File interminabili sotto il sole torrido di questi giorni, testimoniate da foto e video postati sui social.
È quanto sta accadendo all‘Ufficio Tributi di Taranto, presso cui numerosi cittadini si stanno recando quotidianamente per avere chiarimenti e delucidazioni, in particolar modo in merito alla quota da pagare per la Tari (tassa sui rifiuti, ndr).
Rischio di malore, soprattutto per chi è più in là con gli anni, nervosismo alle stelle, un clima incandescente che rischia di accrescere la distanza (creatasi negli anni) tra cittadino e amministrazione, nonostante gli sforzi dei pochi dipendenti per far fronte a tutto.
Sono tante, infatti, le rimostranze giunte presso la nostra redazione: c’è chi lamenta di non aver ricevuto alcun avviso per diversi anni, chi afferma che il quadro familiare non corrisponde (perchè risultano ancora figli a carico, ad esempio), chi deve presentarsi fisicamente per poter aver diritto alle riduzioni.
Tramite portale è possibile prenotare l’appuntamento con i dipendenti di riferimento, seppure nei giorni scorsi è stato segnalato un malfunzionamento che ha portato i cittadini a doversi recare di persona anche per fissare l’incontro: un guasto momentaneo, subitaneamente riparato, come abbiamo avuto modo di verificare in prima persona.
Certo, i disagi restano: tuttavia, è necessario come sempre offrire un quadro equilibrato e privo di facili strumentalizzazioni, per comprendere le cause di quanto accade e individuare possibili soluzioni da mettere in campo.
Per questo motivo abbiamo contattato nuovamente la Direzione Entrate e Servizi del Comune, riportando le difficoltà incontrate dai tarantini.
“Le cause delle file interminabili sono molteplici – ci dicono – Innanzitutto appare lapalissiano che la carenza endemica di personale, ereditata dalla precedente amministrazione, non agevola il lavoro di queste settimane, anzi. Tuttavia, l’attuale amministrazione ha tutte le intenzioni, peraltro già espresse ufficialmente, di implementare l’organico nei modi e tempi previsti”.
In secondo luogo, c’è da considerare che gli uffici lavorano sulle dichiarazioni fornite dai contribuenti; tuttavia, le modifiche allo stato di famiglia, ad esempio, vengono immesse nel sistema successivamente all’emissione del tributo (anche se il cittadino lo riceve qualche mese dopo). Anche per quanto riguarda le riduzioni non esiste, al momento, una piattaforma dedicata che possa prendersene carico.
Il nostro suggerimento, a tal proposito, è quello di una piattaforma dedicata che possa alleggerire il carico dei dipendenti e semplificare la vita ai cittadini: “In realtà la piattaforma esiste già – la replica della Direzione competente – però deve essere implementata. Anche questo intervento è stato discusso con l’assessore di riferimento (Maria Lucia Simeone, ndr) e da parte della nuova amministrazione c’è tutta la disponibilità ad intervenire concretamente sulle cause di questi disagi, al fine di evitare che il cittadino si rechi personalmente negli uffici, se non in casi eccezionali. È altrettanto chiaro, però, che ci vorrà del tempo e sarà necessario lavorare anche sulla corretta informazione ai cittadini. Questo è un momento particolare, ma ci teniamo a sottolineare che i disagi non sono voluti dall’amministrazione, siamo al lavoro per migliorare la situazione”.
Le attuali criticità, insomma, nascono da una serie di problematiche irrisolte e trascinatesi negli anni (le file davanti all’ufficio Tributi si formano, infatti, periodicamente durante alcuni periodi dell’anno), che si traducono in disagi per i cittadini e sovraccarico di lavoro per i dipendenti. La soluzione? Partendo dal presupposto che nessuno ha la bacchetta magica, solo attraverso una pianificazione puntuale degli interventi da attuare, possibilmente entro tempi brevi. Indispensabile, oltre ad una svolta sostanziale (e non solo formale) verso l’informatizzazione dei sistemi, è l’ampliamento del personale attuale attraverso assunzioni mirate che, oltretutto, darebbero respiro alla città anche dal punto di vista occupazionale.
Le buone intenzioni, in definitiva, ci sono e sono state esplicitate più volte: ora non resta che metterle in pratica.
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