Si è svolta all’esterno dello stabilimento ZANZAR di Grottaglie, l’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori di una delle più importanti realtà industriali metalmeccaniche del territorio ionico, specializzata nella produzione e vendita di sistemi per zanzariere e componentistica per serramenti.

ZANZAR, leader a livello nazionale e internazionale nel proprio settore, con oltre 3.000 clienti tra produttori, distributori e installatori, ha consolidato negli anni risultati economici significativi e margini di guadagno esaltanti, grazie esclusivamente al sacrificio, alla competenza e alla dedizione quotidiana dei propri dipendenti.

“Tuttavia, con rammarico, dobbiamo constatare che a fronte di tale successo, l’azienda continua a sottrarsi a un confronto serio e proficuo su una legittima contrattazione di secondo livello, oltre a mostrare inaccettabili ritardi e resistenze anche nell’applicazione puntuale dell’inquadramento previsto dal CCNL di riferimento – affermano le RSU e le segreterie di Fim e Fiom Taranto -. Ricordiamo che il rispetto delle norme di legge e dei contratti collettivi è il presupposto minimo e imprescindibile per garantire corrette e trasparenti relazioni industriali in qualsiasi azienda che voglia definirsi sana e rispettosa dei diritti dei lavoratori”.

“È dequalificante e moralmente inaccettabile che un’azienda cresciuta dal nulla, che ha costruito la propria solidità economica sulla fatica e sull’impegno dei propri lavoratori, non senta oggi il dovere di restituire, in termini di diritti, tutele e riconoscimenti concreti, parte della ricchezza prodotta. La redistribuzione della ricchezza, il riconoscimento del valore del lavoro e l’applicazione delle regole non sono optional: sono principi fondamentali, senza i quali si scivola facilmente nella mera speculazione sulla pelle di chi ogni giorno contribuisce con professionalità e sacrificio a far crescere l’azienda” proseguono nella loto nota le due organizzazioni sindacali.

“La ZANZAR, oggi grande e quotata, ha concentrato ogni sforzo nell’accrescere profitti e immagine, dimenticando chi quei risultati li ha resi possibili. È giunto il momento che la direzione aziendale si assuma fino in fondo le proprie responsabilità sociali e industriali – dichiarano Fim e Fiom -. Come parte sindacale rivendichiamo con forza: la rapida risoluzione delle attuali anomalie; il rispetto pieno di ogni norma di legge e contratto;• l’avvio di un percorso di confronto serio e costruttivo per garantire equità, dignità e giustizia sociale a tutte le lavoratrici e ai lavoratori”.

Perché dietro ogni utile, ogni fatturato e ogni risultato, c’è sempre il valore inestimabile del lavoro umano – concludono -. Qualora non dovessero giungere riscontri concreti di risoluzione da parte dell’azienda, le organizzazioni aindacali si riservano di valutare l’intraprendere percorsi di rivalsa, sia in sede politica che giuridica, a salvaguardia dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori interessati”.

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