Un nuovo terminal crociere, l’allungamento della concessione a Global Ports Holding e la firma dell’Agenda 2030 per le città portuali: sono i segnali concreti emersi dall’incontro che ha riunito a Palazzo Amati, sede di Kètos, il gruppo internazionale «Cruises & Port Cities», promosso da MedCruise e AIVP, rete che riunisce porti e città per sviluppare modelli di crescita sostenibile legati al traffico crocieristico.
Un appuntamento che ha portato in città 23 professionisti di cinque Paesi (Italia, Spagna, Francia, Grecia e Portogallo) con l’obiettivo di rafforzare «buone pratiche e sinergie tra porti crocieristici e comunità locali».
Sono intervenuti il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, Giovanni Gugliotti; la presidente di Medcruise-Corfu port, Theodora Riga; Laura Cimaglia, dirigente Affari generali e internazionali dell’Authority e vicepresidente di MedCruise; il segretario generale di AIVP- Association internationale villes et ports; Francesca Morucci, José M. Pagés Sánchez, direttore Agenda 2030 di AIVP; e l’avv. Carla Mellea in rappresentanza del Comune. Hanno partecipato, inoltre, il presidente della Jonian Dolphin Conservation, Vittorio Pollazzon e la direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA), Stella Falzone.
La tappa ionica, primo incontro in presenza dopo anni di lavori online, rientra nel percorso dell’Autorità di sistema portuale, ente che governa il porto di Taranto e siede nei board delle due associazioni.
La prima giornata prevede due workshop: “Rethinking Access”, laboratorio sulla gestione dei flussi turistici e mobilità urbana curato da Systematica, e “Bridging ports and communities”, focus sul dialogo tra porto, città e compagnie crocieristiche con MSC Cruises. La seconda giornata si svolge al Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MArTA) con un Open Lab e una tavola rotonda con stakeholder locali. In chiusura, definizione delle strategie per il 2026.
Il presidente dell’Authority, Giovanni Gugliotti, ha annunciato una svolta attesa: «Domani sottoscriveremo con Taranto Cruise Port l’allungamento della concessione a Global Ports Holding. I crocieristi non saranno più accolti in una struttura temporanea, ma in un luogo degno. Siamo felici di aver fatto un passo avanti». Un passaggio che punta a consolidare la presenza del principale terminalista crocieristico mondiale nello scalo ionico e a rafforzare l’attrattività della destinazione.
Laura Cimaglia ha parlato di «giorno importante per Taranto e per il gruppo che si occupa del rapporto porto-città. È fondamentale collaborare con le istituzioni ma anche apprendere dalle esperienze dei porti che ci hanno preceduto». Il riferimento è a realtà come Barcellona e Venezia. «È importante – ha aggiunto – sapere a cosa si può andare incontro per crescere in maniera sostenibile. La nostra città lo merita in ambito crociere».
Cimaglia ha poi rimarcato il valore strategico dell’investimento, ricordando che «Global Ports è il terminalista puro più importante al mondo nell’ambito delle crociere e se investe nella città di Taranto noi siamo molto orgogliosi di questo e siamo al loro fianco per crescere in questo settore che non viene visto come business dall’autorità portuale. Per noi è una attività che fa crescere la città, fa crescere i servizi e crea un gran movimento circolare ed economico molto importante».
La presidente di MedCruise, Theodora Riga, ha osservato che «la comunicazione è forse l’elemento più importante per migliorare le relazioni tra porti e comunità. Siamo qui con molti dei nostri membri, con porti, con esperti della nostra rete e anche con MSC per dialogare insieme e cercare di portare le nostre esperienze e migliorare le relazioni».
Francesca Morucci, segretario generale di AIVP, ha spiegato che «l’associazione da anni si occupa dell’integrazione tra porti e città, MedCruise invece lavora con le compagnie di navigazione e per sviluppare le destinazioni dei porti crocieristici. Queste due associazioni hanno lo stesso obiettivo, ovvero rendere il traffico croceristico il più possibile sostenibile e lavorano per sviluppare un traffico che abbia delle ricadute sia economiche che sociali sui territori». Ha quindi annunciato che «domani verrà siglata tra il porto di Taranto, il Comune di Taranto e l’associazione internazionale l’Agenda 2030 che riadatta alle città portuali gli obiettivi delle Nazioni Unite».
José M. Pagés Sánchez, direttore Agenda 2030 di AIVP, ha ribadito che «il porto gioca un ruolo importante nell’economia di una città, è veramente un motore di sviluppo» e che le crociere «portano un valore aggiunto al territorio e aiutano nel suo sviluppo».
Il comandante della Capitaneria di porto, Leonardo Deri, ha parlato di «momento di assoluta sinergia tra tutte le parti, un metodo essenziale per ottenere risultati concreti in una città che rispetto ad altre è un po’ più indietro nel settore crocieristico». Ha richiamato i progetti in corso – dall’elettrificazione delle banchine all’eolico portuale fino alla possibile introduzione dell’idrogeno – evidenziando che «potranno far compiere una vera svolta al porto di Taranto».
Per il Comune, l’avvocata Carla Mellea ha sottolineato che «ogni approdo rappresenta un confronto tra culture e un momento di crescita economica e culturale per la città» e che l’amministrazione considera «doveroso collaborare con l’Autorità portuale per fare di Taranto un punto di riferimento nel panorama mediterraneo».
Anche il Museo Archeologico Nazionale di Taranto è stato coinvolto nei lavori. La direttrice Stella Falzone si è soffermata sull’importanza di «ambire a un’ospitalità culturale attenta e condivisa. Il MArTA è pronto a mettere in campo i propri contenuti per valorizzare una città ricchissima nel presente e nel passato».
Dai workshop su mobilità e gestione dei flussi è emersa una linea comune: integrare porto e città, programmare gli investimenti, costruire consenso. Il percorso avviato con il confronto internazionale ha tracciato una rotta precisa. Adesso la sfida si sposta sui tempi di realizzazione e sulla capacità di tradurre gli impegni annunciati in infrastrutture, servizi e ricadute concrete per il territorio.
