Si è svolto un nuovo incontro con la Fondazione della Cittadella della Carità sulla grave situazione che si è determinata, sia per quanto riguarda le retribuzioni, sia per il futuro stesso di Cittadella.
“Esprimiamo profonda preoccupazione e disappunto per la totale mancanza, ad oggi, di soluzioni concrete da parte del management in ordine alle possibili vie d’uscita. Come Fp Cgil abbiamo chiesto espressamente a gruppo Neuromed di chiedere al Tribunale l’autorizzazione al pagamento in prededuzione delle retribuzioni del mese di ottobre, come già avvenuto nella fase iniziale del concordato. Purtroppo, la risposta è stata negativa e questo non fa altro che far aumentare le nostre preoccupazioni, fin da subito espresse, circa la reale volontà di Neuromed di rilanciare la struttura stessa” commenta il segretario del sindacato di categoria della Cgil Cosimo Sardelli.
“Ci è stato semplicemente comunicato che il 26 novembre ci sarà l’udienza in tribunale sull’istanza di ammissione al concordato preventivo e il 2 dicembre l’adunanza dei creditori per affrontare la questione della proroga delle misure protettive – prosegue Sardelli -. Riteniamo inaccettabile la mancanza allo stato di soluzioni concrete! Tanto più che è fortemente a rischio il futuro stesso delle lavoratrici e lavoratori e della stessa fondazione”.
“Per questi motivi abbiamo deciso, unitamente a tutte le le altre organizzazioni sindacali, la proclamazione dello stato di agitazione permanente e la messa in campo di tutta una serie di iniziative a tutela del futuro delle lavoratrici e dei lavoratori della Cittadella e della stessa fondazione – conclude il rappresentante sindacali della FP Cgil di Taranto -. Rileviamo con disappunto e stupore la totale assenza di interventi da parte delle istituzioni locali e della politica, totalmente silente, rispetto alla possibile perdita del posto di lavoro di 160 lavoratori nonché sulla scomparsa di un pezzo importante dell’identità collettiva del territorio. Noi non ci rassegniamo e andremo avanti nella lotta con tutte le nostre forze”.
La notizia del presunto maxi pignoramento ad opera dell’Agenzia delle Entrate è stata confermata dalla stessa parte datoriale, lo stesso mette a serio rischio non solo le retribuzioni per i circa 150 lavoratori della Casa di Cura ma il futuro #occupazionale degli stessi.
Inoltre, la sospensiva delle misure cautelative dopo il 15 settembre ha esposto la Fondazione Cittadella della Carità alle ingiunzioni ad opera dei creditori.
“Durante il tavolo, tenutosi negli uffici Amministrativi della struttura sanitaria, il CDA di Cittadella, sostanzialmente non ha fornito alcuna garanzia in merito alle tempistiche delle retribuzioni dei dipendenti, ma ha semplicemente ribadito che stanno studiando una soluzione che non metta a rischio il percorso fatto fin qui dalla Fondazione e che possa garantire contestualmente le retribuzioni – afferma Flavia Ciraci della segreteria territoriale della CISL FP -. Purtroppo non ci sono stati forniti ulteriori dettagli in tal senso. Ovviamente in assenza di fatti concreti CIS FP e le altre organizzazioni sindacali, hanno dichiarato lo stato di agitazione preannunciando altre azioni di mobilitazione, fino allo sciopero”.
La CISL FP Taranto Brindisi ha ribadito durante l’incontro che “non è più tempo di parole vogliamo fatti concreti. Non si possono chiedere ulteriori sacrifici a questa platea di lavoratrici e lavoratori, qualcuno deve trovare una soluzione in tempi brevi, le istituzioni territoriali e regionali devono intervenire. Motivo per cui oltre a proclamare lo Stato di agitazione, avevamo per tempo richiesto l’intervento della Task Force regionale, che ci ha convocato per il 4 dicembre prossimo – conclude la Ciraci -. Nel frattempo, attendiamo un riscontro a breve da parte del giudice fallimentare, per capire le tempistiche per l’eventuale approvazione del Concordato preventivo in continuità”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/11/14/la-crisi-della-cittadella-non-si-arresta/)

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