Ancora una volta a pagare il prezzo più alto di una situazione ormai cronica sono i lavoratori dell’impianto Pasquinelli di Taranto. Dal 24 dicembre 2025 infatti, saranno sospesi i conferimenti di rifiuti presso l’impianto di prima lavorazione e stoccaggio gestito dalla Daniele Ambiente S.r.l., come comunicato ufficialmente dall’azienda a Kyma Ambiente, al Comune di Taranto, alla Prefettura e agli enti competenti.

A confermare la notizia le organizzazioni sindacali FP CGIL Taranto, UILTUCS Taranto e UGL Igiene Ambientale. “Una decisione definita ‘necessaria’ dalla società per evitare violazioni ambientali e penali, a causa dell’impossibilità di avviare allo smaltimento i rifiuti già stoccati e del rischio di superamento dei limiti consentiti – affermano i sindacati -. Alla base della sospensione, il perdurare di criticità gestionali e la mancanza di risposte alle precedenti comunicazioni inviate alla committenza”.

“Sul piano sociale la situazione è ancora più grave. I lavoratori dell’impianto, infatti, non hanno ancora percepito le retribuzioni del mese di novembre e si trovano ad affrontare l’ennesima fase di incertezza proprio alla vigilia delle festività natalizie, periodo in cui dovrebbero ricevere anche la tredicesima mensilità” evidenziano UGL Igiene Ambientale, FP CGIL e UILTUCS. Che hanno inviato una formale richiesta di pagamento alla Daniele Ambiente, chiamando in causa anche Kyma Ambiente e il Comune di Taranto.

Secondo quanto riferito dai sindacati, l’azienda avrebbe a sua volta segnalato di non essere stata regolarmente pagata dalla committenza, una dinamica che continua a scaricare le conseguenze sui lavoratori.

“I lavoratori non possono continuare a essere l’anello debole della catena – sottolineano i segretari dei tre sindacati Cosimo Sardelli, Alfonso Galiano e Cira Basile, che ricordano come gli addetti dell’impianto Pasquinelli da circa tredici anni vivano una condizione di instabilità, segnata da cambi di gestione e sacrifici continui, compresa l’accettazione di inquadramenti contrattuali peggiorativi pur di garantire la continuità occupazionale.

I sindacati chiedono quindi il pagamento immediato di stipendi e tredicesima e annunciano l’avvio di uno stato di agitazione, con sit-in e iniziative di protesta davanti alle sedi istituzionali e aziendali a partire da lunedì 22 dicembre.

A rendere il quadro ancora più critico è il silenzio di Kyma Ambiente e del Comune di Taranto, nonostante i ripetuti solleciti inviati negli ultimi mesi. “Ad oggi non risulta alcun riscontro formale, né sulle risorse dovute né sulle criticità dell’impianto, con ricadute dirette sui lavoratori e sul servizio pubblico. Un’assenza di risposte che contribuisce ad aggravare una vertenza già segnata da tredici anni di precarietà, lasciando ancora una volta i lavoratori senza certezze” concludono FP CGIL Taranto, UILTUCS Taranto e UGL Igiene Ambientale.

(leggi tutti gli articoli sull’impianto Pasquinelli https://www.corriereditaranto.it/?s=pasquinelli&submit=Go)

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