Ascolta l’audio dell’articolo
Sarà Fano la prima avversaria della Prisma Taranto nel prossimo campionato di serie A2. Il cammino dei ragazzi di coach Graziosi inizierà nelle Marche contro la compagine capitanata da Manuel Coscione, palleggiatore che nella stagione 2020/21, fu tra i protagonisti della promozione nella massima serie della Prisma Taranto.
“Un atleta vecchio stampo” che a 45 anni continua a mangiare pane e volley e continua a porsi, stagione dopo stagione, nuovi obiettivi, continuando ad essere un esempio per i più giovani. Ricorda tutto Coscione dell’anno a Taranto e non nasconde l’emozione ripercorrendo quella cavalcata terminata con la vittoria dei playoff in finale contro Brescia.
“Fu un gran bel campionato culminato con la realizzazione dell’obiettivo principale – esordisce così. Una stagione non semplicissima perché all’inizio qualche tentennamento lo avemmo e ci fu la vicenda di Parodi che inizialmente andò via e poi tornò. Avemmo le nostre problematiche e vicissitudini però la cosa buona di quell’anno è che fummo in grado di risolverle tutti insieme; insieme allo staff tecnico e soprattutto insieme alla società che fece un paio di cose fatte bene proprio sul finale. Centrammo l’obiettivo e penso che Taranto ne abbia goduto negli anni a venire. Oggi me li ritrovo contro e sarà sicuramente un’emozione anche perché li affronterò alla prima giornata; sarà un bel modo per rompere il ghiaccio”.
Cosa ricordi con maggior entusiasmo di quella tua parentesi a Taranto e cosa poteva andare diversamente?
“Ricordo che eravamo una squadra molto forte che fu costruita molto bene dal tecnico sul mio gioco. Per un palleggiatore è molto importante avere la squadra costruita sul proprio gioco. C’erano giocatori importanti che avevano fatto campionati importanti. Il bello è che spesso bastava guardarsi negli occhi per capirsi. Eravamo tutti focalizzati sull’obiettivo finale. Anche quando si presentarono i nostri problemi si parlò molto tra di noi e si cercò sempre di risolverli. Ho tanti bei ricordi. Il brutto è che era l’anno post Covid e non ci fu pubblico. Quello mi è dispiaciuto perché penso che nei playoff e nelle fasi finali sicuramente ci sarebbe stato un PalaMazzola carico e sarebbe stato sicuramente più entusiasmante. Cercammo però di trasmettere emozioni online.
Fu anche un campionato abbastanza spezzettato proprio a causa del Covid. Ad esempio la Coppa Italia praticamente non la giocammo perché, sia io che il secondo palleggiatore, restammo fermi per il Covid e giocammo con Alletti alzatore. Secondo me fece un errore la Lega, la Coppa fu falsata. Purtroppo andò così e ci concentrammo sul campionato anche se il rammarico di non aver disputato al meglio la Coppa Italia c’è. A parte questo mi sono trovato molto bene, l’anno a Taranto lo ricordo con molto affetto”.
La prossima serie A2 sarà ancora più ostica delle precedenti. Quali sono secondo te le squadre che possono ambire alla promozione?
“L’A2 è un campionato che negli ultimi anni è salito molto di livello. Nell’ultima stagione c’è stato molto equilibrio fino alle fine e lo dimostra il fatto che è salita Cuneo che all’inizio, in teoria, non era la squadra più accreditata per farlo. Negli ultimi mesi sono riusciti a trovare una soluzione alle loro problematiche e sono stati molto bravi. Sono contento perché Cuneo è la mia città. Quest’anno credo, sulla carta, che Taranto abbia una squadra forte ma c’è anche Brescia che da anni continua a spingere. Prata lo stesso, l’anno scorso è stata una sorpresa e più o meno la squadra è rimasta la stessa. Ma non solo, anche Siena è molto forte così come Aversa che ha investito tanto. Direi che ce ne sono parecchie. Non so ancora se confermeranno la stessa formula dei playoff della passata stagione con le prime sette ai playoff e la capolista che disputa direttamente la semifinale. Se sarà ancora così, risulterà davvero impegnativo perché c’è comunque un posto in meno rispetto ai playoff che giocai con Taranto e credo che sarà importante fare bene già dall’inizio del campionato. Noi ad esempio avremo un inizio di campionato molto complicato perché affronteremo in fila Taranto, Brescia e Aversa ma il bello è proprio questo”.
Cosa non deve mancare in una squadra che ambisce alla promozione?
“L’A2 è un campionato lungo e anche quell’anno a Taranto i nostri tentennamenti li avemmo. Ricordo un 3 a 2 in casa con Ortona e qualche altra defezione. Sicuramente l’inizio del campionato conta ma le squadre che ambiscono alla promozione devono dosare le energie. Bisogna essere carichi per i playoff e quindi è importante avere una panchina lunga; questo aiuta tanto. Nei playoff sono tutti agguerriti e basta davvero poco per perdere tutto. Negli spareggi promozione con Taranto per andare avanti bisognava vincerne tre su cinque e secondo me era la formula più bella. Negli ultimi anni, per questione di tempo, hanno ridotto a duePer il secondo anno di seguito vestirai la maglia di Fano. Quali sono i vostri obiettivi stagionali? su tre e se sbagli gara 1 sei già spalle al muro”.
Per il secondo anno di seguito vestirai la maglia di Fano. Quali sono i vostri obiettivi stagionali?
“L’anno scorso l’obiettivo era la salvezza e l’abbiamo raggiunta riuscendo a rimanere sempre sopra la zona calda. Abbiamo fatto un bel percorso di crescita anche perché la società voleva lanciare i ragazzi che furono promossi dall’A3 l’anno precedente. Ripartiamo dal finale di stagione con i giocatori che sono rimasti e adesso sono più solidi. Avremo un opposto all’esordio che ha appena 18 anni e lui sarà sicuramente un giocatore che dovremo aiutare ad inserirsi nei meccanismi. All’inizio non dovremo dargli troppe responsabilità per poi aumentare gradualmente. Lui ha caratteristiche per fare bene ma dovremo essere bravi anche noi ad aiutarlo. Il nostro obiettivo è raggiungere la salvezza con una certa tranquillità e vedremo se riusciremo a toglierci qualche soddisfazione facendo qualche scherzetto in giro, magari proprio con Taranto (ride ndr)”.
Sei tra i giocatori più esperti del torneo, cosa ti spinge a 45 anni a continuare a giocare?
“Mi diverto ancora e il fisico tiene abbastanza. La passione ancora c’è e ogni anno mi pongo nuovi obiettivi. Ad esempio a Taranto l’obiettivo era la promozione, oggi è far crescere qualche altro giocatore o aiutare a far crescere una società. Gli obiettivi si trovano sempre e si devono trovare sempre”.
Quanto è cambiata la pallavolo negli ultimi anni?
“Già da quando ho cominciato io, quindi parliamo quasi di vent’anni fa, la pallavolo è cambiata tanto. E’ diventata molto più veloce e fisica. Sono sei anni che non gioco più in Superlega ma vedo che sono arrivati a un livello di battuta fortissimo. Oggi la parte fisica la fa da padrona ed è sempre più bello. Sicuramente la battuta ha preso sempre più importanza nello studio delle squadre da parte degli allenatori perché, battere bene, ti aiuta a risolvere parecchie situazioni ma anche tutto quello che è collegato dietro come il muro-difesa”.
Coscione è entrato di diritto nella storia del volley ionico e, se Taranto non ha potuto per ovvi motivi acclamarlo come meritava nella sua stagione in rossoblù, saprà sicuramente accoglierlo il prossimo 11 gennaio quando tornerà in riva allo Ionico, questa volta da avversario.
*credit foto Paolo Occhinegro

