“In Puglia al Collocamento mirato (l’ufficio che favorisce l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità o appartenenti alle altre categorie protette previste dalla Legge n. 68 del 12 marzo 1999, ndr) sono iscritte circa 100mila persone; il dato, riferito al 2024, è sicuramente spurio perchè include anche persone che non hanno disabilità, ma si tratta ugualmente di una cifra alta, che per Taranto e provincia si attesta sui 10mila iscritti. Insomma, numeri che rappresentano la necessità sempre più urgente di rendere l’ambiente di lavoro quanto più accessibile ed inclusivo”.

Antonio Giampietro, Garante per i diritti delle persone con disabilità della Regione Puglia, applaude al progetto presentato questa mattina a Taranto, che mira a supportare le piccole e medie imprese del territorio nel processo che rende più accessibile ed inclusivo il posto di lavoro.

L’iniziatriva, intitolata “Inclusione Accessibile: Promozione e Servizio di Disability Management per le imprese”, è promossa da Confindustria Taranto in collaborazione con la FE.D.MAN (Federazione Disability Management), il Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Puglia, l’Arpal e con il patrocinio del Comune di Taranto.

Il superamento di questa grande emergenza dell’inclusione lavorativa per le persone con disabilità passa anche e soprattutto dal concetto di lavoro che permette di superare le difficoltà e dona dignità: agevolare l’inclusione intervenendo sull’ambiente equivale, in quest’ottica, a fare in modo che tutti possano mettere a frutto le proprie competenze e offrire alle aziende stesse quello che sono.

“Un progetto innovativo – prosegue Giampietro – per la prima volta in Puglia e sono contento che lo stiamo facendo qui a Taranto, con Confindustria Taranto, che da diverso tempo ha dato la sua disponibilità all’inclusione delle persone con disabilità all’interno delle proprie aziende”.

Corsi di formazione specifici, consulenza specialistica e strumenti pratici per facilitare l’accessibilità sul posto di lavoro: sono le componenti principali dell’iniziativa, che al momento coinvolgerà una decina di aziende del territorio ionico ma conta di espandersi ulteriormente.

“Questo progetto – ha spiegato il presidente di Confindustria Taranto, Salvatore Toma – rientra in un protocollo d’intesa che abbiamo firmato mesi fa con il Garante della disabilità, con la Regione Puglia e con l’ARPAL: vogliamo fornire delle direttive importanti alle nostre aziende, delle visioni, perché oltre ad essere resilienti le nostre aziende hanno visioni futuristiche”.

Fondamentale, all’interno di un posto di lavoro accessibile ed inclusivo, è la figura del Disability Manager: “Serve ad aiutare l’inclusione dei disabili nelle aziende – aggiunge Toma – e preparare l’azienda a questo significa consegnare veramente una visione futuristica che oltre a innovare, fa crescere la visibilità e l’importanza del nostro tessuto imprenditoriale. Perchè il messaggio che vogliamo lanciare è proprio questo: una persona con disabilità in azienda non è un costo in più, bensì un investimento“.

Una visione che si apre ad un inquadramento più corretto del tema della disabilità, che viene traslata dalla persona al luogo in cui si lavora: “Il concetto di disabilità – afferma Haydée Longo, presidente ad interim di FE.D.MAN – a partire dalla Convenzione ONU del 2006, si è completamente rivoluzionato: oggi è assodato che la disabilità in realtà è data più dall’ambiente che dalla persona. Quindi è importantissimo riuscire a lavorare sull’ambiente per renderlo accessibile e inclusivo, abbattere tutte le barriere che sono poi il vero ostacolo e il vero motore della creazione di disabilità”.

Ma come giungere, concretamente, a questo obiettivo: “In diversi modi – spiega la Longo e attraverso la figura imprescindibile del Disability Manager, che serve proprio ad accompagnare le aziende nel trovare le soluzioni più concrete e più utili alla persona, ma anche all’azienda stessa per favorire una produzione di valore che sia congiunto. Si parla infatti soprattutto anche di accomodamenti ragionevoli, quindi strumenti che vadano incontro ai bisogni del dipendente e siano al tempo stesso ragionevoli per il datore di lavoro. Questi possono variare a seconda del contesto e a seconda delle necessità della persona. Alcuni esempi? Possiamo avere bisogno di software tecnologici che possono essere di supporto. Oggi l’evoluzione tecnologica ci dà la possibilità di usare strumenti molto validi con anche costi decisamente ridotti. Pensiamo alla rivoluzione che sta portando l’intelligenza artificiale anche per favorire l’accessibilità in diversi contesti e con differenti strumenti, ma possiamo avere anche soluzioni che vanno ad elaborare, per esempio, un piano organizzativo diverso, collocare la persona in un contesto con orari diversi. Uno smart working può essere un grandissimo accomodamento ragionevole, così come può non esserlo, perché tutto poi dipende dalle esigenze della persona concreta”.

Il progetto si inserisce in una concezione più ampia, che rientra nel welfare e nelle politiche sociali e mira al raggiungimento dell’autonomia personale: “È terminata l’epoca in cui si tendeva ad ovattare le persone con disabilità, accentuandone l’isolamento e l’esclusione – afferma l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Taranto, Sabrina Lincesso – il Comune di Taranto è al fianco di questo progetto moderno, perché utilizzare l’inclusione lavorativa come strumento per contrastare la marginalità è un segno di modernità. Resta la necessità di fare rete sul territorio con le realtà per garantire maggiore benessere alla nostra cittadinanza. L’amministrazione Bitetti crede fortemente in un welfare abilitante, in un welfare che crea queste alleanze”.

La concezione nuova rispetto alle persone con disabilità non si rifà, quindi, alla condizione di ciascuno, differente l’uno dall’altro, ma all’ambiente che deve essere modificato per permettere a tutti di mettere al centro il proprio essere e la propria persona.

“Non è essere ciechi, camminare su una sedia a rotelle o essere sordi che fa persone con disabilità – conclude Giampietro – ma la disabilità è nell’ambiente che ci circonda, che ci impedisce di essere noi stessi e di mettere a frutto quello che siamo”.

 

One Response

  1. Taranto è l’emblema dell’importante è partecipare; ma a proposito di disabili come caz fanno ad attraversare la strada se ci sono i cestini verdi del vetro davanti le strisce pedonali?( Questi carrelli del vetro dovrebbero stare accanto i portoni condominiali !!) Mistero,adesso fanno i premurosi in un paesotto dove ognuno deve pensare al suo cu ,inutile a dirsi.. è semplice partecipazione a qualcosa che viene imposto da qualcuno ,classico dei sinistri che più passano gli anni ,più Taranto fa letteralmente cagare ( tutto merito loro ) ma ormai leggiamo tutto il contrario di tutto ,Taranto nel frattempo diventa sempre più inqualificabile e a basso contenuto ,ma tutti vivono nel famosissimo detto tarantino ce ne be futte a mme e tutto il resto è noia .

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