Non solo spazzatura, proteste e degrado: Paolo VI è teatro, questa volta, di una storia a lieto fine.
Tutto comincia la notte del 22 agosto: Francesca Ruggieri, 33 anni, incinta della sua terza figlia, comincia ad avvertire le prime contrazioni.
La donna, già in allerta per una precedente visita di controllo che indicava che la gravidanza fosse giunta al termine, avverte dolori sempre più forti e, con l’esperienza delle precedenti nascite dei suoi bimbi, capisce che deve recarsi immediatamente in ospedale.
Insieme al marito chiama una zia che abita poco distante, Maria Lupoli, affinchè la accompagni al più presto al nosocomio tarantino.
La zia accorre, ma la bimba batte tutti sul tempo: “Appena arrivata – racconta la signora Maria – mia nipote si accascia tra le mie braccia e mi rendo conto che le si erano rotte le acque. Nemmeno il tempo di salire in auto che la testa della piccina comincia a fare capolino. Abbiamo immediatamente chiamato il 118”.
Ma per l’arrivo dei sanitari non c’era più tempo, per cui non resta che seguire le indicazioni telefoniche degli operatori: “Mi sono dovuta improvvisare ostetrica – prosegue la zia di Francesca – non abbiamo avuto nemmeno il tempo di mettere un lenzuolo o un asciugamano sull’asfalto. La bimba è nata subito, lì dove eravamo, e io ho assistito mia nipote come meglio potevo”.
Tanta paura ma anche tanta emozione: “Non nascondo che dentro di me tremavo per l’agitazione – spiega la signora – temevo che qualcosa potesse andare storto, ma davanti a mia nipote mi sono mostrata forte e sicura, cercando di tranquillizzarla. La forza nascosta e innata delle donne, che emerge nei momenti di necessità”.
Dopo circa mezzo’ora arriva l’ambulanza e a tagliare il cordone ombelicale è l’operatore sanitario. Poi il trasporto in ospedale, dove mamma e figlia sono state ricoverate come da prassi e sottoposte agli accertamenti del caso, vista anche l’assenza totale di materiale sterile durante il parto.
Fortunatamente, però, Francesca e Siria (questo il nome della piccola) stanno bene e ieri sono state dimesse dal SS.Annunziata: ora sono a casa, insieme al papà della bimba e ai fratellini di 11 e 6 anni, e possono raccontare di una nascita un po’ rocambolesca ma emozionante.
“Un’esperienza stupenda, che non dimenticherò mai. Mia nipote è stata bravissima e anche la piccola Siria, che aveva evidentemente molta fretta di conoscerci”, conclude commossa la zia.