Netta presa di posizione di Confartigianato Taranto contro il progetto del rigassificatore GNL previsto alla testa del Molo Polisettoriale, in prossimità del quartiere Lido Azzurro. A intervenire è il segretario generale Fabio Paolillo, che chiede una visione complessiva e un confronto reale con il territorio prima di assumere decisioni considerate strategiche per il futuro della città.

Secondo Paolillo, si tratta di un’infrastruttura destinata a incidere profondamente sull’assetto del porto e sul modello di sviluppo locale. “Non siamo contrari allo sviluppo industriale né alle infrastrutture energetiche in quanto tali – spiega – ma ogni scelta deve essere coerente con il percorso che Taranto sta cercando di costruire, puntando su diversificazione economica, turismo, economia del mare, artigianato e servizi”.

Particolarmente contestata è la collocazione dell’impianto al Molo Polisettoriale. Per Confartigianato si tratterebbe di una scelta “totalmente sbagliata” perché rischierebbe di vincolare per decenni un’area portuale strategica, limitando lo sviluppo di attività logistiche e industriali più compatibili con l’evoluzione del mercato e con le nuove filiere legate al mare.

Molto netta anche la posizione sul quartiere vicino all’area individuata. Secondo l’associazione, installare un impianto di tale portata a ridosso delle abitazioni significherebbe compromettere definitivamente le prospettive di crescita di Lido Azzurro, aggravandone isolamento e marginalità.

Confartigianato rilancia invece la necessità di un piano straordinario di rigenerazione urbana, con investimenti su accessibilità, servizi, urbanizzazione e valorizzazione della costa, immaginando il quartiere come una possibile “marina” capace di generare sviluppo sostenibile e opportunità per residenti e imprese.

Nel documento, Paolillo richiama infine le istituzioni a evitare errori del passato. “Taranto – sottolinea – ha già pagato costi ambientali, sanitari ed economici enormi a causa di scelte calate dall’alto. Oggi serve un confronto serio e trasparente per conciliare sicurezza energetica e sviluppo locale senza compromettere il futuro del porto e dei quartieri”.

Confartigianato si dice disponibile al dialogo, ma ribadisce che non resterà in silenzio davanti a decisioni ritenute potenzialmente irreversibili per il destino della città.

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