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“Taranto sarà Taranto: Il nostro obiettivo è restituire orgoglio, dignità e qualità della vita a tutte le tarantine e i tarantini. Lo faremo con un progetto articolato, coerente e inclusivo, che tiene insieme cura quotidiana e scelte strategiche”.
Queste le parole di Piero Bitetti durante il discorso con cui ha esposto le linee programmatiche della nuova amministrazione, in occasione della prima seduta del Consiglio comunale, avvenuta questa mattina a Palazzo di Città.
“Basta teatrini – aveva dichiarato alla stampa, prima dell’inizio dei lavori, il vicesindaco, Mattia Giorno – c’è da fare squadra intorno al futuro di Taranto, mi auguro che il clima di questo Consiglio sia più sereno e responsabile e che si riesca ad entrare nel merito delle questioni, senza personalismi e superficialità. Questo è un luogo da onorare e rispettare”.
Ed effettivamente, a parte qualche piccolo screzio, i lavori della prima giornata sono filati piuttosto serenamente.
Ha aperto la seduta Vincenzo Di Gregorio, in qualità di consigliere più anziano; prima la convalida degli eletti al Consiglio, poi la prima sorpresa: Bianca Boshnjaku si autosospende dal PD temporaneamente e passa al Gruppo Misto, ribadendo lealtà alla maggioranza e al sindaco. “La politica stava diventando per me una matrigna, ma io non sono Cenerentola”, ha dichiarato, aggiungendo che le divergenze non riguardano la segretaria provinciale del partito, Anna Filippetti.
Un rapporto tormentato quella della Boshnjaku col PD, che aveva già lasciato in precedenza circa un anno fa.
Si passa poi all’elezione del nuovo presidente del Consiglio comunale: la proposta di Bitetti verte, come noto, su Gianni Liviano di Demos e viene accolta dall’assise all’unanimità. “Liviano tutta la vita”, afferma Luca Contrario, riprendendo le parole usate da Melucci durante l’elezione di Abbate, avvenuta dopo la revoca dell’incarico che era dello stesso Bitetti.
Vice presidente della massima assise cittadina, invece, Tiziana Toscano di Fratelli d’Italia, proposta da Luca Lazzaro ed eletta anch’ella all’unanimità.
Si passa poi alla lettura della composizione della Giunta, ovvero dei nomi dei neo assessori e rispettivi incarichi, successivamente Bitetti prende parola per parlare delle linee programmatiche: il sindaco riassume, in poche parole, il programma elettorale.
“Non arretreremo di un millimetro sulla difesa del diritto alla salute – afferma – Vogliamo una Taranto libera dalle fonti inquinanti, con una transizione industriale reale, accompagnata da un accordo di programma vincolante, un tavolo permanente di vigilanza ambientale, e il pieno coinvolgimento di cittadini e istituzioni. Lavoreremo per la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva, senza lasciare indietro nessun lavoratore”. Ma si parla anche di mobilità, di sviluppo economico, di università e di politiche per i giovani e le famiglie, di una città inclusiva che sia priva di barriere architettoniche, di rigenerazione urbana e attenzione alle periferie, di una macchina amministrativa efficiente e di sport come volàno di sviluppo. Insomma, “Taranto sarà ciò che merita di essere: una città europea, dinamica, inclusiva e accogliente. Il nostro compito è costruire questo futuro. Insieme”.
Seguono gli interventi dei consiglieri comunali, tra cui il debutto degli ex candidati a sindaco Luca Lazzaro (FdI), che rimarca l’importanza di un’opposizione costruttiva esattamente come Mirko Di Bello (Con Di Bello), Francesco Tacente (Prima Taranto) e Annagrazia Angolano (M5S), che ribadisce l’assoluta lealtà ai punti espressi dai pentastellati nella campagna elettorale.
Interessante anche l’intervento del consigliere più giovane, Giandomenico Vitale (Unire Taranto): “Ringrazio Bitetti per aver riportato la democrazia nel Consiglio comunale”, ha dichiarato, sottolineando la presenza di tanti consiglieri giovani e affermando che è il momento di “Dare progetti e opzioni a questa città”.
In chiusura della new entry Antonio Quazzico (Partito liberal-democratico-Azione) un pensiero per il consigliere Massimo Battista, morto a ottobre 2024, cui l’aula intera ha dedicato un minuto di applauso in piedi.
“Parlo di economia parallela e non alternativa” afferma Bitetti rispondendo agli interventi: un lungo discorso di venti minuti in cui ringrazia alcuni esponenti dell’opposizione per gli interventi puntuali ed equilibrati e sottolinea l’importanza del rispetto per le istituzioni.
Si passa poi agli atti finali della seduta: elezione della Commissione elettorale (composta da due consiglieri di maggioranza e uno di opposizione), ovvero Annagrazia Angolano, Massimo Vozza e Patrizia Boccuni e successiva nomina della Commissione Comunale per la formazione dei Giudici Popolari, ovvero Francesco Tacente e Virginia Galeandro.
Liviano dà poi la lettura dell’elenco dei Capigruppo: Alexia Serio, Antonio Lenti, Cosimo Festinante, Antonio Quazzico, Vittorio Mele, Patrizia Boccuni, Nicola Catania, Gianni Liviano, Emiliano Messina, Salvatore Brisci, Gianni Azzaro, Adriano Tribbia, Giampaolo Vietri, Massimiliano Di Cuia, Annagrazia Angolano, Bianca Boshnjaku, Mirko Di Bello.
Viene successivamente costituita e approvata la Conferenza dei Capigruppo di cui si attende la decisione, che sarà presa durante la prima riunione fissata per domani mattina, sulla data del consiglio monotematico sull’ex Ilva, che con ogni probabilità potrebbe essere quella del 30 luglio.
Infine è la volta della costituzione delle Commissioni consiliari permanenti, di cui Liviano legge i nomi dei rispettivi presidenti e vice presidenti: Vincenzo Di Gregorio e Antonio Lenti per il CAT, Patrizia Mignolo e Virginia Galeandro per Affari generali, Gianni Tartaglia e Luana Riso per Servizi, Nicola Catania e Stefano Panzano per Attività Produttive, Giandomenico Vitale e Alexia Serio per Ambiente, Luca Contrario e Antonio Quazzico per Bilancio, Adriano Tribbia e Luca Lazzaro per Garanzia e Controllo.
Nel complesso sembra che tra opposizione e maggioranza si tenda la mano: “Preferisco parlare di minoranza, più che di opposizione”, commenta Bitetti, evidenziando il clima di ritrovata responsabilità. Sul tavolo le questioni da affrontare sono tante e tutte fondamentali per il futuro di Taranto, la classe dirigente emersa dal Consiglio sembra esserne consapevole.
*foto Paolo Occhinegro





