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Road To Taranto 2026 si arricchisce di un’altra tappa di avvicinamento a quella data, 21 agosto del prossimo anno, che resta allo stesso tempo punto di arrivo e di partenza.

Dopo un lunga attesa, finalmente il comitato organizzatore ha una sua sede e gliel’ha messa a disposizione il Comune di Taranto. Si tratta di Palazzo Troilo in città vecchia. L’inaugurazione, dopo i lavori di restauro, ha visto la presenza del ministro dello Sport Andrea Abodi il quale fermandosi con i giornalisti ha dichiarato: “Oggi è una tappa importante e significativa che rilancia con un ulteriore entusiasmo tutto quello che stiamo già facendo ognuno nel proprio ruolo. La macchina amministrativa è già all’opera da diverso tempo e, oggi, entra nella nuova casa per proseguire una missione, quella dei Giochi del Mediterraneo, che va consolidandosi sempre più”.

Dopo le prime domande di riscaldamento il discorso è scivolato sulla situazione dei cantieri e su quella corsa contro il tempo che ha contraddistinto, sinora, l’operato del Commissario straordinario dei Giochi, Massimo Ferrarese. Abodi che manca da Taranto dallo scorso marzo, nonostante avesse promesso di ritornarci ogni mese per constatare lo stato delle opere, ha ribadito la sua totale fiducia nell’operato della struttura commissariale:“Ero tranquillo allora lo sono ancor di più adesso. Fa parte del nostro lavoro rimanere lucidi e non farsi travolgere dalle preoccupazioni. Del resto abbiamo sempre potuto contare su una squadra che sta lavorando molto bene grazie anche alla collaborazione delle istituzioni, presupposto importante perché le cose possano funzionare bene”.

Inevitabile la domanda sulla polemica delle ultime settimane: la scelta di utilizzare due navi da crociera per ospitare il villaggio atleti: “Pur rispettando le opinioni di tutti bisogna avere consapevolezza delle questioni”- ha sottolineato il ministro Abodi – “Per costruire un villaggio olimpico ci vogliono tempo e molte risorse economiche. Quando siamo entrati nella pienezza delle nostre funzioni non c’erano più i tempi tecnici per realizzare il villaggio. Sento parlare di migliaia di posti come se fossero ombrelloni e sdraio quando, invece, le cose sono più complesse”.

Non è passata inosservata l’assenza in questa occasione dei rappresentanti del Comitato Organizzatore Internazionale dei Giochi. Stando ad alcune voci serpeggerebbe una certa tensione nei rapporti tra il Governo e lo stesso Comitato. A precisa domanda il ministro Abodi pur usando diplomazia ha confermato che qualche piccolo problema di comprensione esisterebbe: “I nostri sono sempre rapporti positivi e dialettici al tempo stesso, ognuno fa la sua parte. D’altro canto noi stiamo gestendo un evento che è di proprietà del Comitato internazionale, quindi lo facciamo con il dovuto rispetto e loro stanno cercando di comprendere che siamo in Italia, abbiamo delle regole e noi le vogliamo rispettare, quindi l’obiettivo è comune e dobbiamo capirci, ma la qualità delle persone da una parte o dall’altra aiuterà anche a una ragionevole traduzione reciproca e l’adozione di un vocabolario comune”.

Dal palco della Rotonda del Lungomare, qualche ora dopo, nel suo intervento il Commissario Ferrarese non a caso ha rimarcato in un passaggio che la rotta che si continuerà a seguire sarà quella della trasparenza, della correttezza e del rispetto delle leggi del nostro Paese. A quanto pare ci sarebbero delle “pressioni” da parte del CJM a seguire strade diverse…

Tornando a messaggi più inclusivi lanciati dal palco per la serata di festa nella quale si sono esibite le cantanti Mietta e Malika Ayane – della quale parleremo a parte – c’è da segnalare la frase sempre di Ferrarese: “Speriamo di assegnare la medaglia d’oro più importante alla pace”, il richiamo allo spirito di collaborazione da parte di tutti da parte del sindaco di Taranto, Bitetti affinchè “questa manifestazione resti nel cuore di tutti coloro che verranno a vederla” e il richiamo del ministro Abodi alla situazione attuale: “Nonostante gli scetticismi naturali siamo convinti nella consacrazione degli impegni presi che ci piace rispettare anche perché il nostro lavoro continua dopo la fine dei Giochi.

Abodi, infine ha (ri)promesso di tornare a Taranto, città sempre accogliente e che scopre più bella ogni volta che vi viene, ogni 21 del mese per constatare di persona l’evoluzione dei vari cantieri.

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