Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha approvato il “Progetto di deperimetrazione del SIN Mar Grande di Taranto: definizione delle indagini ambientali”, atto propedeutico e fondamentale per l’attuazione del Piano di caratterizzazione necessario a sottrarre le aree non contaminate dai vincoli del Sito di Interesse Nazionale (SIN) e fondamentale per lo sviluppo ed il rilancio dello scalo ionico.

Un risultato raggiunto a circa undici mesi dalla storica prima deperimetrazione – approvata con Decreto Ministeriale su impulso del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin – che con DM n.449 del 20 dicembre 2024 aveva interrotto un’attesa durata oltre venticinque anni, segnando l’inizio di una nuova era per la governance territoriale (fu la legge 9 dicembre 1998, n. 426, ad individuare, tra gli altri, l’area di Taranto come intervento di bonifica di interesse nazionale, mentre con il decreto del Ministro dell’ambiente del 10 gennaio 2000, venne definita la perimetrazione del sito di interesse nazionale di Taranto)..

Il progetto approvato è il frutto di una complessa e proficua concertazione istituzionale (sono state svolte diverse riunioni in questi mesi), coordinata dal viceministro al MASE Vannia Gava in stretta collaborazione con il Commissario Straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio, e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti, il Direttore Generale Economia circolare e bonifiche del MASE Luca Proietti, del Dirigente della Divisione III – bonifiche e risanamento del MASE Nazzareno Santilli, del Direttore Generale di ISPRA Maria Siclari, del Direttore Generale di ARPA Puglia Vito Bruno.

Il tavolo tecnico ha visto la partecipazione attiva e sinergica dei massimi organi di controllo e gestione del territorio, tra cui ISPRA, ARPA Puglia e la Capitaneria di Porto di Taranto, garantendo un alto profilo di rigore amministrativo e tecnico. Di assoluto rilievo, quale garanzia di eccellenza metodologica, è stato il contributo accademico fornito dal Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa), il cui gruppo di lavoro, è stato guidato dall’autorevole esperienza scientifica del Prof. Angelo Tursi.

Foto del gruppo di lavoro negli uffici del ministero dell’Ambiente a Roma

“L’approvazione del progetto – ha dichiarato il Commissario Uricchio – non rappresenta unicamente un traguardo tecnico, bensì la cristallizzazione di un inedito paradigma di cooperazione interistituzionale, capace di scardinare le inerzie burocratiche che storicamente affliggono le procedure di bonifica. A caratterizzare questo percorso è stata l’adozione di un cronoprogramma estremamente serrato, scandito da milestone mensili che sono state onorate con assoluta puntualità e rigore. Si è seguito un approccio simultaneo e integrato: ogni tavolo tecnico mensile non si è limitato alla verifica formale degli step pregressi, ma ha operato come sede decisionale risolutiva per le criticità emergenti. In tal senso, il lavoro svolto per il Mar Grande si erge a modello di efficienza replicabile, dimostrando che, ove sussista una chiara volontà politica supportata da eccellenza scientifica, la macchina amministrativa è in grado di rispondere con celerità e precisione alle istanze di sviluppo del territorio. Con l’approvazione odierna, Taranto conferma la propria volontà di coniugare transizione ecologica e sviluppo industriale, ponendo le basi scientifiche ed amministrative per proiettare il Porto nel panorama della logistica marittima globale”.

“Si concretizza un risultato che accogliamo con viva soddisfazione – ha dichiarato il presidente dell’AdSP del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti -. L’approvazione del piano di indagini ambientali per la nuova deperimetrazione del SIN “mar grande” giunge a conclusione di una  sinergica collaborazione tra i vari attori istituzionali che, grazie anche al prezioso supporto del mondo scientifico, permetterà al nostro Ente di proseguire, con maggiore celerità, il processo di transizione energetica del porto di Taranto che, oggi più che mai, ambisce a coniugare le attività logistiche esistenti con i progetti, in chiave green, che interesseranno lo scalo jonico nel prossimo futuro”.

Dalla riperimetrazione, vogliamo nuovamente ricordarlo, sono state escluse alcune aree: l’area c.d. “Ecologica” e “Rec.Sel.”, identificata catastalmente nel Comune di Taranto, le aree di proprietà della società Irigom S.r.l. l’area del “Distripark”, quella degli “ex Cantieri Tosi”, l’area oggetto dell’infrastruttura portuale Vasca di colmata a ovest di Punta Rondinella e l’area oggetto delle infrastrutture portuali cd. “Raddoppio IV Sporgente” e “Darsena”.

L’obiettivo è la restituzione agli usi produttivi e logistici di vaste porzioni dello specchio acqueo. La futura deperimetrazione, infatti, si configura (almeno nelle intenzioni) come la chiave di volta per l’operatività dello scalo: essa dovrà consentire di procedere con celerità ed efficacia alle operazioni di dragaggio dei fondali, condizione sine qua non per agevolare l’ingresso e la manovra di unità navali di grande tonnellaggio (Ultra Large Container Vessels e navi da crociera di ultima generazione). Processo a cui è legato l’intervento della realizzazione della vasca di colmata, di cui a lungo abbiamo trattato su queste colonne e sul quale presto ritorneremo.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/03/07/mar-grande-si-lavora-alla-deperimetrazione/)

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