lavori allo stadio di Lecce, giusto per far mettere l’anima in pace ai soliti complottisti animati da campanilismo che continuano a ragionare da provinciali paventando l’ipotesi che molti fondi siano stati “trasferiti” da Taranto per favorire altre province.