Ai nastri di partenza la X edizione del Premio Alessandro Leogrande. Come da tradizione sono cinque le proposte per l’edizione 2026, cinque titoli di giornalismo narrativo selezionati dall’Associazione Presìdi del libro dalle proposte dei concorrenti delle scorse edizioni.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Presìdi del libro in collaborazione con la Regione Puglia, intende stimolare il dibattito sui temi di grande attualità che vengono affrontati nelle pubblicazioni.
I testi in gara saranno letti e votati da 56 circoli di lettura dell’Associazione, che decreteranno il vincitore, e dagli istituti secondari di secondo grado pugliesi che assegneranno il Premio “Raccontami il giornalismo”. La premiazione si svolgerà sabato 9 maggio 2026 al Teatro Fusco di Taranto.
Ecco la cinquina del Premio: “Il gelso di Gerusalemme. L’altra storia raccontata dagli alberi” di Paola Caridi (Feltrinelli, settembre 2024) candidato da Nicola Lagioia.
Attraverso la storia degli alberi e dei giardini botanici più simbolici del Medio Oriente e del Mediterraneo l’autrice ripercorre le vicende degli uomini e delle donne che hanno deciso di abitare la terra dove questi alberi hanno messo radici.
Altro candidato è “Quando il mondo dorme” di Francesca Albanese (Rizzoli, maggio 2025) candidato da Stefania Maurizi.
Un saggio che spiega l’apartheid e il genocidio, i suoi presupposti giurisprudenziali, e le sue declinazioni. L’autrice analizza la questione palestinese anche e soprattutto all’interno del diritto internazionale. Un saggio completo sulla storia della Palestina e su quella dello Stato di Israele.
C’è poi “Tropico Mediterraneo – Viaggio in un mare che cambia” di Stefano Liberti (Laterza, settembre 2024) candidato da Pietro Lacasella e Luigi Torregiani.
Un viaggio tra le acque del Mediterraneo che stanno vivendo una profonda trasformazione. Da Gibilterra a Cipro, dalle isole Kerkennah in Tunisia al Delta del Po l’autore incontra le persone che vivono a ridosso del mare: pescatori, biologi marini, sub per capire come questi grandi cambiamenti che stanno avvenendo impattano sulle loro vite e sulla loro esistenza e che così tanto influenza il nostro clima, la nostra cultura e la nostra identità.
Nella cinquina anche “L’Italia senza casa” di Sarah E. Gainsforth (Laterza, 2025) candidato da Irene Soave.
Partendo dal problema della casa il libro racconta la trasformazione del modo di abitare, di lavorare e di vivere in Italia dal dopoguerra a oggi. La casa è passata da essere un bene d’uso indispensabile a bene di investimento e le città sono diventate risorse da sfruttare.
Infine chiude “Stato-mafia. La guerra dei trent’anni” di Stefano Baudino e Heiner Koenig (PaperFIRST by il Fatto Quotidiano, 2025) candidato da Mario Ciancarella.
Il libro, con una prefazione realizzata a quattro mani dall’ex procuratore di Palermo Gian Carlo Caselli e dall’ex procuratore aggiunto, sempre a Palermo, Antonio Ingroia, ripercorre le fasi cruciali del nostro paese dal punto di vista storico-giudiziario. Mettendo in ordine la storia recente di cosa nostra, grazie a questo libro vengono smontate tutte le costruzioni che vengono fatte dal mainstream sulle sentenze di importanti processi. Ricostruzione puntigliosa scandita in una narrazione divulgativa che, con uno sguardo tagliente sull’attualità, restituisce voce alle vittime di mafia e alle loro famiglie.