Settimana briosa a livello di calcio mercato in casa rossoblù. Arriva il giovane cubano Davide Incerti dal Ferrandina, al quale fa spazio Emanuele Calabria: che a dire il vero ci mancherà (e forse al ragazzo è mancato…Danucci) ma 16 presenze e 3 gol non sono bastati a garantirgli la permanenza.
Diciamocela tutta, altri componenti della rosa hanno reso molto meno rispetto a lui e rispetto alle aspettative, ma cantano come Vasco Rossi “Eh già, io sono ancora qua”. Ma vabbè…
Loiodice annuncia anche sui social di aver concordato con la SS Taranto la sua non partecipazione ai mondiali della Kings League.
Quindi il nostro numero 10 non potrà diventare “winter king”, e noi possiamo solo sperare che, per questo, non “scenda il gelo” (visto il periodo invernale) tra i protagonisti e che Loiodice possa tirar fuori palle di neve per mandare in gol i suoi compagni e per realizzarne altri e guidarci nel cammino verso la promozione, come stella cometa per i Re Magi Ladisa-Pagni- Panarelli e per la tifoseria rossoblu armata di poco oro, ancor meno incenso e tanta…birra.
Con l’acquisto di Enrico Zampa, invece, si cerca di applicare il “nomen omen” per dare la zampata decisiva e vincente nella scalata alla classifica. Giocatore che porta esperienza ed affidabilità in un centrocampo oggetto di forti cambiamenti, forse non ancora finiti (Etchegoyen va o resta)?
L’arrivo dell’attaccante Trombino rappresenta invece il giusto “strumento” per “accompagnare” Aguilera che da qualche settimana non può “cantare” più, a seguito di un fastidioso infortunio.
Per il nuovo arrivato garantisce mister Panarelli che lo ha avuto lo scorso anno a Barcellona…Pozzo di Gotto, nell’Igea Virtus e noi speriamo che il ragazzo mostri le sue “Virtus” segnando un…”Pozzo” di gol.
E proprio parlando di Panarelli, la squalifica subita è una macchia importante, che si sarebbe dovuto evitare. Serve infatti stagliarsi e distinguersi dalla mediocrità del contesto senza farsi coinvolgere e diventarne parte. Una lunga squalifica per lui dopo quella rimediata da Russo in Coppa Italia.
Ovvio immaginare cosa spinga due tarantini doc, a vivere con maggiore foga ogni situazione, ma sarebbe meglio, ognuno nel suo ruolo, mettere stimoli e motivazioni nelle partite e non nelle questioni o diatribe a contorno delle stesse, perché la potenza senza controllo…si sa…è nulla!
Nella giornata di giovedì era arrivato anche un terzino sinistro (fluidificante si diceva ai miei tempi che sono quelli di Antonio Cabrini e Rodolfo Cimenti), under lituano classe 2007 (beato lui) il cui nome è così complicato che credo di non averne le lettere sulla tastiera, per poterlo scrivere.
Viene anche lui dalla Fidelis Andria come Trombino; per la serie ADESTE…FIDELES (o Fidelis…appunto) per vederli giocare!
Nel frattempo la società annuncia la conferenza di presentazione del progetto Iacovone e del Piano strategico industriale, che abbreviato fa PSI ma qui la politica è bandita e quindi lo scriveremo solo per esteso.
Venghino signori venghino, qui si inizia a scrivere, comunque, a prescindere dalle risultanze del campo, un futuro diverso che possa mettere fine ad un periodo nel quale il livello culturale, progettuale ed economico di chi ha gestito il football locale è stato cosi basso, che i nani sono diventati giganti (cit).
E nel frattempo leggo (volutamente in maniera distratta), di indagini contro alcuni tifosi che avrebbero strategicamente “provocato” il declino dell’ultima, fallita, società calcistica tarantina.
E leggendo mi viene il solito rigurgito vernacolare che mi porta a due famosi detti:dal lato della presunta vittima, direi (sempre scusandomi per le sicure imperfezioni), che “Ù vove, chiame curnute ù ciucce!
Mentre per coloro che dovranno dimostrare la loro estraneità a certi (brutti) fatti, si attaglia meglio un: “Curnute, mazziate e…Cacciate de case”!
Anche se forse, per entrambe le parti in “causa”, andrebbe meglio un più semplice: “Chi è causa del suo mal…”.
Staremo a vedere se il corso della giustizia sarà veloce (?) come per altre indagini che, in passato, portarono addirittura al sequestro delle azioni (?) della società.
Contro il temibile e “spagnoleggiante”Gallipoli, Panarelli (sostituito in panchina dal vice Morea), nella domenica da poco trascorsa, decide di giocarsi l’artiglieria pesante in avanti e per farlo ripropone De Simone come under tra i pali.
I nuovi arrivati sono da subito in campo, segno che “il cantiere aperto” a Panarelli sta piacendo, magari con la speranza che arrivi subito uno squillo di…Trombino (e c’eravamo quasi…)
Loiodice ancora capitano (bel segnale) e prima del fischio d’inizio, tutti uniti i rossoblu tra campo e panchina per un abbraccio galvanizzante.
Pronti via e Zampa subisce un trauma cranico che lo costringe al cambio.
Dopo circa un’ora di gioco Panarelli manda un messaggio whatsapp al buon Morea per cambiare ben 3 pedine: entrano De Rosa per Corallini, Labianca (anche stavolta, da capire il perché, preferito a Monetti) al posto di Incerti e Vukoja per Marino.
Esce, poi, un Losavio stranamente poco lucido, per il rientrante Aguilera a dare centimetri in area avversaria e non solo. Infatti proprio una sua spizzicata (a metà campo) lancia Trombino verso la porta, preciso assist per Loiodice che stavolta non può proprio sbagliare e realizza il gol che avrebbe potuto cambiare la partita un’ora prima.
Potresti chiuderla a 3 minuti dal novantesimo ma a Trombino manca il fiato e stecca clamorosamente la nota a porta vuota. Non stecca invece il solito Pablo Aguilera che valorizza un pallone pregevolmente recuperato e messo in area da Di Paolantonio ed aggiunge alla collezione personale un altro “pezzo”, per il più tranquillizzante raddoppio.
Finisce al meglio una partita (resa) difficile nella quale anche stavolta il risultato rimane la cosa più positiva da raccontare anche alla luce delle vittorie casalinghe del Brindisi e (più sofferta) della capolista Bisceglie.
Il cantiere aperto di cui parla Panarelli avrebbe bisogno, probabilmente, di un portiere under, di un’alternativa valida ad uno stanco Hadziosmanovic e di un altro esterno alto.
Poi, se così fosse, sarà compito del “capo cantiere” (ovvero il mister) organizzare compiti e lavori in modo molto più funzionale e produttivo affinché l’opera (che chiameremo promozione) sia completata e consegnata nei tempi e modi previsti.
Diamo il tempo, che per fortuna ancora c’è, di “lavorare”, ma permettetemi di dire che con questi “operai” ci si aspettano “giornate lavorative” molto più interessanti di quelle viste sinora.
E per finire un accorato appello al Presidente Ladisa: arriva l’inverno e anche se Taranto non presenta climi cosi rigidi, perfavore, Presidente, acquisti un bell’impermeabile per evitare l’influenza; non quella “di stagione” ma quella più pericolosa dei soliti noti sempre molto propensi al “consiglio”.
Che da Trombino in campo, a trombone fuori, il passo (falso) è breve.
*a cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)
**foto Paolo Occhinegro