La raccolta differenziata è un argomento molto dibattuto tra le strade dei quartieri tarantini,  infatti sono stati riscontrati problemi con il ritiro delle pattumelle. Camminando tra le vie di Taranto notiamo come ci sia un’abbondanza di rifiuti ai lati delle strade poiché non c’è il rispetto per l’ambiente.

Kyma Ambiente, l’azienda che gestisce i rifiuti e la raccolta, afferma  di essere a disposizione dei cittadini per fornire carrellati o pattumelle nelle zone dove la raccolta trova difficoltà ad andare a regime. Come nelle zone dei Tamburi, Paolo VI, Salinella, Taranto 2 ed alcune vie del borgo.

I tarantini scontenti accusano Kyma di aver fallito nella gestione del servizio, minando il decoro urbano e causando disagi ai cittadini.

Dove la raccolta differenziata non viene realizzata nella maniera corretta, l’azienda comunale ritiene di non essere dovuta a ritirare i rifiuti conferiti in maniera errata.

I cittadini non devono pensare di non rispettare l’ordinanza del sindaco. Kyma ha notato che una delle zone con più problematiche è il quartiere Tamburi.

Il presidente, Alfredo Spalluto, ha spiegato l’importanza di effettuare la raccolta differenziata per poter raggiungere gli obiettivi previsti, ricordando che la stessa non è facoltativa ma deve rispondere a degli obblighi di legge.

Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto, ha descritto la situazione attuale della città come “una sorta di discesa agli inferi”. Infatti nel rapporto ecosistema urbano, quest’ anno si è classificata all’ottantaduesimo posto, tre posti in meno rispetto all’ anno scorso.

Il sindaco Piero Bitetti si è detto disponibile ad un confronto con l’associazione ambientalista in modo da poter condividere le criticità che riguardano il capoluogo jonico.

Intanto, Mirko Di Bello, consigliere comunale di opposizione, ha proposto di convocare una seduta straordinaria monotematica della massima assise cittadina dedicata al servizio di igiene urbana dopo aver riscontrato i vari problemi emersi in queste settimane.

“È necessario che in aula vengano forniti chiarimenti sulle strategie operative, sull’efficienza e sulle prospettive del miglioramento del servizio’’, queste le sue parole.

Secondo i componenti del blog dell’IC Volta occorre trovare un’immediata soluzione ad un problema che non è riferito solo alle ultime settimane ma che parte da tempo addietro, ossia da quando è stata introdotta in città il sistema di raccolta differenziata che non ha mai raggiunto le percentuali previste dalla normativa.

I problemi derivano da due fattori: una parte della cittadinanza si ostina a non rispettare il calendario previsto per la raccolta differenziata e Kyma Ambiente che sceglie di andare allo “scontro” non raccogliendo i rifiuti conferiti in modo scorretto.

I cittadini vogliono vivere in una città pulita che profuma di mare e non di spazzatura, se si continua così Taranto sarà sempre più una discarica a cielo aperto.

Purtroppo, anche i turisti notano il degrado in cui versa una città che sta tentando di seminare una rinascita che in realtà stenta a germogliare.

Sicuramente non si vuole che Taranto sia identificata come sporca ed invivibile ma bensì che sia conosciuta come città che esalta le proprie bellezze naturali, come il mare, enogastronomiche come la cozza di cui tanto i tarantini vanno fieri, e storico-culturali come, ad esempio, il Museo Nazionale Archeologico ed il Castello Aragonese.

È sbagliato raccontare nel 2025 una città in questo modo? Oppure dobbiamo rassegnarci all’incuria?

 

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