Potrebbe tornare presto a nuova vita uno degli edifici di Taranto che giacciono da anni in stato di completo abbandono.
Stiamo parlando dell’ex mercato coperto di via Plinio, situato a due passi dalla Biblioteca Acclavio e dal Piazzale Bestat: negli anni ’90 la struttura ospitava un mercato di frutta e verdura, poi fu utilizzato come punti di distribuzione delle schede elettorali e, infine, come archivio comunale.
Successivamente l’edificio fu chiuso e diventò ben presto preda del degrado: dalle vetrate rotte e vandalizzate blatte e topi, attratti dalla spazzatura lasciata all’interno della cancellata, raggiungevano facilmente i vicini palazzi.
Negli anni, infatti, sono state numerose le proteste dei residenti della zona, che lamentavano il degrado e l’incuria dell’edificio, culminate nel 2022 in un intervento straordinario di deblatizzazione e derattizzazione dell’amministrazione Melucci: la situazione, tuttavia, non è migliorata e la struttura è presto tornata all’abbandono.
Nelle ultime settimane, tuttavia, qualcosa sembra muoversi: alcuni operai hanno ripulito l’interno dell’ex mercato dal materiale contenuto, costituito soprattutto da vecchi faldoni inutilizzati. Il che sembrerebbe lasciare presagire un imminente riutilizzo dell’edificio, che necessita comunque di evidenti interventi a livello strutturale.
Per capirne di più, abbiamo interpellato l‘assessore al Patrimonio, al Personale e alle Politiche del Lavoro, Federica Stamerra.
Assessore, alla luce del valore strategico che l’immobile potrebbe avere per il quartiere, quali sono le intenzioni dell’amministrazione comunale riguardo al suo futuro?
“L’immobile è stato inserito nel piano comunale delle alienazioni e delle valorizzazioni. Il valore di stima dell’immobile è attualmente in fase di aggiornamento per tener conto delle effettive condizioni dello stabile. Al momento è pervenuta una manifestazione d’interesse per l’acquisto, sulla quale, per ragioni di riservatezza e trasparenza amministrativa, non è possibile fornire ulteriori dettagli. L’amministrazione sta comunque valutando con attenzione tutte le opzioni percorribili, sia in termini di cessione sia di eventuale riutilizzo pubblico, nell’ottica di garantire la migliore valorizzazione del bene e il recupero funzionale di un immobile oggi inutilizzato”.
Se la vendita non dovesse concretizzarsi, quali alternative concrete immagina l’amministrazione per restituire l’immobile alla fruizione della città?
“Come assessora al Patrimonio ho avviato alcune interlocuzioni con SGR (società di gestione del risparmio, ndr) di rilievo nazionale, enti pubblici e a partecipazione mista nonché con soggetti privati che hanno inviato manifestazioni di interesse, con l’obiettivo di progettare strumenti innovativi di valorizzazione del patrimonio comunale.
L’idea è quella di trasformare immobili oggi inutilizzati in spazi funzionali e sostenibili, capaci di rispondere ai bisogni reali della città. In questo programma generale, per l’ex mercato si può ragionare su possibili interventi di rigenerazione in chiave ecosostenibile, ad esempio per ospitare nuovi servizi pubblici sul territorio — come una sede più adeguata per la Direzione Servizi Sociali, in linea con le esigenze espresse di recente dalle rappresentanze sindacali — oppure per realizzare spazi condivisi e accessibili destinati al co-working e al lavoro da remoto, con particolare attenzione alle persone con disabilità i cui datori di lavoro non riescono a garantire accomodamenti ragionevoli. Tra le alternative, si stanno valutando soluzioni per destinare parte della struttura a un centro civico di quartiere, che possa accogliere attività associative, laboratori culturali e servizi di prossimità, e la possibilità di un hub di innovazione sociale in collaborazione con enti del terzo settore, per promuovere progetti formativi e imprenditoriali legati alla sostenibilità e all’inclusione lavorativa. Ovviamente tutte queste idee necessitano di risorse, per cui in questa fase bisogna capire chi sia davvero interessato a investire sul territorio, dato che l’alternativa di ricorrere a fondi comunali non è al momento percorribile”.
Nel frattempo, però, l’edificio continua a deteriorarsi: come intende muoversi l’amministrazione rispetto alle manutenzioni necessarie per evitare che il degrado renda ancora più complesso un futuro intervento di recupero?
“Per il momento, su mia indicazione, sono stati effettuati due sopralluoghi per verificare lo stato di fatto dell’immobile e valutare gli interventi più urgenti. A seguito di queste verifiche, la Direzione Patrimonio ha richiesto un intervento immediato per la rimozione dei rifiuti e il ripristino delle condizioni di salubrità e igiene pubblica, intervento che è stato già effettuato. La priorità, in questa fase, è garantire che l’edificio sia mantenuto in condizioni di sicurezza, anche per tutelare la salute della popolazione e prevenire ulteriori situazioni di degrado. Successivamente, anche sulla base delle valutazioni che il Consiglio comunale effettuerà in sede di approvazione del bilancio, sarà possibile capire se esistono margini economici per programmare interventi di manutenzione più ampi e duraturi”.



