Una campagna elettorale per le amministrative vissuta con grande emozione e l’occhio attento ai temi, un risultato significativo che ha permesso al MoVimento 5 Stelle di passare dal 4% delle precedenti amministrative all’11%, l’ingresso in opposizione in Consiglio comunale, con atteggiamento propositivo ma critico nei confronti di un’amministrazione che defiisce “troppo silente sui temi fondamentali”; infine, la candidatura alle regionali a sostegno di Antonio Decaro e il prossimo ingresso in Consiglio, lasciando il posto nella massima assise cittadina a Gregorio Stano. Forse, l’assessorato all’Ambiente in Regione.

Il 2025 di Annagrazia Angolano è stato tutto in salita, non solo dal punto di vista dell’impegno, ma anche dei traguardi raggiunti.

Nel riepilogare un anno ricco di avvenimenti politici come il 2025 partiamo dagli ultimi mesi dell’amministrazione Melucci: qual è il suo parere in merito?

“Preferisco non tornare sul passato, anche perchè in questo caso giocherei facile, me lo lasci dire. Prediligo di gran lunga i confronti ma, se proprio sono costretta, penso sia meglio parlare del presente, di quello che si può costruire attualmente.

Penso che l’epilogo dell’amministrazione Melucci sia stato un po’ sotto gli occhi di tutti, non credo ci sia granché da aggiungere: adesso dobbiamo lavorare per quello che si può fare ancora a Taranto e si deve soprattutto fare”.

Angolano stringe le mani al sindaco Bitetti nel corso della prima seduta del Consiglio comunale di Taranto

Ripercorriamo allora la campagna elettorale, che l’ha vista tirarsi fuori dallo schieramento di centrosinistra a sostegno di Piero Bitetti per correre in solitaria: ottenendo alla fine  un risultato piuttosto soddisfacente, peraltro.

“La campagna elettorale del M5S a Taranto è stata la prima ad aver affrontato i temi della città, chiedendo a tutti gli altri di esporsi. I contenuti per noi sono fondamentali e sono proprio i temi che ci portano ad essere vicini, per esempio, a delle forze politiche sempre progressiste, sulla condivisione dei temi.

Ed ecco perché ci siamo ritrovati in opposizione a Taranto con il centrosinistra mentre io, in Regione, siederò in maggioranza. Con Piero Bitetti non c’è stata la possibilità di confrontarci sui temi, che per noi costituiscono requisito imprescindibile di ogni condivisione politica. Su determinati argomenti non abbiamo conosciuto la posizione della coalizione e, col senno di poi, ci avevamo visto anche bene perché se io fossi entrata in questa maggioranza, sarei uscita subito dopo”.

A proposito di temi, per il consigliere del PD, Luca Contrario, è stata una campagna elettorale povera di temi e ricca di polemiche. 

“Forse Contrario si riferiva anche alla coalizione in cui era lui stesso: ricordo bene di aver contestato a quasi tutti i miei competitor di non entrare nei temi, nell’argomentazione e di non far comprendere pienamente la posizione che il futuro sindaco di Taranto avrebbe avuto in vista di importanti decisioni.

Speravo di stanare i miei avversari politici sulle decisioni avrebbero preso dinanzi all’AIA, sul fiume Tara, sulla raccolta differenziata. Ma le mie provocazioni sono cadute nel vuoto, si glissava e io penso che questo silenzio, che continua ancora oggi su temi fondamentali per Taranto, celi visioni poco chiare o, addirittura, una mancanza di visione in merito”.

Ritiene che in questi primi mesi di governo l’amministrazione Bitetti non sia stata abbastanza chiara su alcuni argomenti?

È un’amministrazione silente, che bisogna costringere a parlare su determinati temi, come ho fatto io quando ho chiesto di portare in Aula il tema dell’ex Ilva, questione di rilevanza addirittura nazionale. Un macro tema così importante doveva essere portato alla discussione e alla condivisione di tutte le forze politiche, ma anche per un aspetto squisitamente politico nell’interesse anche del primo cittadino, perché questo lo avrebbe aiutato anche da sindaco a non addossarsi da solo quella responsabilità grande di una decisione che poi ha preso.

Ma le cose non sono andate così, evidentemente è una politica che non vuole condividere tutto, è un’amministrazione troppo silenziosa nei suoi intenti e continuo ad avere il timore che questo nasconda una carenza di visione sui temi. Come è accaduto lo scorso 29 dicembre, quando siamo giunti a parlare in Consiglio comunale della evidente problematica dei rifiuti a Taranto solo su richiesta della minoranza, peraltro senza giungere a soluzioni concrete”.

Che tipo di opposizione ha fatto in questi mesi?

“Sicuramente non pretestuosa, ma propositiva. Il che mi ha permesso di votare a favore di provvedimenti della maggioranza che ritenevo congrui, ma anche di portare in Consiglio comunale delle proposte. Come è accaduto per la raccolta differenziata: ho parlato, dopo attenta documentazione, della possibilità di un impianto di compostaggio a biogas, a digestione anaerobica come dicono gli esperti, tema che l’amministrazione può ancora approfondire con gli esperti del settore. Ho sempre ribadito, inoltre, la necessità di un cambiamento culturale anche attraverso la divulgazione, l’informazione, la formazione, la sensibilizzazione, le campagne nelle scuole, con le associazioni, con i condomini, con le associazioni di categoria; insomma, tutta una parte preliminare che è necessaria e fondamentale perché ripeto e ribadisco stiamo parlando di un cambiamento culturale, e che non è stata presa in considerazione da questa amministrazione.

Insomma, a Taranto non c’è programmazione e lo si vede anche dalla mancanza di un assessorato allo sport proprio nell’anno dei Giochi del Mediterraneo. L’idea di avere dei tavoli di concertazione, seppure con delle persone competenti, a mio avviso non è opportuna, quantomeno in questo momento storico della città, che vive invece di incertezze; in questa fase non possiamo permetterci il lusso di non avere delle figure con delle responsabilità precise in ogni campo della società”.

Come è nata l’idea di candidarsi in Regione poco tempo dopo l’elezione al Consiglio comunale?

“Nasce da una condivisione con la forza politica, anche sulla scorta del grande risultato ottenuto alle amministrative (dal 4 all’11%), ma soprattutto dalla volontà di attuare punti importanti del programma, che a Taranto è più difficile portare avanti dai banchi della minoranza. Se in opposizione, nella nostra città, siamo riusciti ad ottenere dei piccoli risultati in termini di risveglio della coscienza dell’opinione pubblica, in Regione possiamo puntare a risultati molto più importanti. Quello che posso promettere è l’impegno costante da qui ai prossimi cinque anni”.

Quale sarà il suo impegno per Taranto in Consiglio Regionale?

“L’impegno per Taranto in Regione ha un grande valore ed è allo stesso tempo una grande responsabilità: ho la certezza che Taranto finora non abbia mai messo piede in Regione e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’impegno, dunque, sarà questo: dai trasporti alla sanità, dall’aeroporto di Grottaglie alla diversificazione economica del territorio tarantino, soprattutto per garantire maggiori opportunità ai nostri giovani, partendo dal rafforzamento dell’Università e con l’obiettivo dell’autonomia in tal senso. Senza dimenticare i comparti fondamentali dell‘agricoltura e del turismo, che necessitano di attenzioni e potenziamento.

E poi la legge Carbon Free, per fare in modo che, finalmente, dalla Puglia parta un segnale importante per il raggiungimento della ecosostenibilità e del limite doveroso alle emissioni inquinanti. Non parlo solo di ex Ilva, ma di tutte quelle realtà che possono condizionare il mancato raggiungimento di obiettivi importanti che le direttive europee e le sentenze internazionali ci obbligano a fare e che fino adesso, invece, non è stato rispettato. La Regione, in quanto organo legiferante, deve necessariamente invertire la rotta il più presto possibile, oggi e non domani. Dobbiamo liberarci di tutto ciò che condiziona il mancato raggiungimento dell’ecosostenibilità in ogni ambito, a partire da quello industriale”.

Secondo alcuni rumors, in realtà, in Regione lei sarebbe “in odore” di Assessorato all’Ambiente.

“I rumors sull’assessorato li lascio giustamente alla stampa, sono semplici ricostruzioni, anche legittime, basate sugli equilibri territoriali e politici e sulle esigenze di ciascuna terra rispetto agli obiettivi che la Puglia si sta dando. Non posso esprimermi, ma il M5S punta ad un lavoro di squadra e con un unico orizzonte, anche se io avrò sempre un occhio rivolto alla mia città”.

 

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