Dopo una settimana trascorsa tra certificati medici, richieste di spostamento gare e polemiche finalmente si torna a respirare l’aria del campo.

Un’aria piuttosto fresca, anzi quasi gelida, è quella che spira sullo stadio Italia di Massafra che per la prima volta in questa stagione mette a disposizione dei supporters rossoblù anche una mini Curva Nord.

Non sarà quella originale ma il coinvolgimento è uguale. I decibel aumentano man mano che siamo sotto il fischio di inizio. “Rossoblù Alè, è la canzone che ci vien dal cuore, cantiamo tutti a squarciagola.

La gara comincia e si capisce subito che il Taranto è entrato in campo con il piglio giusto, deciso sin dai primi minuti a far sua l’intera posta in palio, tanto da schiacciare il Bitonto nella sua metà campo.

Avversari che, invece, la mettono sul piano dell’agonismo e quasi subito si registra già un parapiglia sotto la tribuna che si anima scagliandosi in particolarmente contro il numero 11 in maglia verde.

La vicinanza del pubblico al terreno di gioco si fa sentire come la pioggia che comincia a battere a vento sferzando anche noi che siamo in tribuna e dovremmo essere al riparo. Invece ci bagniamo.

Poco male, il Taranto passa in vantaggio con un rigore trasformato impeccabilmente da Nicolino Russo che ora è diventato Nicola perché ha 33 anni e fa esplodere il tifo rossoblu.

Il Bitonto gioca solo di nervi e anche dalla sua panchina c’è chi si dimena ma soprattutto si lamenta eccessivamente. È l’allenatore, che viene puntato dai tifosi presenti in tribuna. Subito dopo la curva inveisce contro Palazzo, autore forse di un gesto irriverente nei confronti dei tifosi jonici.

“Bisogna chiuderla subito perché questi la stanno mettendo troppo sull’agonismo”, è il pensiero condiviso da me ed i miei amici presenti sugli spalti.

Il secondo tempo inizia con ritmi più compassati ma gli animi si riaccendono per un fallo subito da Monetti in area di rigore. Intanto continua a piovere e ci domandiamo se questa copertura delle tribuna serva a qualcosa. Siamo fradici e fa freddo. Cantiamo per scaldarci seguendo la Curva anch’essa esposta a vento e pioggia.

Arriva il 2-0 di Calabria ed è una liberazione. Siamo più vicini ai tre punti. che solo qualche minuto dopo la partita sapremo che valgono la vetta della classifica.

Prosegue la penitenza sotto la pioggia che aumenta sempre più d’intensità. “Tarantini siamo noi….”, cantiamo assieme alla Curva. Si aspetta con ansia la fine, non solo per mettere questa vittoria in cassaforte…

Arriva l’agognato triplice fischio finale, rapido saluto alla squadra e via alla macchina completamente inzuppati, imprecando verso chi ha progettato la tribuna (la prossima volta si torna in Curva, tanto è uguale…) ma felici e sempre più convinti che il pubblico, così vicino al campo, sarà fattore determinante quest’anno. Alla prossima!

P.S: nella foto qui sotto eravamo ancora asciutti….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*a cura di Marco Bandini

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *