“L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata all’ex Ilva rappresenta l’ennesimo schiaffo a Taranto. Nel provvedimento, infatti, la posizione del Comune è stata falsata: il dissenso espresso dal Sindaco – con osservazioni deboli e non esaustive sul piano sanitario e ambientale – è stato ridotto a un generico richiamo alla decarbonizzazione, che non rientra nemmeno nell’ambito dell’AIA, e quindi di fatto annullato. Le sue osservazioni non sono state acquisite né considerate, come dimostra il verbale della Conferenza dei Servizi. Eppure il Sindaco ha fatto credere ai cittadini di essersi opposto con decisione, pur sapendo che il suo atto non avrebbe avuto alcun effetto: ha mentito sapendo di mentire”.

Così il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle Taranto, che aggiunge: “Il Governo Meloni ha addirittura richiamato il parere favorevole espresso nell’aprile 2025 dal commissario prefettizio nominato dallo stesso esecutivo. Un parere imposto dall’alto, che non rifletteva la volontà democratica della città. È l’ennesima prova di come il Governo pieghi le procedure per autorizzare ancora una volta l’inquinamento”.

Ma i pentastellati chiamano in causa direttamente l’amministrazione comunale: “Il Sindaco aveva il dovere di revocare quel parere. Non lo ha fatto, scegliendo la via della propaganda invece di quella della difesa concreta dei cittadini. Così la sua contrarietà è rimasta solo sulla carta, trasformandosi in un atto puramente mediatico. È un bluff che lascia Taranto senza tutela e lo rende corresponsabile insieme al Governo”.

“Taranto viene tradita due volte- si legge nella nota ufficiale del M5S Taranto – da un Governo che manipola gli atti e da un Sindaco che ha preferito ingannare l’opinione pubblica anziché difendere la città con strumenti giuridici concreti. Il Movimento 5 Stelle continuerà a denunciare questa grave ingiustizia e a battersi, in Parlamento e sul territorio, per difendere la salute, la dignità e il futuro dei tarantini. Adesso serve che l’amministrazione comunale impugni l’AIA davanti al Tar per non lasciare i soli cittadini a opporsi a questo atto che abbiamo definito “criminale”.

Allo stesso tempo, il M5S continua a chiedere la convocazione di un Consiglio Comunale monotematico sul tema, dove il Sindaco dovrà chiarire perché non ha revocato il
parere espresso dal Commissario prefettizio.

2 Responses

  1. Buonasera
    Il movimento 5 Stelle finalmente si è accorto del papocchio mediatico del Sindaco Bitetti.
    Fatevene una ragione.
    Non poteva fare altro
    Perché dopo aver speso un miliardo e passa di euro circa per l’ambientazione e due miliardi per la cassa integrazione straordinaria in deroga mica si può chiudere.
    Si continuerà con la pantomima della sua presunta opposizione, ma alla fine firmerà per i tre forni elettrici, per i tre impianti Dri per il preridotto, per la nave rigassificatrice, per i tre impianti per la cattura della CO2 e per la conversione a gas dei Cet 1 2 e 3 della centrale elettrica della Ex Ilva .
    La tecnologia dell’idrogeno non è sufficientemente matura ed economica per produrre acciaio.
    Il problema più serio è invece di carattere economico e coinvolge tutti i paesi europei.
    L’ acciaio prodotto con gli impianti sopraindicati costerà dal 30 al 50% in più degli altiforni tradizionali con annesse cokeria, agglomerato e impianti OMO.
    E quindi alla fine cinesi e indiani ci fregheranno due volte:
    1° con il loro acciaio a basso costo
    2° con l’inquinamento globale che continuerà ad aumentare alla faccia della nostra presunta svolta green che è un piccio esclusivamente europeo.
    E quando nel 2035/2040 Taranto sarà completamente green, chi si comprerà l’acciaio con un sovrapprezzo del 30/50%???????
    Quindi bisognerà incentivare l’acciaio italiano con interventi di dumping e altri quattrini a carico dello Stato italiano.
    Vi rammento che oggi con la tecnologia tradizionale degli altiforni e gli opportuni impianti filtranti (che già ci sono a Taranto) si può produrre acciaio ad un prezzo competitivo e nel pieno rispetto delle emissioni previste dalla normativa corrente.
    Meditate perché le attività economiche si basano sul guadagno e non sulle chiacchiere da bar, e quindi nessun privato si cimenterà nel salvataggio della Ex Ilva di Taranto per rimettere quattrini.
    Saluti
    Vecchione Giulio

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