Taranto ed in particolare il territorio di Grottaglie sono in corsa come scelta dove aprire una delle cinque gigafactory per l’intelligenza artificiale previste dall’Unione Europea per l’Italia.
A confermarlo è stato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nel corso dell’inaugurazione del nuovo ‘Hub del made in Italy’ a Bari nella giornata di venerdì 7 novembre. A precisa domanda, il ministro ha infatti confermato che il sito di Grottaglie è concretamente in corsa, se non proprio assegnatario, per ottenere la localizzazione della Gigafactory. Anche se molto forti restano le candidature di Genova e Pavia in particolare.
“Il nostro Paese – ha annunciato Urso – si è candidato, unico in Europa, con un consorzio di grandi imprese per ospitare una delle cinque gigafactory che sono state predisposte dalla Commissione europea. Siamo stati gli unici a fare sistema a fronte di altre 77 proposte degli altri Paesi europei, quindi confido che una di queste cinque giga factory sia proprio assegnata al nostro Paese ed una delle sedi potrebbe essere proprio Grottaglie”. “Su questo – ha precisato – mi sono confrontato ieri con il commissario vicepresidente, Stéphane Séjourné, e nei giorni scorsi con gli altri commissari competenti per la materia dell’intelligenza artificiale”.
Le gigafactory per l’Intelligenza Artificiale, sono una delle iniziative-bandiera di Ursula von der Leyen, pilastro della strategia per provare a tenere il passo di Stati Uniti e Cina nella componentistica tecnologica che ha e avrà un ruolo determinante soprattutto nel prossimo futuro. Un salto di qualità rispetto al precedente programma europeo sui supercomputer, l’EuroHPC, perché le nuove strutture ospiteranno 100 mila processori, dalle quattro alle mille volte di più, e avranno un costo di realizzazione tra i 3 e i 5 miliardi di euro di cui il 35% sarà coperto da fondi pubblici, europei o nazionali, mentre il resto sarà a carico dei privati.
Si parla complessivamente di un investimento totale di 20 miliardi di euro. La Commissione guidata da Ursula von der Layen è alla ricerca dei migliori progetti: finora sono state avanzate quasi 80 candidature, tra cui anche quella della regione Liguria. La gara dovrebbe iniziare tra fine anno e inizio 2026 ed ha già attirato le attenzioni delle grandi corporate. Leonardo ed Eni, secondo le ricostruzioni, punterebbero su Genova (dove la prima ha già un centro di supercalcolo per l’energia pulita) Grottaglie, e Pavia. Da parte di Palazzo Chigi c’è ottimismo sulla solidità della proposta di Gigafactory diffusa.
Vedremo se alla fine l’Italia riuscirà a strappare tutti e cinque i siti previsti per il nostro Paese e se tra questi vi sarà Taranto. Un progetto che se realizzato potrebbe in qualche modo attenuare, anche se per ora fare calcoli di questo tipo è fin troppo prematuro, l’emorragia di posti di lavoro e ed invertire la tendenza degli ultimi anni che ha visto la chiusura di diversi e importanti siti produttivi.