Confcommercio Taranto richiama l’attenzione delle amministrazioni comunali della provincia sull’urgenza di deliberare l’estensione della rottamazione quinquies anche ai tributi di competenza comunale, al fine di sostenere imprese e professionisti e consentire una corretta pianificazione finanziaria e fiscale.

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione, ampliando le possibilità di regolarizzazione delle posizioni debitorie pregresse. Tuttavia, come già avvenuto in passato, l’applicazione della misura ai tributi locali non è automatica e richiede una specifica deliberazione da parte dei Comuni, in virtù dell’autonomia regolamentare loro riconosciuta.

In particolare, Confcommercio ricorda che, ai sensi dell’articolo 52 del D.Lgs. n. 446/1997, gli enti locali disciplinano con regolamento le proprie entrate, anche tributarie, e possono prevedere modalità agevolate di riscossione e definizione dei carichi.

A sottolineare l’importanza della tempestività degli interventi è la presidente provinciale di Confcommercio Professioni, Antonella Testa, secondo la quale «la rapidità delle deliberazioni comunali è un elemento essenziale per garantire certezza normativa e consentire a imprese e professionisti di valutare consapevolmente l’adesione alla misura, pianificando flussi finanziari, investimenti e impegni economici in un contesto già particolarmente complesso».

Secondo l’associazione di categoria, ritardi o incertezze decisionali rischiano di ridurre significativamente l’efficacia della rottamazione quinquies, compromettendo uno strumento che potrebbe rappresentare un concreto supporto alla continuità aziendale, alla regolarità contributiva e al rilancio dell’economia locale.

«Confcommercio Professioni Taranto – dichiara Testa – chiede ai Comuni del territorio provinciale di esercitare pienamente l’autonomia riconosciuta dalla legge, evitando che l’assenza di decisioni o la frammentazione delle scelte locali generino incertezze e disparità di trattamento tra contribuenti. La rottamazione quinquies, se estesa ai tributi comunali, può diventare uno strumento di equilibrio tra le esigenze di bilancio degli enti e la sostenibilità economica per imprese e professionisti».

In una fase economica particolarmente delicata per l’area tarantina, conclude Confcommercio, l’estensione della misura ai tributi comunali rappresenterebbe un’opportunità anche per gli enti locali, che potrebbero migliorare la riscossione, e al tempo stesso offrire una concreta boccata d’ossigeno al tessuto produttivo, consentendo una regolarizzazione sostenibile dei debiti a chi continua a garantire lavoro e servizi sul territorio.

4 Responses

  1. Buonasera Caro Sig. Pietro Focaccia
    La Rottamazione Quinquies non è un regalo.
    E’ una seconda possibilità di pagare imposte e tasse spalmandole fino a nove anni, senza sanzioni e interessi.
    A Taranto, ma non tutti i tarantini, stiamo vivendo 15 anni di crisi consecutiva dell’acciaio.
    Decine di aziende hanno chiuso e portato i libri in Tribunale, centinaia di aziende sono in difficoltà economica e migliaia di dipendenti della Ex-Ilva e dell’indotto vivono a paga ridotta.
    Ma forse Lei vive sul pianeta di DUNE e quindi non si è accorto che Taranto è sempre più povera.
    Saluti
    Vecchione Giulio

    1. Caro sig. Vecchione, Taranto sicuramente è in una crisi profonda (a ben guardare anche l’Italia intera e non solo) ma se le aziende, o contribuenti che dir si voglia, non hanno moneta sonante ora e viene loro data la possibilità di spalmarla in più anni (uno, dieci, cento, mille), le tasse relative ai successivi anni verrebbero sommati a tali vecchi importi. Con quali certezze che siano poi esigibili? Spalmeremo ulteriormente per i prossimi millenni? E coloro, non sono pochi, che hanno regolarmente pagato, anche con sacrifici (anzi, si dice che chi meno ha, prima paga), come pensate che sii sentano? La platea degli inadempienti tende ad allargarsi sia per la crisi che per l’alta probabilità che arrivi puntualmente una sanatoria (da un po’ di tempo si chiama “rottamazione”). Un qualunque Tizio che vada a chiedere denaro in prestito si ritroverà a pagare degli interessi. Perché gli inadempienti dovrebbero essere agevolati nell’avere il debito spalmato e, inoltre, non pagare alcun interesse? Ciò comporta un indebitamente delle Amministrazioni che saranno assoggettate, loro sì, agli interessi. Questi interessi chi li pagherà? I soliti fessi (pardon, mi è scappata!).

  2. Buonasera
    La rottamazione quinquies vedrà l’ applicazione del tasso del 3% dalla seconda rata, quindi non sarà a tasso zero.
    Ha ragione sul secondo punto
    O si paga il regresso o il debito fiscale corrente,ma diventa difficile coprire entrambi con una economia asfittica.
    E allora cosa facciamo?
    Chiudiamo tutte le attività economiche non in regola con il fisco e campiamo con i sussidi statali???
    E finito anche il reddito di cittadinanza e resta solo il reddito di inclusione, naturalmente non per tutti.
    Per lo Stato è meglio avere un esercito di assistiti o un esercito di persone che cerca di ritornare in regola con le imposte?
    E dico cerca!!!!
    Pensiamoci almeno due volte prima di fare queste uscite da giustizialista.
    Basta poco per ricevere montagne di richieste di pagamento dal fisco.
    Basta poco per trovarsi a dover scegliere se mangiare a casa o pagare Iva e Irpef su somme non incassate, perché si è stati bidonati.
    Saluti
    Vecchione Giulio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *