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“I prezzi dei biglietti sono molto alti”, “Viaggi dispendiosi e poco efficienti, soprattutto in treno”. Sono alcune delle problematiche che Marianna e Fabrizio, due giovani tarantini che oggi vivono rispettivamente a Milano e Bologna, hanno raccontato per descrivere i viaggi che da anni, ormai, effettuano con i treni.

Per loro diventa sempre più difficile riuscire a trovare biglietti economici, soprattutto nel mese di agosto quando rientrano a Taranto, città dove sono nati e cresciuti, per trascorrere la stagione estiva insieme alla famiglia e agli amici. Spostamenti che per loro risultano essere ogni anno sempre più dispendiosi.

“Principalmente torno a casa nei periodi estivi, ma ogni volta devo stare attenta a prenotare il biglietto con tantissimo anticipo – ha raccontato Marianna – Così riesco a risparmiare sui treni, anche se gli orari sono molto scomodi perché arrivo in stazione la mattina presto oppure la sera tardi”.

Il problema non ricade solamente nell’acquisto del singolo biglietto, una somma di denaro a volte talmente alta che potrebbe essere spesa per un volo verso una qualsiasi città europea, ma si riflette anche sui collegamenti poco funzionali che riguardano le stazioni di tutta la Puglia.

“I collegamenti dalle stazioni di Bari e di Brindisi, soprattutto negli orari più economici, sono inefficienti e complicati – ha detto Marianna – Non si trovano pullman con le stesse coincidenze quindi molto spesso devo chiedere ai miei genitori o parenti di venire a prendermi”

Una situazione scomoda che, implica diversi sacrifici e che non migliora nemmeno con gli spostamenti alternativi che i ragazzi provano ad organizzare. “Alcune volte il prezzo supera i 120 euro, quindi a parità di prezzo risparmio prendendo la mia macchina – ha raccontato Fabrizio – Questo però comporta otto, anche nove ore di viaggio in base al traffico, sfido chiunque a trovare il beneficio in questo”.

Difficoltà che entrambi vorrebbero definitivamente superare, provando a costruire un futuro lavorativo a Taranto. Un obiettivo che per Fabrizio, diventato designer al momento non è possibile raggiungere a causa delle basse prospettive occupazionali che il territorio offre nel suo specifico settore.

“Non c’è spazio, al momento, per la mia professione – ha spiegato a malincuore Fabrizio- la città è sempre stata concentrata sulla fabbrica, tutte le forze e le risorse sono state investite in qualcosa che in questi anni ha consumato i settori occupazionali, rovinando la salute dei cittadini e la qualità della produttività del nostro territorio”.

Parole forti che Fabrizio sente particolarmente. Nonostante la distanza, infatti, continua a seguire le vicende che coinvolgono la sua terra. In particolare è molto informato sullo sviluppo dell’ambito imprenditoriale, che da qualche anno grazie alla Regione Puglia, comincia a muoversi in direzioni opposta rispetto al passato.

“Stanno nascendo molti progetti interessanti, collettivi e associazioni culturali. Ultimamente è stata inaugurata anche Casa Viola, uno spazio aperto polifunzionale, a disposizione di chi vuole attivare laboratori, eventi, attività formative o sociali. Per me si dovrebbe ripartire da qui, senza ma e senza sé”.

Limiti lavorativi quelli di Fabrizio che per Marianna, ingegnere aerospaziale, dipendono anche dalla scarsa attrattività del territorio a livello culturale e sociale.

“Il problema di Taranto non risiede solamente nel settore occupazionale – ha ribadito Marianna- ma è radicato nel tessuto sociale che non consente a noi giovani di vivere a pieno esperienze artistiche e sociali come mostre, eventi nazionali o concerti internazionali e tanto altro”.

Una situazione paralizzante che però non impedisce ai due giovani tarantini di sperare in un futuro che li permetta di vivere a pieno il proprio territorio.

“Io voglio vivere a Taranto, la mia famiglia, i miei amici e le mie radici sono qui” – ha detto Fabrizio – “Sento che il mio futuro è qui e farò di tutto per realizzarmi nella mia terra”.

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