Settimana caratterizzata da alcuni colpi di mercato “under” da parte del direttore Pagni,che, in un gioco di colori, va a…rinverdire la rosa.
Con l’estremo difensore Mastrangelo (omonimo del pallavolista e tedoforo mottolese) il Taranto prova (finalmente speriamo) ad “alzare il muro” davanti alla porta, mentre l’ex gallipolino Sansò viene ad irrobustire il reparto under esterni, con caratteristiche diverse da quelli già a disposizione, in previsione di una stagione ancora molto lunga ed intensa nella quale ci sarà bisogno di tutti.

E chissà se ci sarà bisogno ancora dell’altro under, sempre quello dal nome impronunciabile che, da quando è arrivato, ha diviso le sue giornate tra panca ed infermeria. Non pervenuto insomma…

Arriva poi, attraverso i social, il messaggio di commiato di Panarelli, pienamente condivisibile negli auspici di unità e coesione dell’ambiente, per invertire la rotta e creare un ambiente positivo.

Meno chiari (a chi scrive) altri concetti espressi, tipo l’aver accettato consapevole di trovare “un gruppo tutto nuovo da assemblare”.  Lo stesso gruppo che dopo un mese, al momento dei saluti, diventa, sempre a suo dire, “sano ed ORA molto forte e competitivo”.

Proprio nell’ottica di una critica costruttiva (altro concetto rimarcato dall’ex trainer) il mio pensiero è che il gruppo sia cambiato su precise indicazioni dello stesso Panarelli (un esempio su tutti Trombino, suo ex giocatore da subito preferito ad Aguilera) e che quel gruppo, definito “ora forte e competitivo”, è lo stesso che gli era stato messo a disposizione.

Precisiamo (per i più maliziosi): con l’attuale trainer rossoblu non esiste alcun tipo di “conoscenza personale”, tanto che dopo la partita contro il Novoli, su questo spazio si è anche ipotizzata la necessità di un cambio in panchina; credo però sia giusto rimarcare che il “gruppo tutto da assemblare” fosse molto più oggettivamente quello “accettato” a scatola chiusa da Danucci il 14 agosto con l’inizio del campionato fissato per il 4 settembre.

In poche parole, grazie a mister Panarelli per la disponibilità e l’attaccamento ai colori rossoblu (assolutamente innegabile) ma le valutazioni tecniche ed “ambientali” espresse nelle sue parole di “congedo”, non mi trovano del tutto d’accordo.

Il tempo per incidere sul rendimento della squadra (nel quale l’ex mister individua la causa di tutti i mali e recrimina per averne avuto poco) invece c’è stato e purtroppo, guardando ora la classifica, è stato decisamente tempo…Perso, come i tanti punti lasciati sul campo (e su che campi!…) che hanno mortificato le velleità di vittoria del campionato.

Celentano cantava “Il tempo se ne va”; per noi, oltre il tempo (con Panarelli) se ne è andato anche il sogno promozione diretta. Non so dirvi se la mia critica sia costruttiva, ma oggettiva lo è di certo.

Contro il Galatina il Taranto voleva scartare una caramella per addolcirsi la bocca e la classifica.

Detto del rientro di Hadziosmanovic, della conferma di Martinkus tra i pali e dell’esordio di Sansò, Danucci schiera, un po’ a sorpresa, Marino e non Zampa al posto dell’acciaccato Incerti. La sblocca Lo Savio, nuovamente in spettacolare sforbiciata formato bustina delle figurine Panini.


Poi il Taranto sciupa, rischia giusto qualcosa, ma proprio allo scadere, quando gli animi si stavano un po’ riscaldando, è proprio il giovanissimo Sansò a festeggiare l’esordio in maglia rossoblu siglando il raddoppio con un gran tiro, al termine di una encomiabile sgaloppata, premiata dall’assist del sempre illuminante Vukoja; gol che risparmia qualche minuto di sofferenza ai supporter rossoblu.

Altra vittoria resa vana dai successi altrui in un campionato nel quale, purtroppo, ci sono “ghost team” come Foggia Incedit e Virtus Mola che rendono la rimonta, di per sé già difficile in un campionato più competitivo ed equilibrato, praticamente impossibile.
L’obiettivo sarà sempre e comunque vincere, soprattutto gli scontri diretti, per aumentare la fiducia e per guadagnare posizioni migliori in ottica playoff.

In Coppa Italia, invece, saranno tutte finali a partite ovviamente dalla doppia sfida contro il Bisceglie ed in questo senso speriamo che Lo Savio, uscito precauzionalmente contro il Galatina per un problema fisico, possa dare il suo solito notevole contributo.

Per quanto visto anche ieri, la squadra potrebbe e dovrebbe ancora giovare di qualche chirurgico innesto migliorativo. Attendiamo la chiusura del mercato per capire se mister, direttore e…Società saranno dello stesso avviso.

Citazione per il direttore di gara, la signora Mancini di Macerata che, sino all’85simo minuto (momento in cui ha ammonito il Russo del Galatina) ha lasciato tutti con il dubbio che avesse dimenticato i cartellini a casa, sorvolando su evidenti trattenute di maglia che, nel cosiddetto calcio moderno, sono considerate antisportive e pertanto punite con il giallo. Tutto bene quel che finisce bene, ma in un altro contesto di partita e di posta in palio, anche questi sono dettagli che possono incidere…Eccome!

Infine, chiusura “dedicata” alla presenza, allo stadio Italia di Massafra, di una ventina di tifosi ospiti; in uno stillicidio di divieti, una nota piacevole, flebile ricordo di sfide antiche disputate, in altre categorie, all’insegna del tifo e del campanilismo.

Ma questo appartiene al passato, ora tocca disegnare un futuro a forti tinte rossoblu e scrivere pagine di una nuova storia partendo, necessariamente, da una lettera ben precisa…La D!

*a cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)

**foto Paolo Occhinegro

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