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Il futuro degli impianti facenti capo agli stabilimenti ex Ilva oggi Acciaierie d’Italia potrebbe parlare americano, ma con un tassello chiave in arrivo dall’Europa dell’Est: una società di consulenza siderurgica slovacca. Alla nuova gara, chiusa alla mezzanotte dell’11 dicembre 2025, si sono presentati due soggetti statunitensi: Bedrock Industries e Flacks Group, quest’ultimo in cordata con Steel Business Europe.

Il sito specializzato Siderweb ha tracciato i profili dei due offerenti.

Se Bedrock Industries era già comparsa nella precedente procedura (quella lanciata a fine luglio 2024) e può contare su una lunga esperienza nel settore grazie al percorso maturato con Stelco, Flacks Group rappresenta invece una novità: sia per l’interesse verso l’ex Ilva, sia – più in generale – per la siderurgia. La scelta di Flacks, però, è stata quella di presentare un’offerta insieme a Steel Business Europe, realtà slovacca guidata da manager già protagonisti della transizione dell’impianto siderurgico di Smederevo in Serbia: dalla fase sotto US Steel al periodo di nazionalizzazione, fino all’acquisizione da parte dei cinesi di HBIS Group nel 2016.

Un elemento rilevante accomuna i profili in campo: sia l’esperienza di Bedrock sia quella dei fondatori di Steel Business Europe si è sviluppata soprattutto nella gestione di impianti siderurgici in difficoltà, con l’obiettivo di prepararne il rilancio e, spesso, di facilitare successive acquisizioni da parte di grandi gruppi internazionali, come gli statunitensi di Cleveland-Cliffs o i cinesi di HBIS.

Flacks Group è il private family office di Michael Flacks. La sede principale è a Miami (Florida), con uffici anche a Tokyo e Parigi. La specializzazione del gruppo è l’acquisizione di asset in difficoltà, sia industriali sia nel real estate. Ad oggi, tuttavia, Flacks non vanta esperienze rilevanti nella siderurgia: gli investimenti industriali più significativi risultano concentrati nei settori farmaceutico, chimico e nella trasformazione dei minerali destinati alle industrie della carta e della ceramica.

Steel Business Europe, invece, è una società di consulenza focalizzata sulla siderurgia con sede a Košice (Slovacchia), fondata nel 2018. Il board è composto da Stanislav Barica e Peter Kamaras, figure attive da anni tra Slovacchia e Serbia. Barica ha lavorato a lungo in US Steel Košice e nel 2015 è diventato amministratore delegato dell’impianto integrato di Smederevo per i prodotti piani, nel momento in cui la struttura è tornata sotto controllo pubblico dopo dieci anni di proprietà americana. Kamaras, a sua volta, ha avuto un ruolo centrale proprio nella fase di transizione che ha portato nel 2016 all’acquisizione da parte di HBIS, quinto produttore mondiale di acciaio, con una produzione superiore a 42 milioni di tonnellate nel 2024.

Bedrock Industries Management (Bim), con sede anch’essa a Miami, è stata fondata nel 2015 e gestisce una holding focalizzata su metalli, attività minerarie e risorse naturali. La società acquisisce e gestisce asset nei settori citati tramite operazioni di acquisizione, ottimizzazione, miglioramenti operativi e ristrutturazioni, con l’obiettivo di massimizzare il valore per gli azionisti. Dispone inoltre di una rete di fondi di investimento e family office che co-investono insieme a Bim. Il presidente e principale azionista è Alan Kestenbaum, che ha ricoperto il ruolo di presidente esecutivo e amministratore delegato di Stelco dopo l’acquisizione da parte di Bim nel 2016. Nel 2024 il gruppo Stelco è stato ceduto da Bim agli statunitensi di Cleveland-Cliffs, 22° produttore mondiale di acciaio (17,3 milioni di tonnellate nel 2023). Kestenbaum vanta oltre 30 anni di esperienza nella produzione, nel commercio, nella distribuzione e nella finanza nel settore metallurgico e minerario.

Ora non resta che attendere la valutazione che i commissari straordinari effettueranno sulle due offerte per capire se ci saranno margini di trattativa per la cessione degli asset industriali del gruppo.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/12/12/ex-ilva-fondi-americani-a-carte-scoperte/)

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