La musica dal vivo si conferma protagonista assoluta della scena culturale italiana nel 2024. Secondo il Rapporto SIAE 2024, realizzato in collaborazione con PTSCLAS, i Concerti hanno registrato una crescita significativa su tutti i fronti: 65.515 spettacoli (+6,3% rispetto al 2023), 29 milioni di spettatori (+2,9%) e una spesa complessiva record di 989,3 milioni di euro (+1,4%).
Il 2024 ha segnato un cambio di paradigma nella geografia dei concerti: la distribuzione si è fatta più capillare, andando oltre i tradizionali grandi centri del Nord. A fianco dei grandi eventi negli stadi, è cresciuta l’offerta di concerti di medie e piccole dimensioni, soprattutto in territori fino a poco tempo fa marginali, generando un effetto positivo sul turismo e sull’economia locale.
Le regioni con i maggiori numeri di spettatori in totale sono state nell’ordine Lombardia (619.191), Lazio (426.267), Emilia-Romagna (293.159), Piemonte (255.913), Toscana (252.917), Veneto (249.994) e Puglia (210.483).
Il Mezzogiorno mostra ottimi risultati di partecipazione media, con Campania (803 spettatori medi per spetta colo), Sicilia (705) e Puglia (676) ai vertici, dimostrando come i grandi eventi nelle regioni del Sud stiano acquisendo sempre più rilevanza.
A trainare il settore è ancora una volta la musica pop, rock e leggera, con il 59% dell’offerta e l’83% degli spettatori, seguita dalla musica classica (30% degli spettacoli, 13% del pubblico) e dal jazz (11% dell’offerta, 4% della domanda), che nel 2024 ha registrato un notevole +18,6% di pubblico.
Si consolida la destagionalizzazione con eventi diffusi durante tutto l’anno, anche in settori stagionali come i festival. L’estate resta il cuore pulsante della stagione musicale, con il 45% dei concerti tra giugno e settembre. Luglio è il mese più attivo (oltre 9.100 spettacoli) e il più affollato.
Tuttavia, il 2024 ha mostrato anche un aumento degli spettacoli in inverno (+14,4% tra gennaio e febbraio), con un sorprendente +33,7% di pubblico nei mesi freddi.
Nel segmento dei “Grandi Live” (oltre 5.000 spettatori e 100.000 euro di incassi), si registrano: aumento del 5,9% degli eventi, calo degli spettatori (-10,4%) e della spesa (-7,5%). Crescita di concerti in palasport (+23%) e spazi all’aperto (+27,5%), mentre gli eventi negli stadi calano (-22%).
Al Mezzogiorno brillano Puglia (2.381 spettacoli) e Campania (2.208). La nostra regione ha costruito negli ultimi 15 anni un ecosistema stabile e credibile di eventi, produzione culturale e narrazione digitale, grazie anche agli endorsement di grandi star della musica da stadio come Vasco Rossi (ormai di casa dalle nostre parti, visto che da anni si ferma a Castellaneta Marina per le prove dei suoi live e per riposarsi e dato che stabilmente inserisce Bari nei suoi tour) o Cesare Cremonini.
Sul fronte dei festival il Medimex, supportato dall’ente Regione Puglia, portando artisti internazionali come Iggy Pop, Placebo, Liam Gallagher, Tom Morello, Massive Attack, ha aperto un varco nel quale piano piano ci si sono infilati in tanti, creando un ponte diretto tra Puglia e scena musicale globale, con i promoter degli artisti che ora rispondono con piacere al telefono agli organizzatori locali.
A ruota tanti festival che hanno trovato una loro credibilità e stabilità come il Locus, il Viva, il Cinzella, o quello organizzato al Parco Gondar di Gallipoli.
Sul fronte della musica più popolare non si possono non menzionare il Battiti Live, trasmesso da alcuni anni su Canale 5, oggi considerato il festival dell’estate italiana che nell’immaginario collettivo di chi ha superato gli anta è andato a sostituire il Festivalbar. Ed, infine, La Notte della Taranta che ha compiuto il miracolo di rendere (pure troppo..) una tradizione popolare un fenomeno social, virale, globale, con più di 200.000 presenze fisiche ogni anno e milioni di visualizzazioni online.
La Puglia, per gli artisti, è ormai territorio appetibile in grado di coniugare vacanza e lavoro, buon cibo e mare cristallino.