Tra i diversi ex che la Prisma Taranto incontrerà quest’anno nel campionato di A2 c’è anche Vincenzo Mastrangelo, allenatore che durante la stagione 2023/24 guidò gli ionici per sole cinque giornate nel campionato di Superlega. Dopo le sconfitte rimediate con Verona, Trento, Padova, Monza e Perugia la società decise di sostituirlo con coach Travica.
Le strade della Prisma e di Vincenzo Mastrangelo si rincontreranno di nuovo proprio alla prima giornata di campionato, quando gli ionici saranno di scena a Fano, squadra dove attualmente allena il tecnico originario di Gioia del Colle.
L’esonero è stato un boccone amaro che Mastrangelo ha dovuto mandare giù dopo aver comunque perso contro alcune delle corazzate del campionato e soprattutto dopo ottenuto un punto in trasferta a Trento ma, l’esperto tecnico, non si è perso d’animo e nella stessa stagione, trasferitosi a Fano, ha ottenuto la promozione in A2.
Coach riguardo il suo trascorso sulla panchina della Prisma, cosa non andò in quelle cinque giornate che l’hanno vista al timone della squadra?
“Non andò qualcosa nei rapporti con la società perché con quell’inizio di campionato non si poteva pensare di fare tanto di meglio e in maniera diversa. C’è stata solo mancanza di fiducia perché era il primo anno che allenavo in Superlega e invece si è pensato subito ad altro. Bastava, come fanno le squadre del nord che mi ingaggiano, darmi fiducia perché i risultati li ho sempre ottenuti, quindi non vedo perché non avrei dovuto ottenerli anche a Taranto. Però ognuno fa le proprie scelte; io ho aperto un altro percorso vincendo un campionato e dimostrando di saper fare l’allenatore”.
Rimpianti?
“Nessun rimpianto, è tutta esperienza che mi ha portato a fare varie valutazioni. Sicuramente se in futuro dovessi riconquistare una panchina in Superlega starò molto più attento”.
Quindi si era solo incrinato il rapporto con la società? Con la squadra andava tutto bene?
“Secondo me si. C’è sempre in un gruppo qualcuno con il quale si va più d’accordo e qualcuno di meno, però il lavoro proseguiva come da programma. Forse avremmo potuto fare qualcosa in più con Padova ma non dimentichiamoci che giocammo contro Trento, Verona, Monza e Perugia. Quindi di cosa stiamo parlando?”
Mastrangelo esonerato dopo solo cinque giornate mentre Boninfante tenuto fino alla retrocessione. Tempistiche e fasi della stagione a parte, pensa che in qualche modo il cognome degli attori in questione abbia influito sulle decisioni societarie?
“Penso che Dante e Samuele (Papi-ndr) con tutto lo staff hanno fatto un girone di andata straordinario e poi non sono riusciti a venir fuori dalle difficoltà del girone di ritorno. Non sta a me giudicare, io posso parlare per i miei due mesi e mezzo, il resto non mi permetto. Se la società ha ritenuto opportuno tenere Boninfante fino alla fine è stato giusto così. Credo che la decisione su di me è come se fosse già stata presa ancora prima di iniziare, mentre per l’altro campionato ho visto del lassismo come se fossero rimasti ad aspettare qualcosa che poi non è arrivata. Con me hanno avuto fretta e con loro hanno avuto tanta pazienza fino alla fine”.
Come valuta il roster allestito dalla Prisma quest’anno?
“La Prisma è tra le prime due società che ha speso di più. La retrocessa è sempre la favorita per vincere il campionato e Taranto è appunto la favorita. Hanno l’obiettivo di ritornare in Superlega”.
Quindi tra Taranto, Brescia, Siena e Prata gli ionici sono i favoriti?
“Devono necessariamente partire come favoriti, se non partono come favoriti vuol dire che c’è qualcosa che non va. Per Taranto non esiste un altro obiettivo che non sia la promozione. Dopo di loro ci sono Brescia, Prata, Siena e attenzione a non sottovalutare Aversa”.
Che tipo di campionato è l’A2?
“Si è alzato tantissimo il livello, si vince e si perde ovunque. Tutte possono vincere e perdere, basta avere un lieve calo per perdere una partita. Il roster è una cosa poi vengono i momenti della stagione. Tanto fa il lavoro e la parte fisica soprattutto per chi deve vincere il campionato e deve durare tanto. Bisogna sopportare qualche sconfitta in più durante la regular season ed essere al top nei momenti che contano”.
A Fano oltre Mastrangelo c’è Manuel Coscione ex della Prisma…
“Con Manuel ci siamo cercati quando eravamo in A3 e si è preso il rischio di giocare in quella serie se non fossimo saliti. Tra me e lui c’è una stima infinita. Ci conosciamo da tanti anni ed è il capitano che volevo e che ho sempre voluto in una squadra. E’ un professionista prima di tutto fuori e poi anche dentro il campo, un esempio per i giovani sotto tutti i punti di vista”.
Per quanto riguarda Fano, quali sono gli obiettivi stagionali?
“Lo scorso anno, da neopromossi, l’obiettivo era la salvezza. Non parlavamo di altro e non volevamo parlare di altro. L’abbiamo raggiunta un mese e mezzo prima della fine del campionato. Quest’anno l’obiettivo resta sempre la salvezza provando a fare uno step in più e arrivare ottavi. Vogliamo lanciare dei ragazzi interessanti come i due opposti puntando anche alla crescita di Roberti che lo voleva mezza Superlega. Al centro abbiamo tanta esperienza e tanto saper giocare a pallavolo. Fano ha una lunga storia pallavolistica e un settore giovanile composto da circa 600 ragazzini e ragazzine. E’ una delle poche società dove si continua a puntare sul settore giovanile. Mi piace considerare Fano come una piccola Modena. La città vive di pallavolo e la domenica è sempre come se fosse una festa”.

