Nel 2024 quasi un italiano su dieci ha rinunciato a curarsi.
È questo il drammatico dato emerso dalle rilevazioni dell’Istat, che ha fotografato una realtà sempre più critica per la sanità pubblica. A commentare la situazione è l’associazione Codici – Centro per i Diritti del Cittadino, che parla di “fallimento sistemico” del Servizio Sanitario Nazionale.
Secondo quanto riferito dal presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, nel corso dell’audizione sulla manovra, 5,8 milioni di cittadini nel 2024 hanno rinunciato alle cure – pari al 9,9% della popolazione, con 1,3 milioni di persone in più rispetto al 2023.
Le principali cause sono liste d’attesa interminabili, costi troppo elevati e difficoltà di accesso alle strutture sanitarie.
“Non si tratta di una crisi temporanea – denuncia Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ma dell’evidente collasso di un sistema sanitario che sta tradendo la sua missione fondamentale. Quando il 6,8% della popolazione dichiara di non potersi curare a causa delle liste d’attesa, non parliamo più di inefficienze burocratiche, ma di un diritto costituzionale calpestato.”
Giacomelli sottolinea come l’articolo 32 della Costituzione, che garantisce il diritto alla salute, sia ormai “un principio astratto” per milioni di italiani. Le conseguenze sono gravi: diagnosi mancate, malattie aggravate dall’attesa, sofferenze evitabili che diventano croniche.
I dati Istat evidenziano come il fenomeno sia più diffuso tra le donne, che rinunciano alle cure nel 7,7% dei casi, con percentuali che superano il 9% tra i 45 e i 64 anni e tra gli over 65.
“È un’ingiustizia nell’ingiustizia – aggiunge Giacomelli –. Le donne e gli anziani sono le principali vittime di un sistema che discrimina per età e genere. Non si può parlare solo di malasanità, ma di una vera e propria emergenza sociale.”
Il problema riguarda l’intero Paese: dal Nord (6,9%) al Centro (7,3%) fino al Mezzogiorno (6,3%), nessuna area è risparmiata. Per Codici, la rinuncia alle cure crea un circolo vizioso: patologie non diagnosticate in tempo richiedono poi interventi più costosi e complessi, aggravando ulteriormente la spesa sanitaria pubblica e spingendo chi può permetterselo verso il privato.
“Il rischio concreto – avverte il Segretario Nazionale – è che il diritto alla salute diventi presto un privilegio riservato a chi può pagare. Servono interventi urgenti e forti per invertire la rotta. La salute dei cittadini non può più aspettare.”
L’associazione Codici da anni combatte contro la malasanità attraverso la campagna “Indigniamoci!”, che coinvolge gli sportelli territoriali per raccogliere segnalazioni di pazienti e familiari e offrire assistenza.
È possibile segnalare danni o irregolarità nelle cure, negli interventi o nelle diagnosi, nonché tempi eccessivi nelle liste d’attesa, contattando Codici: