“La situazione occupazionale dell’ex Ilva è complessa, il Governo sta concentrando risorse ed energie per garantire i livelli occupazionali, la strada è complessa e la strategia di governo è continuare a operare con gli interventi necessari, è stato approvato un decreto legge per assicurare continuità operativa, tutelare i lavoratori direttamente coinvolti, riconoscere indennizzi al territorio; con il decreto in corso di pubblicazione sono stanziate risorse aggiuntive per integrare il trattamento salariale per dipendenti e impiegati in amministrazione straordinaria per cui si proroga la cigs nel 2025 e 2026.

Il confronto con le parti sociali non si è mai interrotto e dovrà individuare un soggetto acquirente che assicuri solidità industriale e prospettive di rilancio e tuteli livelli occupazionali e retribuzioni. E’ prioritario ricercare soluzioni concrete e tempestive per dare certezza al settore e alle comunità, il governo continuerà a mettere in campo ogni sforzo per tutelare il lavoro e rilanciare il sito produttivo, la trattativa è ripresa con la mia convocazione, sono segnali importanti della volontà di trovare soluzioni efficaci e congiunte”. E’ quanto ha dichiarato la ministra del Lavoro Marina Calderone al question time sull’ex Ilva di Taranto.

Adolfo Urso in una telefonata di congratulazioni al neo eletto presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha affrontato anche la questione ex Ilva. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, secondo quanto riporta il Mimit, nella telefonata ha illustrato a Decaro, in modo dettagliato, i principali dossier di politica industriale che interessano il territorio. Nel colloquio particolare attenzione è stata dedicata alla vicenda dell’ex Ilva, anche in vista dell’incontro unitario con sindacati, Regioni ed enti locali sedi degli stabilimenti del gruppo, in programma al ministero di via Veneto il prossimo 28 novembre.

Sull’ex Ilva, “è chiaro che l’eredità di tutto il decennio precedente sia grave, pesante. La soluzione è difficile, ma siamo impegnati in maniera continuativa a trovarla”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della presentazione della Nuova 500 Ibrida a Mirafiori, auspicando “il rilancio del sito di Taranto e dei siti ad esso connessi nel nord del nostro Paese”.

Come sempre, ha detto Urso, “ho risposto alle richieste specifiche che mi erano state fatte dai sindacati, dalle autorità locali, regionali e comunali, degli stabilimenti della Liguria e del Piemonte e poi successivamente anche da parte delle autorità locali, dei sindacati, degli stabilimenti di Taranto. Abbiamo fatto una riunione che vede insieme le due realtà produttive di quella che è e deve restare l’unica azienda, l’ex Ilva, in una fase estremamente difficile che stiamo portando mi auguro a termine, e per farlo è necessario una condivisione di intenti con tutte le parti”.

Il ministro del Lavoro, Marina Calderone

Il ministro ha sottolineato che “tutti i miei atti sono andati esattamente nella direzione della continuità creando le condizioni affinché fosse possibile la ripresa, attraverso una gestione commissariale di uno stabilimento che, come tutti sanno, nella precedente gestione ha subito gravi danni. Oggi forse non si ricorda appieno quello che accadde in quei giorni, perché in quella gestione furono chiusi due altiforni e il terzo altoforno, quando riuscimmo a prendere in mano l’azienda con i commissari straordinari, aveva appena un’autonomia di 4 giorni”.

Intanto è  stata in visita all’ex Ilva di Taranto, con una delegazione tecnica, una rappresentanza di Flacks Group, uno dei due fondi americani che lo scorso 26 settembre si è presentato alla gara per la vendita dell’azienda, dichiarando di essere interessato ad acquisire l’intero gruppo ex Ilva.

L’altro fondo é invece Bedrock, che si era già presentato alla gara precedente chiusa a gennaio. Peraltro il fondo Flacks non é mai venuto a vedere gli impianti di Taranto, al pari di Bedrock, al contrario degli azeri di Baku Steel e degli indiani di Jindal, presenti alla precedente gara ma non all’attuale, che invece gli impianti li hanno visti.

L’offerta di Flacks é stata giudicata nelle scorse settimane inferiore a quella di Bedrock. Flacks si presenta così sul proprio sito: “Specializzato nell’acquisizione e nel rilancio operativo di imprese di medie e grandi dimensioni in situazioni complesse in cui una soluzione rapida è di fondamentale importanza”.

Alla gara, Flacks Group si è presentato insieme a Steel Business Europe. Che risulterebbe essere un’azienda con sede in Slovacchia che opera nell’ambito dei centri di servizio metalli e dei grossisti di metalli vari. Con Bedrock, intanto, come reso noto dal ministro Urso, c’è stato un nuovo incontro con i commissari il 20 scorso per far avanzare il negoziato in corso.

Allo stato, Bedrock non avrebbe ancora formalizzato l’offerta in forma definitiva. E Bedrock é anche il fondo che inizialmente ha offerto praticamente nulla per l’acquisto dell’azienda e 3mila occupati nel gruppo su quasi 10mila, di cui 2mila a Taranto, e poi, di incontro in incontro, sarebbe salito a 5mila, la metà dell’attuale forza in organico.

Oltre a Bedrock e a Flacks Group, ci sono poi altri due gruppi extrauropei che, intanto, hanno avuto accesso alla data room dell’ex Ilva, dove possono visionare lo stato della società e quindi rendersi conto della situazione. Gruppi che hanno chiesto al Mimit che sia per ora mantenuta riservatezza sulla loro identità. E infatti l’unico particolare fornito dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso, é che si tratta di operatori extraeuropei. Si era parlato nei giorni scorsi di Qatar Steel, ma Urso ha detto che “non ci risulta”, ed ora circola l’ipotesi che uno dei due nuovi soggetti presentatisi per acquisire l’ex Ilva possa essere EM Steel, azienda siderurgica degli Emirati Arabi.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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