Settimana senza grossi scossoni quella che porta il Taranto verso l’insidioso match contro l’Acquaviva. Di Meo impunito, ovviamente se n’è già parlato.
Purtroppo nell’epoca del Var, telecamere in ogni pertugio e goal technology, in Eccellenza (ma non solo) puoi fare ciò che vuoi, basta che l’arbitro non lo riporti sul referto.
E quindi (almeno per ora) nessuno si è scomodato, nemmeno, che ne so, per togliere al “ditomedista” i punti sulla patente (o sul patentino) grazie al quale guida il trattore nerazzurro.
Anzi, leggendo le parole del presidente Tisci, i vigili (ovvero ispettori di campo) li manderanno a Massafra in occasione di Taranto BIsceglie, pronti a fare le multe a qualche indisciplinato tifoso rossoblu che dovesse… “imprecare pericolosamente in curva”.

“Deciderà la Procura Federale”, ha sentenziato il Capo del Palazzo, ma considerato il rapporto tra il calendario delle partite rimaste e le calende greche dei tempi necessari per una sentenza definitiva, colui che si è macchiato di un gesto gravissimo (sicuramente più grave di qualche parola costata un mese di squalifica all’ex mister rossoblu Panarelli), continuerà ad accomodarsi tranquillamente in panchina nelle ultime decisive giornate di questo campionato.
E meno male che tirava aria strana…Da queste parti.

“Le partite che restano sono tutte da vincere”, ha ribadito mister Danucci alla vigilia.
D’altronde in un campionato monco di due squadre (la Virtus Mola prosegue per onor di firma) e nel quale neanche la quarta e la quinta (Canosa e U.C. Bisceglie) riescono a fermare Brindisi e Bisceglie, c’è da pensare solo ai playoff (e la bocca tua sarebbe pure di zucchero…).

Invece, la partita con l’Acquaviva è servita per ricordarci che continuiamo a giocare senza un “playmaker” vero (sia Di Paolantonio che Vukoja sono adattati nel ruolo) e che se quei tre in attacco non girano e non fanno gol, le alternative sono come la coca cola senza (?) zuccheri…Zero!
Con queste premesse anche gli eventuali playoff li affronteresti con tante, irrisolte, incognite.

L’aveva sbloccata ancora lui, ormai collaudato “bomber Guastamacchia”, a dimostrazione che la pericolosità sui calci da fermo sta diventando (almeno quella) una peculiarità dei nostri. Poi capita che Martinkus (in una prestazione sino a quel momento positiva) finisce col regalare palla e pareggio agli avversari e ti fa rivivere incubi che, tra quei pali, pensavi di aver dimenticato. Chissà se ora Martin(kus) per un punto, oltre la cappa, perderà anche il posto da titolare.

Partita che, come già capitato altre volte, ci complichiamo da soli, contro un avversario in “scioltezza mentale” alla ricerca non certo di punti utili per la classifica ma di sola gloria, sancita con merito dal triplice fischio, nonostante un recupero fiume dal quale il Taranto non riesce ad emergere.
Insomma, sintetizzando il tutto con un vecchio detto, modificato ad hoc per la circostanza:
“Acqua…viva in faccia ai morti”…

L’esclusione del Foggia Incedit (lo avevamo detto che erano Impedit e infatti ora gli hanno impedito di giocare) ci aveva dato la sensazione illusoria di un riavvicinamento al vertice.
Ci sarà, tra l’altro, da fermarsi un turno e attendere il risultato del Bisceglie per ridisegnare definitivamente la classifica nei piani alti.
Negli scontri diretti è custodita la chiave per i playoff.
Non sarà facile, anzi, tutt’altro, soprattutto se abbiamo davanti agli occhi la prestazione di ieri, ma ancor più i problemi strutturali che ci trasciniamo (e ormai ci trascineremo) sino alla fine di questa già tormentata stagione.

Che poi ritornano in mente le parole del dg Camicia di qualche settimana fa (cerchiamo un vice Aguilera) e viene da chiedersi se anche il ds Pagni sia stato avvisato di questa intenzione, o stia ancora cercando di mettere a posto i “pistoni del trombino”.
Evanescente centravanti che, nel frattempo, dichiara in un’intervista che sta “oliando” lo strumento e si prenota per la sinfonia finale del campionato.
Dovrà essere una marcia trionfale, visto che, per ora, lo spartito dell’attaccante (giunto nel mese più “stonato” del campionato rossoblu), è rimasto tristemente senza note (e gol) sul pentagramma.

Si tratta, ormai, solo di attendere i verdetti del campo, che sinora ha detto tantissimo senza che, ahinoi, nessuno sapesse ascoltare.
Perché ciò che la tifoseria chiede è che nella flotta di “Puglia Sky” possa prendere finalmente il volo anche un velivolo che chiameremo “Taranto Star”.
E invece siamo qui, periodicamente, a recriminare per l’ennesimo treno (altro che aereo) perso. Quando si dice “il viaggio della speranza”.

Per finire, anche se non amo struggermi nel ricordo dei tempi passati, lasciate all’editorialista vintage un piccolo spazio per salutare un umile ed onesto (e per questo indimenticato) terzino destro rossoblu.
Carmine Caricola, (autore tra l’altro di un gol che consentì al Taranto di eliminare la Lazio dalla Coppa Italia) faceva parte di quella epica formazione dell’anno della promozione in B con il Cav. Pignatelli che affrontò, con coraggio e merito, anche la Juve di Platini al Comunale di Torino.
Formazione che, ancora oggi, pura poesia, ricordo e “declamo” a memoria: Paese Caricola Frigerio Sgarbossa Scoppa Tanzi Bertazzon Di Giaimo Chimenti Bizzotto Formoso.

*a cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)

** foto di Paolo Occhinegro

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