Nell’Indagine annuale sulla qualità della vita 2025 nelle province italiane, realizzata da ItaliaOggi e Ital Communications, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, report giunto alla 27ª edizione, Milano conquista nuovamente il primo posto, con ottimi risultati nella dotazione di servizi, reddito, gestione delle infrastrutture, vitalità del tessuto produttivo, seguita da Bolzano e Bologna,

Ancora in fondo alla classifica Caltanissetta (107ª), preceduta da Crotone (106ª), che scende di cinque posizioni in un anno e Reggio Calabria (105ª), che invece conquista un posto.

In Puglia, Bari, nella classifica finale sulla qualità della vita si posiziona al 66° posto su 107. In confronto al 71° posto del 2024 si osserva un miglioramento di 5 posizioni, che segnala un lieve progresso della performance complessiva rispetto allo scorso anno.

Taranto scende di due posizioni e si ritrova ancor di più in fondo alla classifica con il 101° posto su 107 province analizzate.In Puglia fa peggio soltanto Foggia che precipita di undici posti al 104° posto. 

Il peggiore risultato lo ottiene l’ambiente con il posto 103. La dimensione dell’ambiente è articolata in due sottodimensioni: quella negativamente associata alla qualità della vita comprende indicatori di impatto ambientale, mentre nella sottodimensione positiva figurano anche variabili il cui andamento può essere messo in relazione con le azioni degli amministratori locali.

Nella sicurezza è 98esima mentre salute e lavoro sono altri punti dolenti: i punteggi di entrambe le categorie collocano la provincia jonica al 96esimo posto. Per reddito Taranto conquista il 90° posto su 107 province mentre sull’istruzione si sale di un gradino alla posizione 89.

I “migliori” risultati sono quelli relativi alla popolazione (76° posto) e il turismo e cultura (61° posto) che tuttavia sono sempre nella metà inferiore della classifica e comunque segnano una regressione rispetto allo scorso anno.

L’ultimo posto la provincia di Taranto lo conquista esaminando i dati dei cosiddetti “Neet”. Il punteggio è zero, perché si è piazzata ultima proprio la ptovincia jonica. Nel 2025, nella dimensione della sicurezza sociale sono stati sostituiti 5 dei 12 indicatori in cui si articola. Ed è subentrato quindi il dato relativo ai Neet: si tratta della percentuale di giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati né in percorsi di istruzione o formazione, né nel mondo del lavoro. Nelle varie indagini il punto dolente resta questo: alla fuga dei cervelli corrisponde anche chi rimane sul territorio ma in cerca di un’attività o di un progetto di vita tutto da costruire.

Lo studio si articola in nove dimensioni d’analisi: affari e lavoro, ambiente, istruzione e formazione, popolazione, reati e sicurezza, reddito e ricchezza, sicurezza sociale, sistema salute, turismo intrattenimento e cultura, che hanno permesso di indagare la qualità della vita a livello locale.

Le 107 province sono state classificate in 5 cluster (Mediterraneo, Francigena, Adriatico, Padania, Metropoli. La qualità della vita nel 2025 è risultata buona o accettabile in 60 province su 107. Si tratta di un valore inferiore a quello registrato negli ultimi anni e quindi indicativo di un peggioramento, registra lo studio.

L’indagine conferma anche per il 2025 la frattura esistente tra il Centro-Nord e l’Italia meridionale e insulare. Nelle regioni del Mezzogiorno, inoltre, restano significative aree di disagio sociale e personale. La qualità della vita nelle province del Nord-Ovest risulta in leggero arretramento (19 province su 25 sono nei due gruppi di testa – qualità buona e accettabile – 2 in meno rispetto alla passata edizione).

*fonte Italia Oggi – Ansa

One Response

  1. C’è qualcuno che crede davvero che in una città con 1.400.000 abitanti, con un tasso di criminalità elevatissimo ed un costo delle vita ai limiti della sostenibilità si viva così bene? Il Corriere di Taranto dovrebbe rifiutarsi di pubblicare queste classifiche alle quali solo degli sprovveduti potrebbero credere.

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