Lunedì 20 ottobre, alle 10.54, l’A350 Swiss con livrea Wanderlust è atterrato sulla pista dell’aeroporto di Grottaglie. Si trattava del volo LX 5550, che ha effettuato un addestramento all’atterraggio.

A bordo dell’aereo HB-IFA c’erano diversi piloti di Swiss, che hanno effettuato una serie di decolli e atterraggi, come si evince dai dati di Airnav Radar.

La scelta dell’aeroporto di Grottaglie non è stata casuale. La pista lunga (3.200 metri) e larga (60 metri) può ospitare un aereo delle dimensioni dell’Airbus A350. Qui, del resto, da anni atterra e decolla il Boeing Dreamlifter su base settimanale: l’aereo sul quale vengono caricare le sezioni della fusoliera del Boeing 787 Dreamliner prodotte nello stabilimento Leonardo adiacente all’aeroporto.

Inoltre, le condizioni meteo, in Puglia e in provincia di Taranto, sono generalmente buone, con tempo soleggiato, visibilità eccellente e venti leggeri. Il clima migliore, quindi, per completare l’addestramento degli equipaggi. Inoltre, il fatto che lo scalo, ad oggi, non ospiti voli commerciali e di linea fa sì che lo spazio aereo attorno a Taranto sia relativamente libero, a parte gli aerei e gli elicotteri della Marina Militare Italiana. Tanto è vero che Swiss aveva già utilizzato lo scalo di Grottaglie diverse volte, l’ultima volta lo scorso febbraio, con un altro dei suoi esemplari, il Boeing 777-300 ER. Così lo scorso luglio fece la compagnia Wizz Air.

Il Piano Nazionale degli Aeroporti ha classificato l’aeroporto di Taranto-Grottaglie come aeroporto di interesse nazionale destinato a svolgere funzioni di piattaforma logistica integrata a supporto della ricerca e dello sviluppo industriale.

Nell’ambito della rete aeroportuale regionale, infatti, l’aeroporto di Taranto Grottaglie riveste una preminente funzione cargo-logistica e costituisce un esempio di respiro internazionale di integrazione tra trasporto aereo e industria aerospaziale. Lo scalo, già parte integrante del programma internazionale per la produzione in loco delle fusoliere del Boeing 787 “Dreamliner”, è attualmente interessato da un suo ulteriore sviluppo quale infrastruttura strategica per l’Europa per la crescita del sistema industriale ed accademico al servizio del comparto aeronautico e aerospaziale, come confermato dall’individuazione dello stesso quale primo spazioporto italiano destinato ad accogliere voli suborbitali.

Si sta operando, perciò, in funzione dello sviluppo di una struttura che vanta favorevoli condizioni logistiche ed è provvista di un corridoio di volo per velivoli non pilotati, condizione essenziale per attrarre e radicare la crescita di importanti realtà produttive e scientifiche.

In tal senso è in corso un progetto di infrastrutturazione ed ampliamento dello scalo che tiene conto delle esigenze espresse dai partner industriali coinvolti in questo ambizioso programma di insediamento produttivo, in armonia con la programmazione del Distretto Tecnologico Aerospaziale Pugliese, che emerge tra i distretti italiani per gli eccellenti risultati raggiunti e per l’alto livello di crescita, e che rientra in quella logica di integrazione del valore e detta funzione tra attività aeroportuale e attività aerospaziale fortemente voluta dall’Amministrazione Regionale.

Appena lo scorso lunedì si è svolto un Consiglio comunale monotematico sulla questione legata ai voli commerciali civili per l’aeroporto di Grottaglie. Al termine del quale è stato approvato un documento all’unanimità, con maggioranza e opposizione che hanno votato per un impegno formale dell’amministrazione comunale anche nella volontà di esigere che l’aeroporto Marcello Arlotta ospiti voli commerciali di linea; per tradurre il tutto in fatti concreti, però sarà necessaria una comunità di intenti anche con Regione e Aeroporti di Puglia, cosa che in tutti questi anni è mancata. Per tanti motivi diversi.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/10/21/aeroporto-di-grottaglie-basta-scuse/)

One Response

  1. Un paesotto triste ,desolato e insulso ,siamo i cortigiani di puglia ,di bari e ora anche d’Europa ,ultrapaz ce ne ne futte a me.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *