Hanno superato il concorso per l’assunzione di 60 agenti della Polizia locale a Taranto, ma devono spostarsi a Palermo per lavorare. Una decisione non semplice. Eppure, rappresenta un’opportunità importante in un periodo storico in cui diventa sempre più arduo trovare un’occupazione stabile e duratura.
Il Comune di Palermo ha annunciato infatti di voler assumere 100 vigili urbani a tempo pieno e indeterminato, senza indire un nuovo concorso pubblico. La strada scelta dall’amministrazione siciliana è quella di attingere dalle graduatorie già esistenti in altri Comuni italiani, dove figurano candidati risultati idonei ma non vincitori. Tra le amministrazioni contattate c’è anche il Comune di Taranto, che – a quanto si apprende – ha dato il proprio assenso a condividere la graduatoria.
La possibilità è prevista da una normativa nazionale, il Decreto-Legge n. 48/2025, che consente alle città metropolitane siciliane di assumere in deroga per potenziare i servizi essenziali. In sostanza, Palermo potrà pescare tra coloro che hanno già superato un concorso pubblico e risultano “idonei” in graduatorie ancora valide, offrendo loro un’assunzione immediata.
«Rispetto a una graduatoria di giugno 2023 di 317 idonei – spiega Fabio Ligonzo, segretario aziendale della Cisl Fp di Taranto – che scade a giugno 2026, fino a questo momento l’assunzione è arrivata per 109 persone, una settantina al Comune di Taranto. Dalla stessa graduatoria nel maggio scorso hanno attinto anche Castellaneta, Ginosa, Gioia del Colle, Cisternino e Terlizzi».
Ora, Palermo ha ufficialmente chiesto lo scorrimento della graduatoria tarantina per 100 unità. «Serve un accordo tra i due Comuni, firmato dai rispettivi sindaci – precisa Ligonzo – in cui si dà sostanzialmente l’ok a contattare gli idonei per formulare la proposta di andare a lavorare a Palermo».
Il percorso è chiaro: chi ha già superato un concorso per agente di Polizia locale può presentare domanda di manifestazione di interesse. Successivamente, l’Ufficio Risorse Umane del Comune siciliano si mette in contatto con le amministrazioni di riferimento per ottenere l’autorizzazione all’utilizzo delle rispettive graduatorie.
Per molti idonei tarantini, la prospettiva di trasferirsi a Palermo apre un bivio: lasciare la propria città, gli affetti e le abitudini, oppure rinunciare a un posto fisso. «Sicuramente – commenta ancora Ligonzo – è auspicabile dare l’opportunità agli idonei di trovare un posto di lavoro, seppur lontano dalla città, considerando le prospettive qui che non consentono di fare lo scorrimento. Il concorso era per 60 posti, tutto ciò che abbiamo fatto dopo è oro colato. Non può essere una pretesa».
Il sindacalista invita alla concretezza: «La graduatoria di 317 persone? Così si dà l’illusione a tutti di poter essere assunti. Per me bisognava essere più selettivi. In passato abbiamo sempre fatto scorrere la graduatoria, anche interloquendo con Comuni che ne chiedevano due o tre. Ginosa credo che ne abbia assunti quattro ultimamente».
Ma la riflessione finale di Ligonzo è anche un invito a non lasciarsi sfuggire un’occasione rara: «Ho detto alle famiglie che con questi chiari di luna è giusto cogliere l’occasione. Io proverei a stringere la cinghia per far lavorare questi ragazzi, perché non ti puoi permettere di aspettare di trovare il posto sotto casa. Non penso che a Palermo i costi di fitto siano come quelli di Roma o Milano. Deve essere considerato un investimento. Poi un domani si può sempre chiedere la mobilità per un riavvicinamento alla propria città».
Così, mentre a Taranto la graduatoria resta ferma e gli idonei attendono uno scorrimento che tarda ad arrivare, a Palermo si aprono nuove porte. Cento divise attendono nuovi agenti: per molti sarà un cambio di vita, ma anche l’inizio di un futuro che, almeno per ora, sembra parlare siciliano.