“Michael Flacks forse fa una bella coppia con Urso, perche’ come il ministro dice una cosa e dopo l’esatto contrario. E’ una caratteristica comune di tutti e due”.
Lo ha dichiarato all’AGI sull’ex Ilva e sul finanziere americano Michael Flacks, a capo dell’omonimo fondo americano, Loris Scarpa, della Fiom Cgil nazionale che oggi e’ stato a Taranto nel siderurgico e alla Vestas.
“Sino all’altro giorno – afferma Scarpa – Flacks diceva che voleva lo Stato al 40 per cento, adesso dalle ultime dichiarazioni pare di capire che e’ in grado di fare tutto lui. Questo neanche non lo consideriamo. Sia invece Palazzo Chigi a dirci cosa hanno intenzione di fare.
Il problema principale dell’Ilva è la governance dell’azienda, secondo il sindacalista: “Quando c’era Invitalia, era Mittal che decideva, non Invitalia”, osserva. La richiesta del sindacato è che la governance sia pubblica, come elemento di garanzia, ma questa discussione non è mai stata fatta.
Scarpa critica anche l’atteggiamento del Governo, che secondo lui è stato “ballerino” sul tema. Riguardo al coinvolgimento di privati, come Marcegaglia, Metinvest e Danieli, Scarpa afferma che i nomi li apprendono dalla stampa e che intanto hanno bisogno che Metinvest e Danieli risolvano la questione Piombino, sulla quale si sono impegnati.
Il sindacalista esprime la preoccupazione dei lavoratori, che sono sfiduciati e non vedono una prospettiva per il futuro. “Le persone non solo sono preoccupate per come lavorano o perché in cassa integrazione, ma non riescono a capire che prospettiva avranno”, dice. La Fiom ha già avvertito il Governo che la credibilità è in gioco, poiché i lavoratori ne hanno sentite tante.
Scarpa conclude che il Governo sta giocando a “risiko” mentre l’Ilva e i lavoratori stanno perdendo. “Qui si perde la più grande impresa industriale e si perdono anche 10mila persone, che salgono a 20mila con l’indotto, che si sentono completamente escluse e messe da parte”.