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Dal Comune ancora nessuna nota ufficiale. Da fonti vicine al Politecnico giungono invece precisazioni importanti in merito all’idea, già emersa durante il secondo mandato del sindaco Melucci, di aprire una nuova sede periferica nella città vecchia. In occasione della firma dell’accordo triennale, sottoscritto il 28 ottobre del 2021, fu annunciato uno stanziamento di 600 mila euro (200mila euro annui) per potenziare l’attività didattica e scientifica con borse di studio di dottorato, assegni di ricerca, sostegno diretto agli studenti.

Inoltre, furono attivate le procedure per trasferire al Politecnico, in comodato d’uso gratuito, gli storici palazzi, “Delli Ponti” e “Galeota”, quali nuova sede di Taranto. Da allora, spiegano dal Poliba, non ci sono stati altri incontri. Recentemente la questione è tornata alla ribalta in seguito a due comunicati diffusi dal Movimento Cinque Stelle e da Arci Gagarin che hanno manifestato preoccupazione per la possibilità di uno spostamento della sede del Politecnico da Paolo VI alla città vecchia, di cui si sarebbe discusso in una «riunione operativa con assessori e dirigenti comunali».

I pentastellati hanno indicato anche una terza, possibile ubicazione che sarebbe emersa: Palazzo Troilo. «Si tratterebbe – è detto nella nota – del secondo tentativo fallito dopo il fallimento, a seguito dell’assoluta impraticabilità, della soluzione» che prevedeva l’utilizzo di «Palazzo Delli Ponti e Palazzo Galeota».

Ma dal Poliba precisano che al momento non risultano altre soluzioni oltre ai palazzi storici già indicati all’epoca (ovvero Delli Ponti e Galeota) e il resto sono solo «speculazioni» perché nel progetto del trasferimento del Politecnico «nella sede nuova e comunque centrale di Taranto deve essere tutto concordato con lo stesso Politecnico e sulle esigenze del Politecnico». Il Comune di Taranto, fanno presente queste fonti, «non può conoscere le esigenze anche da parte studentesca e quindi deve necessariamente passare dal Politecnico. Al momento Delli Ponti e Galeota sono i due palazzi ufficialmente individuati. Non ci sono state ufficialmente altre variazioni».

Anche con la nuova amministrazione non ci sarebbe stato alcun incontro. Per il M5S «la destinazione dei palazzi storici deve mantenere quella per cui sono stati finanziati dal governo Conte II, ovvero prevalentemente museale.  Ogni altra destinazione, come nel caso del Politecnico, che ne alteri significativamente gli interni, minandone la loro originaria bellezza, ci vede assolutamente contrari».

I pentastellati ritengono «opportuno aprire un tavolo di confronto pubblico con il coinvolgimento del mondo delle associazioni culturali ed economiche, per acquisire idee e contributi tesi ad individuare le più idonee e qualificanti destinazioni. Quanto al Politecnico non solo confermiamo che debba rimanere un presidio qualificante per Paolo VI, ma deve essere rilanciato – insistono – prevedendo un miglioramento dei collegamenti con il resto della città, prevedendo un’apposita fermata della linea BRT che allo stato attuale, incredibilmente,  non risulta prevista».

Per il circolo Arci Gagarin lo spostamento della sede del Politecnico da Paolo VI alla città vecchia è una prospettiva che «lascia francamente interdetti. La collocazione delle sedi universitarie, in particolare dei poli tecnico-scientifici, in aree periferiche delle città o centri limitrofi – si pensi, senza andare troppo lontano, al complesso Ecotekne dell’Università del Salento, che ha sede a Monteroni – è una consuetudine che ha consentito, laddove ci sia stata la volontà politica di rafforzare la rete dei servizi urbani, di rilanciare interi quartieri».

L’idea «di privare un quartiere – prosegue la nota – nelle condizioni in cui si trova Paolo VI del polo universitario, oltre ad essere poco in linea con la policentricità tipica di tutte le grandi realtà universitarie nazionali, rischia di essere un ulteriore e pericoloso motivo di abbandono di un quartiere già in grossa difficoltà economica e sociale. Siamo convinti che il mantenimento della sede del Politecnico nel quartiere debba essere, altresì, pretesto per interventi mirati al rammendo del tessuto economico e sociale di un’area periferica, quanto densamente abitata e non immune da problematiche sociali, della città, nonché al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione stessa».

Sul punto, secondo quanto abbiamo appreso, una presa di posizione da parte del Rettore del Politecnico c’è, ovvero che, anche in caso di trasferimento, sarà mantenuta la sede di Paolo VI. Le nostre fonti fanno presente inoltre che «l’operazione del trasferimento del Politecnico nel centro di Taranto è un’operazione a favore della città e degli studenti perché guarda alle loro esigenze che riguardano anche la didattica e la ricerca». L’attuale rettore Francesco Cupertino termina il suo mandato il 30 settembre e dal primo ottobre si insedierà il nuovo. Da Lì si ripartirà in altra maniera o sarà confermato quello che finora (a livello progettuale e burocratico) è stato fatto.

 

 

 

 

 

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