L’Aula della Camera ha definitivamente approvato il Dl con le “Disposizioni urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva”, nel testo identico a quello licenziato dal Senato la settimana scorsa. I sì sono stati 136 e 96 i no, (quattro gli astenuti).
Il provvedimento autorizza Acciaierie d’Italia ad utilizzare i 108 milioni residui trasferiti da Ilva per garantire la continuità operativa degli impianti, mentre con una modifica introdotta in Commissione a Palazzo Madama è stata prevista la possibilità di un ulteriore finanziamento fino a 149 milioni per il 2026 in favore di Ilva se la procedura di cessione a terzi non si conclude entro il 30 gennaio 2026, sempre con la finalità di consentire la prosecuzione dell’attività produttiva.
Lo stanziamento sarà deciso con decreto del ministro delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il ministro dell’Economia. La richiesta sarà “avanzata dall’organo commissariale sulla base di un piano di gestione transitoria correlato allo stato e ai tempi della conclusione della procedura di cessione dei compendi aziendali”. Ilva spa, in amministrazione straordinaria, potrà “procedere direttamente all’utilizzo delle risorse ovvero trasferirle, su richiesta dell’organo commissariale, ad Acciaierie d’Italia Spa in amministrazione straordinaria”. La misura precisa inoltre le modalità di erogazione (in conformità alla Comunicazione della Commissione relativa alla revisione del metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione 2008/C 14/02, applicando il tasso di riferimento maggiorato di 400 punti base) e di restituzione del finanziamento (entro sei mesi dall’erogazione, a valere sul ricavato della cessione a terzi del compendio aziendale e con responsabilita’ solidale della societa’ cessionaria del compendio aziendale in caso di insufficienza di tali risorse).
La disposizione specifica, inoltre, che l’erogazione del prestito non potrà avvenire prima che sia stato autorizzato dalla Commissione europea.
Tra le altre misure del decreto legge figura, a seguito di un’altra modifica, lo slittamento di un anno (dal triennio 2025-2027 al triennio 2026-2028) del periodo per fruire delle risorse per l’indotto tramite il fondo ad hoc del Mimit che ha una dotazione di 1 milione per ciascun anno del triennio.
Con l’articolo 3 del Dl si specifica che le imprese di interesse strategico nazionale, in amministrazione straordinaria non liquidatoria, ammesse al programma di cessione dei complessi aziendali, non sono da ritenersi in stato di difficoltà e possono accedere agli incentivi del Fondo per la transizione energetica nel settore industriale.
Sempre al Senato è stata soppressa la possibilità per queste imprese di accedere agli indennizzi relativi al mancato accesso alle agevolazioni previste per far fronte al caro-energia e il relativo stanziamento di circa 29 milioni nel biennio 2025-2026. L’articolo 4 prevede uno stanziamento in favore della società Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria di 8,6 milioni nel 2025 e 11,4 milioni nel 2026 per l’integrazione della misura del trattamento di integrazione salariale straordinaria percepito (anche ai fini formazione professionale per la gestione delle bonifiche) negli anni 2025 e 2026 da lavoratori dipendenti dei relativi stabilimenti produttivi.
(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)