“È un dovere essere oggi qui in Ilva, incontrare, ascoltare i lavoratori e i lavoratori ed esprimere cordoglio per la famiglia di Claudio”.

Michele De Palma, segretario generale della FIOM-CGIL, ha il volto teso e gli occhi bassi mentre rilascia le dichiarazioni al termine della sua visita all’ex Ilva di Taranto, all’indomani dell’incidente mortale costato la vita al 47enne Claudio Salamida.

“La mia presenza qui – afferma il sindacalista – è per solidarietà nei confronti dei lavoratori. Ho ascoltato la rabbia per un infortunio mortale che non doveva accadere, ma anche la paura per quello che può succedere domani”.

Per De Palma il silenzio dell’esecutivo non è più accettabile: “È passato ormai più di un giorno – spiega – e dal Governo non c’è stata ancora alcuna convocazione. Noi riteniamo indispensabile che ci sia la convocazione a Palazzo Chigi e che la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ascolti quello che abbiamo da dirle”.

Focus, ovviamente, sullo stato degli impianti della fabbrica: “Qui c’è bisogno di interventi immediati nelle manutenzioni – afferma De Palma – nella messa in sicurezza degli impianti e delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Ma non solo: il lavoro resta una delle priorità per le sigle sindacali. “È necessario fermare gli ammortizzatori sociali – prosegue il segretario generale di FIOM-CGIL – bisogna che le persone tornino a lavorare per poter realizzare quel processo di decarbonizzazione che è necessario anche alla città. Ed è assolutamente indispensabile il fatto che si aprano le porte di Palazzo Chigi ai lavoratori dell’ex Ilva”.

“Perché se c’è un futuro possibile – conclude De Palma – questo deve essere fatto salvaguardando innanzitutto la vita di chi lavora”.

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