«Il cibo è accoglienza». È stato questo il filo conduttore dell’incontro pubblico organizzato dal Tavolo per il Turismo del Comune  che si è svolto nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città come tappa del percorso di avvicinamento ai XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Un confronto operativo che ha riunito istituzioni, mondo accademico e rappresentanti delle categorie produttive. La gastronomia come espressione identitaria e strumento concreto di ospitalità internazionale.

A moderare l’evento è stato Sandro Esposito, coordinatore del Tavolo e vicepresidente del Comitato organizzatore locale. «Mancano poco più di sei mesi – ha ricordato – allo start dei Giochi del Mediterraneo. Siamo entusiasti e orgogliosi di far venire qui a Taranto tantissime persone. Sono 26 Paesi di tre continenti diversi, però dobbiamo essere tutti pronti».

«Sta passando dalla Puglia – ha aggiunto – una nave delle opportunità. Non si fermerà questa volta a Bari ma verrà e sosterà nella nostra città. Ma su questa nave dobbiamo salire tutti».

Esposito ha sostenuto che «i Giochi non sono del Comitato organizzatore di cui mi onoro essere il vicepresidente ma sono della città di Taranto» e ha invitato «tutti i cittadini, e ad oggi siamo partiti con i ristoratori e i panificatori, ad attrezzarsi per far sentire a casa le tante persone che verranno a trovarci».

Entrando nel merito, ha evidenziato importanza di creare «se non proprio corsi specifici, un minimo di presentazione per rendere tutti all’altezza di servire bene la clientela. Se offriamo un panino con la mortadella, un calice di prosecco a un musulmano, beh sicuramente penso che rimarrà un po’ maluccio, quindi dobbiamo imparare a dire buongiorno, buonasera e a servire le cose adeguate».

Per il sindaco Piero Bitetti, padrone di casa, «sicuramente mangiare bene ci fa vivere meglio, ci allunga la vita e siamo famosi per la dieta mediterranea e per il buon cibo pugliese tarantino. Il cibo diventa un veicolo per essere conviviali, per fare incontri di lavoro, di affari, un veicolo che definirei sacro».

Bitetti ha ringraziato «gli addetti ai lavori che hanno partecipato in massa a questa iniziativa perché vogliamo offrire dei menù variegati con diverse tipologie di prodotti e nel rispetto anche delle culture di coloro che verranno a vivere la nostra città».

Lo sguardo è andato oltre l’evento sportivo. «I Giochi del Mediterraneo – ha promesso il primo cittadino – saranno una partenza non un punto di arrivo. Di lì vogliamo lanciare un’economia che è quella del turismo affinché possiamo parlare di altro, cambiare la narrazione della nostra terra che non è soltanto il comune capoluogo ma la terra ionica piena di bellezze, piena di ricchezze tra cui la nostra enogastronomia». E ha aggiunto: «Il futuro non può avere un’unica vocazione economica ma deve essere diversificato».

Nel corso dell’incontro sono intervenuti Laura Costantino, Associato di Diritto agrario e alimentare all’Università di Bari, con un focus su «Cibo e interculturalità», e Antonio Caso, storico dell’alimentazione, che ha richiamato il valore storico e simbolico della tavola mediterranea. Antonio Moschetta, Ordinario di Medicina interna, ha affrontato il tema «Mediterraneo e longevità», evidenziando il legame tra dieta mediterranea e salute. Angelo Bramato, luogotenente della Marina Militare Italiana, ha parlato di «Un Mediterraneo di sapori», mentre Marcello De Paola per Federalberghi, Emma Prunella per Fippa, Salvatore Turturo per la Federazione italiana cuochi e Giampiero Laterza per Assoturismo Taranto hanno condiviso l’impegno delle categorie verso «qualità, professionalità e attenzione alle esigenze culturali e nutrizionali».

A chiudere i lavori è stato il direttore generale del Comitato organizzatore, Carlo Molfetta, per il quale diventa impellente «far capire quanto sia importante questo evento a tutto il territorio e arrivare pronti al 21 agosto, quando ci sarà la cerimonia d’apertura. Noi ci stiamo mettendo veramente tutto il nostro impegno».

Per rispettare il cronoprogramma ormai è una corsa contro il tempo. La kermesse – è stato ribadito – rappresenterà una vetrina internazionale decisiva per il turismo, mentre la città è disseminata di cantieri legati alle infrastrutture e agli impianti sportivi. Nei prossimi mesi Taranto accoglierà visitatori, atleti e delegazioni da tutto il mondo e anche il cibo sarà l’occasione per creare momenti di incontro e scambio tra culture diverse.

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