“Il Governo, dando concreto seguito alla disponibilità a proseguire il confronto sull’ex Ilva, riaffermata in occasione dell’incontro dell’11 novembre, ha convocato le organizzazioni sindacali per martedì 18 novembre, alle ore 15, presso la Sala Verde di Palazzo Chigi, al fine di riprendere il dialogo sulle prospettive occupazionali dei lavoratori del Gruppo”. E’ quanto comunica Palazzo Chigi in una nota.

“La crisi della ex Ilva risente della pesante eredità lasciata dal gruppo Mittal, stimata in oltre 4 miliardi di danni, e aggravata dal sequestro probatorio di un altoforno disposto dalla Procura di Taranto, per il quale si attende da sette mesi la conclusione della perizia”. Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il question time alla Camera.

“Su questo fronte – ha spiegato – siamo impegnati nella sfida più difficile. Se riusciremo a completare il processo di decarbonizzazione, l’Italia diventerà il primo Paese europeo a produrre acciaio totalmente verde”. Oggi la siderurgia nazionale, ha ricordato Urso, “guida la transizione green con 34 impianti che producono tramite forni elettrici”.

Il ministro ha inoltre annunciato che il governo sta lavorando in sede europea per ottenere nuove misure di salvaguardia a tutela dei produttori che rispettano gli standard ambientali: “Il 3 dicembre la Commissione Ue presenterà le nuove misure, mentre il 10 dicembre sarà illustrata la revisione del Cbam, che l’Italia sollecita da oltre un anno”.

Urso ha poi spiegato che il sequestro dell’altoforno 1 a Taranto “ha ridotto le capacità produttive dello stabilimento”, costringendo i Commissari straordinari a rivedere i piani aziendali originariamente basati su due impianti operativi.

“Ci stiamo muovendo non solo per quanto riguarda la gara in corso per la vendita dell’ex Ilva che è sicuramente molto sfidante per assegnare gli impianti a chi davvero voglia investire, ma anche per realizzare il Dri e anche, come giusto e doveroso, per dare altre occasioni di occupazione ai lavoratori dell’area di Taranto” ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine del question time alla Camera, parlando dell’ex Ilva dopo l’incontro di ieri sera con i sindacati dei metalmeccanici.

Riguardo l’aumento dei lavoratori in cassa integrazione e il fatto che la decarbonizzazione porterà a una riduzione della forza lavoro, Urso ha specificato che “il piano di reindustrializzazione contempla l’insediamento di nuovi attori industriali e produttivi nelle aree che non saranno più impegnate dagli impianti siderurgici, sono circa 170 ettari a Taranto e altrettanti significativi a Genova, sia in altre aree contigue dell’Autorità Portuale 350 ettari, sia nelle aree del Demanio Militare che ha circa 300 ettari disponibili e a tal proposito abbiamo gia’ individuato con le imprese almeno 16 progetti piuttosto significativi”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/11/12/crisi-dellex-ilva-sempre-piu-drammatica/)

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