È in programma dal 25 al 28 settembre a Taranto il 64° Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia ospitato nel Salone di Rappresentanza del Palazzo del Governo e, in occasione della giornata conclusiva, presso il Castello Aragonese.

Il tema di questa edizione è dedicato a “La Magna Grecia e l’acqua: natura e cultura”, argomento di ampio respiro e di grande attualità, alla luce dei gravi problemi legati al climate change, che si manifestano in forma sempre più acuta nell’orizzonte mediterraneo e in particolare nell’italia meridionale, e che non può non coinvolgere in maniera rilevante anche la ricerca storico-archeologica.

Recenti e ambiziosi progetti di ricerca internazionali, nonché convegni per la realizzazione di soluzioni efficaci sono stati dedicati, infatti, all’impatto del riscaldamento globale sui siti archeologici, in contesti di criticita ambientale. Finora, tuttavia, non è stata mai affrontata organicamente in riferimento alla Magna Grecia la tematica in questione, assai complessa e variegata, terreno ideale per gli approcci e i dibattiti multidisciplinari che caratterizzano da sempre i convegni tarantini. Una tematica che verrà esplorata nelle sue molteplici sfaccettature, dagli aspetti idrogeologici a quelli antropologici, da quelli ‘materiali’ a quelli ‘culturali, politici e religioso-cultuali.

Partendo dalla considerazione delle problematiche attuali che riguardano l’acqua nel contesto dell’Italia meridionale, viste dall’autorevole osservatorio della direzione dell’Acquedotto Pugliese, si svilupperà un programma articolato in tre sezioni.

Dopo la conferenza inaugurale e l’attesa relazione annuale della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio sulle scoperte e le attività archeologiche a Taranto e nel Tarantino si procederà in primo luogo mettendo a fuoco le problematiche di ordine generale e metodologico, a partire da quelle idrogeologiche, climatiche e antropologiche, per sviluppare poi, nelle sezioni successive, con contributi offerti da molti degli studiosi, italiani e stranieri, protagonisti delle indagini di questi ultimi anni, il percorso di analisi e approfondimento sulle tematiche relative all’acqua come risorsa essenziale e come oggetto di elaborazione culturale, con particolare riferimento all’orizzonte magno-greco.

Sempre in concomitanza con le giornate congressuali si svolgeranno, com’è ormai tradizione, la Fiera del libro storico e archeologico e la Rassegna di poster sulle attività di scavo in Magna Grecia, curati dalle Università, dalle Soprintendenze dell’Italia meridionale, dalle Direzioni dei Musei e dei Parchi archeologici.

“Nello scenario contemporaneo, in cui sono sempre più percepibili gli effetti del cambiamento climatico, in cui si avverte la necessità di un uso equo e solidale delle risorse idriche, occorre ripartire dalle origini, dalla storia più antica delle genti che hanno abitato il nostro territorio: un tema di memoria, di consapevolezza e di riscoperta del passato comune, per costruire al meglio il nostro futuro. Nel progettare la mostra sull’acqua, si è scelto infatti di richiamare il termine Archè, il principio di tutto, caro alla filosofica greca. Il progetto espositivo nasce con l’obiettivo di presentare al pubblico, in un panorama articolato, diacronico, e con diverse narrazioni e vari approfondimenti tematici, le forme dei vasi e quegli oggetti legati alla quotidianità dell’acqua, e ai diversi usi antichi, che provengono da Taranto e dai territori vicini”.

Stella Falzone direttrice del Museo archeologico nazionale di Taranto, commenta così la ratio che ha guidato tutto il gruppo di lavoro dei museo tarantino, impegnato nell’allestimento della mostra che nell’ambito della 64^ edizione del Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia, sarà inaugurata venerdì 26 settembre al MArTA, alla presenza di studiosi e ricercatori e del Direttore Generale della Direzione Generale Musei Prof. Massimo Osanna.

Archè, il principio e l’acqua” è il titolo della mostra allestita all’interno dell’ex Convento degli Alcantarini (sede del MArTA), destinata a fornire un contributo importante ai lavori del Convegno Internazionale che esplora il tema dell’acqua dolce come elemento naturale e culturale dello sviluppo del territorio, ma anche a mostrare inediti reperti provenienti dai ricchissimi depositi del Museo di Taranto.

 

 

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