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Nelle prime ore di questa mattina, la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria – NIC  Nucleo Investigativo Regionale Puglia e Basilicata unitamente al Reparto del Corpo di P.P. di Taranto hanno arrestato 25 soggetti (16 in carcere e 9 ai domiciliari) per il reato di detenzione e cessione di sostanza stupefacente, detenzione e porto di arma clandestina, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte dì soggetti detenuti, ricettazione e riciclaggio.

L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura della Repubblica, è l’esito di una complessa attività di indagine avviata nel giugno del 2023 che ha portato alla luce una vasta e ramificata attività di cessione di hashish che, tra il luglio e l’ottobre del 2023, si era sviluppata all’interno della Casa Circondariale di Taranto.

Secondo quanto ricostruito nella fase delle indagini, l’hashish veniva introdotto all’interno della struttura carceraria, per la successiva commercializzazione, dai familiari dei detenuti in occasione dei colloqui sulla base di accordi presi in presenza ovvero nel corso dì comunicazioni che avvenivano attraverso l’illecito utilizzo di telefoni cellulari intestati, nella maggior parte dei casi, a soggetti stranieri irreperibili, nelle quali si fornivano istruzioni sulle modalità che si sarebbero dovute osservare per il confezionamento e l’occultamento dello stupefacente al fine di limitare le possibilità di rinvenimento dello stesso durante i controlli eseguiti dalla polizia penitenziaria.

L’attività di cessione dello stupefacente si rivelava particolarmente proficua dal momento che il prezzo di vendita dell’hashish all’interno delle mura carcerarie era molto più alto che all’esterno, proprio per l’elevato rischio connesso all’introduzione della droga nell’istituto.

Le indagini, svolte attraverso intercettazioni, pedinamenti e sequestri, hanno condotto all’identificazione sia dei fornitori della sostanza, residenti nelle province di Bari e Taranto, che di tutti coloro che concorrevano nell’attività di approvvigionamento nonché degli intestatari delle carte prepagate su cui confluivano i pagamenti dello stupefacente da parte degli acquirenti.

 

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