“Taranto libera dai politici” urlava ieri sera una donna al megafono fuori da Palazzo di Città al termine di un Consiglio comunale fiume (circa dieci ore) che ha fatto registrare tensioni prima, durante e dopo il suo svolgimento.

Una frase che non deve passare inosservata perché, sebbene proferita dal solito gruppetto di manifestanti (è tutta qui la Taranto indignata con la politica?), è indicativa di un malcontento che serpeggia – soprattutto sui social – che è quello, per usare un eufemismo, della gente che è si è rotta le scatole di un certo modo di fare politica.

Il riferimento è a una certa incoerenza che da tempo contraddistingue i rappresentanti scelti ormai da nemmeno un elettore su due (47,7% alle regionali in Toscana dello scorso week-end, 50,1% nelle Marche ad inizio mese).

L’astensione è diventata apatia. Non solo non si va più a votare ma in pochi si espongono per esprimere dissenso e spesso questi pochi il dissenso lo fanno emergere con modalità piuttosto accese nei toni.

Un nostro lettore commentando quello che è accaduto ieri nell’aula consiliare (i consiglieri Lenti e Contrario che votano  fuori dal coro della maggioranza sul ricorso al Tar contro l’AIA dell’ex Ilva, ma ribadiscono la propria fedeltà a Bitetti ) con la frase “solo a Taranto esiste la posizione tengo il piede in due scarpe”, ha centrato in pieno l’argomento. Non occorre aggiungere altro.

E che dire poi del Movimento 5 Stelle che rivendica la sua coerenza attraverso le parole della consigliera comunale Annagrazia Angolano – “Noi dell’Autorizzazione Integrata Ambientale parliamo da anni” – per rispondere alle accuse del collega Contrario che ha definito la sua mozione – che non ha scalfito la maggioranza ma frammentato ancor di più l’opposizione – come “un volantino da campagna elettorale”.

Il “partito di Conte” ricordiamolo è all’opposizione del governo cittadino – che ha nel Pd il suo motore, lo stesso che ha dettato la linea di non procedere al ricorso contro l’AIA (provvisoria) dell’ex Ilva – ma alle Regionali appoggia, con convinzione ed entusiasmo, Antonio Decaro, dei dem non solo il candidato ma uno degli esponenti di spicco a livello nazionale. Quale coerenza possono, dunque, rivendicare i pentastellati?

Dall’altro versante – almeno a livello locale – non è che le cose vadano meglio, a proposito di coerenza. L’ammucchiata Lega-Udc-Psi per le regionali è abominevole in uno scenario che ricalca in qualche modo quello visto alle amministrative di Taranto, dove la scelta del candidato da sacrificare è arrivata quando l’avversario politico aveva già un mese di campagna elettorale alle spalle. In quell’occasione fu scelto Tacente candidato sindaco, ora Lobuono, candidato alla presidenza della Regione Puglia.

Come ci ha riferito un esponente del centrodestra qualche tempo fa, “in questo momento miriamo a perdere nella maniera più dignitosa possibile. Stiamo costruendo una nuova classe dirigente per evitare gli errori del passato…”. Amen!

*sull’argomento: “Piero siamo con te”, ma… – Corriere di Taranto

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