Il campionato di volley di serie A2, arrivato ormai alla quinta giornata, sta lasciando poco spazio alle sorprese. Tranne Taranto le favorite continuano spedite la loro corsa e per gli ionici, con l’esonero di Graziosi, si apre adesso un nuovo capitolo. E’ necessario voltare pagina secondo Vincenzo Di Pinto, con lui l’ultima promozione della compagine ionica dalla serie A2 e due salvezze in Superlega.
Coach, parliamo di serie A2. La sua analisi generale su questo avvio.
“E’ doveroso fare una premessa: il campionato di A2 si vince alla fine. I playoff sono determinanti come è determinante a questo punto arrivare bene ai playoff. L’A2 è lunga e complicata perché non è facile mantenere la continuità per tutto il campionato. Anche quando si hanno delle partenze complicate c’è il tempo per recuperare, senza aspettare molto però. E’ importante posizionarsi bene per giocarsi i playoff nel migliore dei modi”.
Taranto a parte, i pronostici iniziali si può dire siano stati rispettati. Brescia imbattuta e Prata che ha perso solo una partita per esempio.
“C’è da dire che il campionato di A2 è basato molto sul lavoro e poi bisogna stare attenti a curare certi ruoli. Brescia è una delle favorite per vincere il campionato; anche anni fa con Taranto arrivò in finale. Ogni annata hanno provato a giocarsela. Prata di Pordenone lo scorso anno ha già fatto molto bene e si sono potenziati ulteriormente. Fare un passo alla volta è più facile rispetto a quando devi ricostruire tutto. Più si scende di categoria più si ha la possibilità, con il lavoro tecnico, alla fine dell’anno, di ottenere risultati importanti”.

Parlando invece di Taranto, dopo 4 giornate l’esonero di Graziosi e la scelta di affidare la panchina a Lorizio che ricopriva il ruolo di DS. Cosa è mancato e come valuta questa decisione?
“Non mi permetto di valutare e di fare il maestro. Penso che a Taranto abbiano fatto delle valutazioni e siccome è una società esperta, hanno optato per questa decisione. Non conosco la situazione interna e non mi permetto di entrare in queste situazioni.
Credo che abbiano tutte le possibilità per fare una buona annata, è chiaro che bisogna dare il tempo di trovare un ritmo di lavoro e un’organizzazione di lavoro che vada da sola.
Probabilmente questo non è avvenuto e ora stanno creando queste condizioni affinché avvenga. Lorizio ha fatto ottimi campionati di A2 in passato e bisogna dare un po’ di tempo a qualche giocatore, tipo Lawani che viene da un lungo periodo di stop ma che ha una grandissima esperienza. Taranto lo sa bene perché in quei due mesi della stagione 2022/2023 in riva allo Ionio è stato il miglior giocatore in termini di rendimento. C’è da recuperarlo bene e poi sicuramente farà la differenza. Non credo che sarà Brescia la partita dalla quale ripartire ma credo che Pino – Lorizio ndr – ha sfruttato questa settimana per alzare i ritmi di lavoro e cominciare a mettere in pratica le sue idee. E’ importante avere dei segnali di fiducia con Brescia e da quelli iniziare a fare risultati”.
A questo punto manca la figura del DS, quanto può essere penalizzante questa scelta?
“Non credo ci saranno grandi problemi perché Vito Primavera è un dirigente completo. Non dimentichiamoci che abbiamo vinto un campionato in A2 dove avevo un solo dirigente. Fu un’annata difficilissima caratterizzata dal Covid. Io ero manager e tecnico e ogni settimana dovevamo fare i test e quando usciva una positività significava perdere un mese di lavoro. Quell’anno cercai di ricostruire un’equipe tecnico-dirigenziale e facemmo un’annata strepitosa. Quello che conta è saper lavorare in palestra e creare delle certezze tecniche alla squadra”.

La settimana scorsa l’abbiamo intravista. Semplice spettatore o c’è altro (si vociferava di una sua consulenza tecnica al club rossoblu, ndr)?
“Sono due anni che non posso allenare per delle vicissitudini famigliari che sono confermate anche in questo periodo. Tra me e Taranto c’è sempre stato un bellissimo rapporto e ci sarà sempre. E’ una grande società, al di là delle difficoltà ma quelle vanno e vengono e certamente la fortificano. E’ vero ero a Taranto la scorsa domenica e nel poco tempo a disposizione avevo piacere nel venire a vedere la partita”.
Taranto e Gioia, due compagini che hanno investito tanto e dichiarato obiettivi ambiziosi ma che sono partite male optando per il cambio allenatore. Solo sfortuna oppure segno che in Puglia continua ad esserci una scarsa cultura pallavolistica?
“Ci sono diversi fattori, anche un pizzico di sfortuna. E’ sempre complicato fare dei risultati nel Meridione, serve una competenza elevatissima per cercare di riuscirci. Serve anche la fortuna perché, oltre alle coincidenze di mercato, bisogna considerare le difficoltà di un campionato agonistico. Un giocatore può non essere al top, il campionato inizia male e questo rende tutto più complicato. Al Sud queste complicazioni si accentuano perché addetti ai lavori molto competenti sono rarissimi. Quindi, non essendoci squadre che giocano ad alto livello, per esempio non c’è nessuna squadra in Superlega, non si formano addetti ai lavori adeguati”.
*foto Paolo Occhinegro