Sotto il Castello, un tesoro nascosto: 33 scatti subacquei raccontano il volto inedito e sorprendente del mare di Taranto. È stata inaugurata il 29 luglio, nella Galleria Meridionale del Castello Aragonese, la mostra fotografica “Ecosistema marino sotto il Castello”, firmata dal fotografo Gianni Squitieri in collaborazione con i ricercatori del Cnr Fernando Rubino e Giovanni Fanelli. Un’esposizione che sarà visitabile gratuitamente fino al 17 agosto, resa possibile grazie alla sensibilità della Marina Militare e del Comando Marittimo Sud, guidato dall’ammiraglio di squadra Vincenzo Montanaro.

Un’immersione visiva nel Canale Navigabile, cuore liquido della città, che rivela paesaggi sommersi carichi di vita, colori e stupore. Scatti realizzati nel 2022, già donati alla Marina Militare e custoditi nella Sala Spagnola del Castello, che ora diventano patrimonio fruibile anche per cittadini e turisti.

“Siamo rimasti impressionati. Come si può vedere – racconta Gianni Squitieri – ci sono organismi incredibili che non immaginavamo potessero esserci. Il Canale Navigabile, così come i bacini del Mar Grande e del Mar Piccolo, spesso si ritengono mari morti, ma non è reale. Queste immagini dimostrano il contrario, ed è importante che la Marina le metta a disposizione di tutti”.

Un messaggio condiviso e amplificato dall’ammiraglio Montanaro, che sottolinea il valore culturale e identitario di questa esposizione: “Per una città protesa nel Mediterraneo, il mare rappresenta identità, storia, economia, cultura e futuro. La Marina Militare è impegnata nel trasferire questa consapevolezza soprattutto ai nostri giovani, promuovendo la conoscenza del mare quale risorsa di questo straordinario territorio”.

Una risorsa non solo simbolica, ma anche concreta e strategica per la rinascita ambientale di Taranto. Lo evidenzia Vincenzo De Canio, in rappresentanza della struttura commissariale per le bonifiche: “Al centro c’è la biodiversità, che ha salvato e salverà Taranto. Il Mar Piccolo è ricco di biodiversità, nonostante sia in un’area Sin. Questi microrganismi, oggi così meravigliosamente rappresentati nelle immagini di Squitieri, sono alla base di molti interventi di bonifica a basso costo. Possono contribuire a risanare Taranto e a offrire un’immagine diversa della città”.

Un valore ribadito anche dal commissario straordinario Vito Felice Uricchio, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa insieme al Cnr e all’Istituto per le tecnologie della costruzione: “La mostra non è solo una pregiata esposizione artistica, ma uno straordinario atto di valorizzazione ecologica e culturale del patrimonio naturalistico del Mar Piccolo e in particolare del Canale Navigabile. Ringrazio Squitieri e i colleghi del Cnr per aver immortalato meravigliosi paesaggi subacquei e per offrire una narrazione alternativa di Taranto, promuovendo un’immagine positiva e proattiva della città”.

L’idea di indagare le profondità del Canale è nata in occasione della gara di nuoto in acque libere organizzata nel 2022 dal Mediterraneo Village. “Ci ha sempre incuriosito sapere cosa si nascondesse lungo le banchine del canale, un ambiente di passaggio e nutrimento, spiegano Rubino e Fanelli. “Quando si è presentata l’occasione, abbiamo ottenuto i permessi necessari – aggiungono – e avviato la campagna di ispezione, che si è rivelata subito una scoperta straordinaria: non c’è un centimetro della parete rocciosa che scende fino a 12 metri che non sia colonizzato da organismi diversi e meravigliosi. Le foto di Gianni lo mostrano con una forza impressionante”.

A coordinare e sostenere l’organizzazione della mostra è stato anche il Club per l’Unesco di Taranto, guidato dalla presidente Carmen Galluzzo Motolese, che ha contribuito a trasformare questa esplorazione scientifica e artistica in un’esperienza accessibile a tutti. “Taranto, per la sua strategica posizione geografica, la sua storia e le sue bellezze naturali – commenta – offre molti spunti per uno sviluppo scientifico, culturale e turistico. Lo studio attento che il Club jonico pone accompagnato da Rubino  e Fanelli, per la Pinna Nobilis come proposta di Patrimonio Naturale dell’Unesco, prosegue sempre con tenacia pur tra le molteplici difficoltà”.

La mostra è un viaggio subacqueo che diventa racconto collettivo: sotto il Castello, il mare di Taranto respira ancora, e lo fa con tutta la forza silenziosa della sua biodiversità.

 

 

 

 

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